Giovedì 06 Agosto 2020 | 15:28

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La Basilicata con Descalzi
sulla svolta verde dell'Eni

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POTENZA - Politici, ambientalisti e sindacalisti lucani guardano con interesse e rinnovate speranze alle dichiarazioni dell’ad di Eni Claudio Descalzi. Reazioni positive sia sugli investimenti che alle prospettive di un Sud più verde nel rispetto della salute e dell’ambiente.

La Regione Basilicata non da oggi sta dialogando con Eni su investimenti e fonti rinnovabili. La conferma arriva dall’assessore all’ambiente. «Ci rincuorano le dichiarazioni dell’ad - dice Francesco Pietrantuono - però alle parole devono seguire i fatti. L’apertura di Eni è importante. Energia pulita e fonti rinnovabili rappresentano il futuro. Ora è auspicabile che nei prossimi giorni ci si sieda attorno ad una tavolo per porre basi concrete». «Ben vengano gli investimenti di Eni in Basilicata - interviene il senatore Salvatore Margiotta (Pd) - però dobbiamo fare attenzione a tre fattori anche alla luce degli ultimi rilievi della magistratura. Vanno assicurati nell’ordine la salute, l’ambiente e la trasparenza in tutte le procedure amministrative».
Sugli investimenti annunciati da Descalzi registriamo anche la moderata soddisfazione del presidente della Provincia di Potenza. «Era ora - sottolinea Nicola Valluzzi - che l’Eni si esprimesse in maniera decisa e forte per il Sud. Mi auguro che alle parole seguano i fatti e azioni concrete. Quanto alla Basilicata non si tratta di una terra solo da sfruttare». Ecco Piero Lacorazza, consigliere regionale (Pd), leader nel referendum contro le trivelle in mare dello scorso 17 aprile.

«Le parole di Descalzi - dice Lacorazza - confermano che c'è una relazione tra referendum costituzionale e strategia energetica nazionale. Ancora una volta chiedo: perché non giocare a carte scoperte? Poi ognuno sceglierà come votare ma confrontiamoci e diciamo con chiarezza quale partita si sta giocando».

Invece Luigi Agresti referente per il Sud WWF Italia, prende spunto dalla conferenza internazionale sul clima di Parigi. «Siamo tutti vincolati - dice - verso la transizione energetica ed uscire quanto prima dall’era dei combustibili fossili. Lo stesso Papa Francesco si è espresso in questa direzione. Quanto ai bio-investimenti e al dialogo di Eni con le popolazioni è quanto ci auguriamo. La ripresa al centro Olio di Viggiano? Da sempre i nostri esposti sono stati in linea con quanto la Magistratura ha chiesto ad Eni. Auspichiamo che il colosso energetico con le sue grandi tecnologie rispetti i dettami dei giudici».
«Da anni la società civile lucana - afferma Alessandro Ferri, presidente di Legambiente Basilicata - chiede un sistema di monitoraggio, controllo e informazione che sia in grado di dare certezze e sicurezze ai cittadini che oggi al contrario vedono la presenza dell’industria petrolifera in Basilicata solo come una minaccia per la salute e per l’ambiente. È il momento di liberare la Basilicata dalla schiavitù delle fonti fossili».

Infine la parte sindacale. «Le dichiarazioni di Descalzi- evidenzia Angelo Summa segretario regionale Cgil - vanno nella direzione da noi cercata e voluta da tempo. Si guarda sempre da più parti alla transizione energetica. Per quanto ci riguarda chiediamo un “Patto per la Val d’Agri” ,l’alternativa è senza dubbio quella dei bio-investimenti».

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