Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 21:36

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operazione gdf

Truffa associazione antiracket
iniziati interrogatori a Lecce

truffa ssociazione antiracket a Lecce

LECCE - Sono iniziati oggi a Lecce gli interrogatori di garanzia per quattro degli indagati nell'inchiesta sulla truffa dei fondi antiracket che ha portato ieri all’arresto, da parte dei militari della Guardia di finanza della presidente dell’Associazione Antiracket Salento, Maria Antonietta Gualtieri, e di altre tre persone, una delle quali ai domiciliari.
La prima a comparire davanti al gup di Lecce Giovanni Gallo è stata Maria Antonietta Gualtieri, accusata di essere a capo di un'associazione a delinquere finalizzata alla frode dei finanziamenti erogati dallo Stato per le vittime del racket e dell'usura. Due ore davanti alla presenza dei propri legali e dei due pm per cercare di chiarire accuse e contestazioni.

Ha risposto ad ogni contestazione anche il dirigente comunale Giuseppe Naccarelli, considerato con Gualtieri il capo promotore ed organizzatore del sodalizio criminale. Mentre si è avvalso della facoltà di non rispondere il funzionario del Comune di Lecce Pasquale Gorgoni.

E a parlare e fornire elementi utili alla ricostruzione dei fatti contestati è stato anche l'assessore al Bilancio Attilio Monosi, dimessosi ieri dalla carica dopo essere stato raggiunto nell'ambito dell'inchiesta da un provvedimento di interdizione, per un anno, dai pubblici uffici. Il politico, in lizza alle prossime amministrative nella lista di Direzione Italia in appoggio al candidato del centrodestra Mauro Giliberti, ha risposto a tutte le domande. E attraverso il proprio difensore Riccardo Giannuzzi,ha prodotto una rimessa di pagamento attestante come gli oltre 130mila euro prelevati nell'agosto 2013 dalle casse comunali per saldare lavori infrastrutturali effettuati dalla ditta «Saracino Costruzioni» presso lo sportello antiracket di Lecce (che avrebbero dovuto essere pagati con fondi erogati dal Viminale) e che secondo la Procura non sarebbero mai stati restituiti - portando di fatto a un doppio pagamento una volta erogati gli emolumenti statali - in realtà sarebbero stati recuperati nel luglio scorso, in virtù di un'azione legale promossa dal suo assessorato contro l’imprenditore che effettuò i lavori promossa dallo stesso Monosi. Lunedì il gup si esprimerà sulla richiesta di revoca della misura interdittiva avanzata dai legali di Monosi.

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