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omicidio a palese

Uccisa per vendetta
Il figlio della vittima
«Nessun sospetto»

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BARI - Sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza che lo ritraggono mentre raggiunge in bicicletta il luogo dell’omicidio, le intercettazioni telefoniche e l’audizione di alcuni testimoni a consentire alla polizia di fermare il presunto omicida di Rosa Maria Radicci, la pittrice di 71 anni uccisa nella sua villetta a Bari Palese il 13 novembre scorso. La donna venne soffocata dall’assassino, che con le mani le tappò la bocca, poi fu strangolata a mani nude e, infine, incappucciata con un sacchetto di plastica assicurato al collo con nastro adesivo.
Ogert Laska, albanese di 29 anni con precedenti penali fermato ieri sera dalla polizia perché gravemente indiziato di omicidio volontario, avrebbe ucciso per vendetta personale dopo essere stato licenziato. Il giovane aveva infatti lavorato come lavapiatti nella pizzeria di cui è gestore il figlio della vittima, Domenico Minafra, ma era stato mandato via nell’agosto scorso per essersi comportato in maniera scortese con alcuni clienti. Ha un regolare permesso per vivere in Italia, è sposato e padre di due figli, ma viene descritto come un uomo dal carattere irascibile. E’ stato rintracciato ieri, al porto di Bari, al rientro dall’Albania dov'era fuggito il 17 novembre scorso. Gli investigatori presumono che fosse tornato per stare accanto a moglie e figli per portarli, poi, di nuovo con sé in Albania.

Nel provvedimento di fermo emesso dalla magistratura si legge che la sorella del titolare della pizzeria (un albanese), moglie del presunto omicida, parlando al telefono con la madre in Albania riferisce che il marito le aveva confessato «di avere ucciso la madre del titolare», e questo proprio nel giorno in cui la donna era stata assassinata. Poi il 29enne sarebbe fuggito in Albania per paura di ritorsioni da parte del figlio della donna uccisa. Laska avrebbe anche tentato il suicidio mandando alla moglie (che nel frattempo aveva preso le distanze da lui) alcune foto in cui mostrava le mani tagliate. Il giovane avrebbe riferito anche ad alcuni parenti albanesi di aver ucciso una donna anziana a Bari.

Sempre secondo gli atti d’indagine, la moglie del presunto omicida, il 13 novembre scorso, avrebbe visto il marito rientrare a casa con una ferita sanguinante ad una mano e cambiare gli abiti: una tuta nera che portava di frequente e che il giovane avrebbe messo in lavatrice. Secondo la ricostruzione della polizia, Laska ha raggiunto Palese con una bicicletta presa in prestito. Ha atteso molto tempo prima di riuscire ad entrare in casa della donna, uccidendola, verso le 14.30.
Ma c'è un piccolo giallo. Stando ai tabulati del telefonino di Rosa Maria Radicci, la donna, descritta come «schiva e piuttosto diffidente», avrebbe tentato di chiamare il figlio proprio alle 14.30. Una telefonata che potrebbe essere stata una richiesta d’aiuto o forse una chiamata interlocutoria riguardo l'arrivo in casa di Laska, bruscamente interrotta dall’azione omicida. A quell'ora una vicina di casa avrebbe udito un urlo di donna poi affievolitosi e poi scambiato per vociare di altre persone nel vialetto di casa. Una telefonata che il figlio della vittima, però, non ha mai ricevuto, secondo quanto riferito dal legale della famiglia Minafra. (di Donatella Lopez, ANSA)

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