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TARANTO - Nei giorni immediatamente successivi ai wind days, giorni di forte vento proveniente dall’area industriale di Taranto durante i quali si verifica una maggiore dispersione di inquinanti, è stato registrato un aumento della mortalità nel quartiere Tamburi. Lo hanno reso noto il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti e la pediatra Annamaria Moschetti facendo riferimento a una ricerca condotta nell’ambito del Centro Salute e Ambiente di Taranto e risultanze, illustrata ieri a Bari dall’ex direttore regionale di Arpa Puglia, che coordina il Progetto Jonico Salentino del Centro Salute Ambiente Puglia, e da Lucia Bisceglia, responsabile attuativo del Centro Salute e Ambiente.

Ai rappresentanti di Peacelink è stato illustrato lo stato di avanzamento delle attività del Centro, con particolare riferimento agli studi relativi a Taranto e alle sue gravi criticità ambientali. Lo studio sull'impatto sanitario dell’inquinamento atmosferico, con riferimento ai Wind Days, prende in considerazione gli effetti a breve termine dell’inquinamento proveniente dall’area industriale, distinti dagli effetti a lungo termine fotografati nel Registro Tumori. Nella relazione si legge che «Dalle analisi è emersa un’associazione positiva e statisticamente significativa per la mortalità per cause cardiovascolari, cardiache, e respiratoria nel quartiere Tamburi di Taranto a distanza di 2-3 giorni dal giorno in cui si è verificato l’evento Wind days». Marescotti ricorda che «a novembre 2015 PeaceLink (prevedendo a dicembre in base al meteo quattordici Wind Days consecutivi, poi protrattisi a ventuno) aveva chiesto al sindaco di Taranto di avvisare i cittadini dei Wind days e che venissero informati dei rischi immediati sulla salute.

La Asl, su incarico del sindaco, rispose che era consigliabile chiudere le finestre durante gli orari di picco (prima delle ore 12 e dopo le ore 18) delle polveri sottili». E «durante i giorni estivi - conclude l'ambientalista - che cosa verrà consigliato in caso di Wind Days? Di tenere chiuse le finestre? Chiediamo pertanto urgenti azioni di informazione e di protezione della popolazione che, dal nostro punto di vista, non possono che passare dalla eliminazione del pericolo alla sorgente».

SINDACO: CITTADINI IN STATO D'ANSIA - «I cittadini di Taranto non sono informati» sulla situazione sanitaria e ambientale della città e questo «genera uno stato d’ansia insopportabile, lo dico da medico». Così il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno durante l'audizione davanti alle commissioni ambiente e attività produttive della Camera riunite per esaminare il decimo decreto sull'Ilva in conversione di legge.

«Di recente il registro tumori ha diffuso dei dati in alcuni casi inquietanti - ha proseguito Stefàno -. Chiedo che ci siano delle autorità nazionali che dicano effettivamente le cose come stanno. Chiedo che ci sia una verità scientifica. Le Famiglie vivono con terrore del tumore. Vogliamo sapere quali sono i veri livelli di emissione che tutelano la salute. Noi rispettiamo quelli imposti dalla legge italiana, ma gli standard europei e quelli dell’organismo mondiale della sanità sono più stringenti».

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