PECHINO - Stanno meglio ma mostrano «evidenti segni di trauma» post terremoto i 47 panda giganti del centro di ricerca della riserva naturale di Wolong, nella provincia cinese del Sichuan.
Colpito dal sisma di grado 7.9 della scala Ritcher che lo scorso 12 dicembre ha causato quasi 70 mila vittime, il centro ha subito pesanti danni, hanno riferito i media locali. Sarà probabilmente ricostruito in un altro sito sempre all'interno dei 500 mila ettari della riserva, che ospita 150 panda. Cinque lavoratori del centro hanno perso la vita. Metà delle gabbie è andata distrutta e un panda femmina è stato trovato morto accanto ai suoi cuccioli, ancora vivi. Un altro risulta disperso.
Ma seppur lentamente, il centro sta riprendendo la normale attività, dice il direttore Zheng Hemin, che ai panda ha dedicato 25 anni della sua vita. «C' èoggi molta più attenzione verso temi come la salvaguardia del panda gigante e la tutela ambientale, pressochè sconosciuti negli anni ottanta». Lo dimostra il fatto che la tragedia del terremoto non ha distolto lo sguardo dal «tesoro nazionale».
Considerato un simbolo del Paese, il panda è protetto con particolare attenzione dalle autorità, dalla stampa e da tutta la società. In queste settimane i media se ne sono occupati quasi ogni giorno. Sono in tutto meno di duemila in panda in libertà e 230 quelli ospitati nelle riserve. I 38 gestori del centro di Wolong hanno organizzato una spedizione per verificare le condizioni di salute degli animali in libertà . Secondo le prime stime ufficiali, l'80 per cento dell'habitat è stato danneggiato e il 10 per cento distrutto. Il problema fondamentale è l'approvvigionamento di bamboo.
Lunedì 16 Giugno 2008, 14:32
10 Febbraio 2026, 17:34















