Martedì 13 Novembre 2018 | 04:22

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Per il caso depuratore

Manduria, minacce al sindaco
«Clima da non sottovalutare»

Manduria, minacce al sindaco«Clima da non sottovalutare»

Una busta contenente due petardi e una lettera minatoria è stata recapitata al sindaco di Manduria, Roberto Massafra, a Palazzo di città. Il primo cittadino era assente e il materiale è stato consegnato al vice sindaco Gianluigi De Donno, che ha avvisato la Polizia. Lo stesso esponente della giunta ha pubblicato un post su Fb mettendo in relazione il gesto intimidatorio con la vicenda legata alla realizzazione del depuratore di Manduria e delle proteste contro lo scarico a mare.
«Qualcuno - ha scritto De Donno - pensa che il consiglio comunale del 7 aprile si debba tenere comunque, per consentire un confronto democratico sul problema del depuratore con la popolazione. Ho già detto che non ci sarebbero state le condizioni per un confronto sereno considerato il clima che c'è. "La lettera - aggiunge - accompagnata da frasi minacciose relative al depuratore, mi sembra la migliore conferma che il consiglio non s'ha da fare. Qualcuno crede ancora che non ci siano problemi di ordine pubblico?».

Il Consiglio comunale del 7 aprile era stato programmato per approvare la proposta alternativa alla condotta sottomarina. Venerdì scorso, invece, ad Avetrana si è svolto un corteo di protesta a cui hanno partecipato centinaia di cittadini contro la variante proposta dalla Regione Puglia che, secondo i manifestanti, non esclude lo sversamento a 700 metri dal mare di Specchiarica. Lo stesso sindaco Roberto Massafra aveva sollecitato il rinvio del Consiglio Comunale ad un momento successivo, per dar modo di elaborare una proposta, anche tramite referendum, «che sia accettata - aveva scritto sul social network il sindaco - dai cittadini, partendo dal presupposto che non basta non scaricare a mare, come si era sinora detto, ma bisogna trovare un altro sito».

«Non credo sia necessario attribuire a questo gesto scriteriato più importanza di quanto meriti, ma non sarebbe saggio sottovalutare il clima di rancore da cui è scaturito». Lo scrive su Facebook il sindaco di Manduria Roberto Massafra, a cui oggi è stata recapitata una busta con due petardi assieme a frasi minacciose per la questione dello scarico a mare del depuratore.
«È necessario - osserva il primo cittadino - che tutti coloro che ricoprono un ruolo pubblico o aspirano a ricoprirlo, facciano un passo indietro e favoriscano l’avvio di una nuova stagione di confronto e collaborazione costruttiva».
Solo da «un’ampia condivisione - sottolinea Massafra - potrà scaturire una proposta tecnicamente valida che consenta il superamento dello scarico a mare e permetta di valutare la possibilità di una diversa localizzazione del depuratore. Voglio comunque rassicurare i miei concittadini, comunque la pensino, che continuerò a battermi civilmente e pacificamente affinché venga definitivamente scongiurata ogni ipotesi di scarico a mare». «Ringrazio di cuore - afferma il sindaco - tutti coloro che in vario modo mi hanno manifestato solidarietà per l’atto intimidatorio di cui sono stato vittima».

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