Giovedì 17 Gennaio 2019 | 18:38

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Operazioni della Polizia a bari

Faida tra clan e tritolo: 5 fermi
Rapine seriali, 3 arresti

Indagini dopo il ferimento di un pregiudicato a San Pio: trovate pistole e mezzo chilo di tritolo. Identificatori i tre autori di una serie di colpi in discount

BARI - Avevano acquistato mezzo chilo di tritolo e lo avevano nascosto tra i cespugli della tenuta di un pregiudicato di Gioia del Colle, pronto all’uso. Agenti della Squadra mobile di Bari e carabinieri, su disposizione della Dda, hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di quattro pregiudicati, Amilcare Monti Condesnitt, 47enne proprietario della tenuta, il suo braccio destro Francesco Paolo Ciccarone, 40enne di Santeramo in Colle, Antonio Saponaro, 35enne di Bari, Giuseppe Piscopo, 24enne di Bitonto e il 33enne Paolo Paterno di Bari. I cinque rispondono di detenzione e porto di armi da sparo ed esplosivo. Gli investigatori non hanno formulato alcuna ipotesi sull'utilizzo dell’esplosivo.
Le indagini, coordinate dal pm Roberto Rossi, sono state avviate dopo il tentato omicidio di Giuseppe Drago, avvenuto il 14 febbraio scorso nel quartiere San Pio di Bari. Gli investigatori baresi hanno ricostruito il contesto nel quale sarebbe maturato l’agguato: contrasti tra gruppi criminali per il controllo delle attività illecite, in particolare fra pregiudicati vicini al clan Strisciuglio, di cui anche la vittima fa parte, e il gruppo contrapposto, vicino agli odierni fermati.
Grazie alle intercettazioni ambientali disposte nell’ambito delle indagini sul tentato omicidio, gli agenti hanno scoperto l'acquisto e il trasporto dei 550 grammi di tritolo, sequestrato il 29 aprile scorso durante una perquisizione a casa di Monti, insieme con una pistola semiautomatica Tokarev calibro 7,65 con caricatore e munizionamento. Contestualmente all’esecuzione dei fermi, gli agenti hanno arrestato in flagranza una sesta persona, il 23enne Nicola Lorusso, trovato in possesso di una pistola semiautomatica calibro 9x21 e di un revolver 44 magnum con relative munizioni. 

Le rapine. Avrebbero compiuto cinque rapine in supermercati in meno di un mese, minacciando i cassieri con coltelli e pistole. La Squadra Mobile di Bari ha arrestato il 19enne Antonio De Lellis, il 36enne Lorenzo Catalano e il 38enne Pasquale Diamante, tutti con precedenti penali, per i reati, a vario titolo contestati, di rapina aggravata dall’uso di armi, porti di armi e oggetti atti ad offendere, violazione della sorveglianza speciale ed evasione.
Le indagini, coordinate dal pm Bruna Manganelli, sono iniziate dopo l’arresto in flagranza di due di loro, De Lellis e Catalano, per la rapina in un supermercato di Triggiano il 4 dicembre scorso. I successivi accertamenti hanno consentito di attribuire alla banda altri quattro colpi, tutti commessi a Bari nei quartieri Libertà e Carrassi, fra il 9 e il 25 novembre. In una circostanza Diamante sarebbe stato riconosciuto da un testimone per i suoi occhi azzurri e un tatuaggio. Tutte le rapine, ricostruite dalla polizia tramite video e testimonianze, sarebbero state commesse con le medesime modalità. I malfattori, con il volto coperto, avrebbero rapinato - dietro minaccia di grossi coltelli o pistole - i cassieri dei quattro supermercati facendosi consegnare complessivamente 2.500 euro. A Diamante e Catalano l’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata in carcere (il primo detenuto per maltrattamenti in famiglia, il secondo per la rapina del 4 dicembre), mentre De Lellis - che era agli arresti domiciliari - è stato condotto in cella.

«DETONANTE MICIDIALE» - Avrebbe potuto «distruggere negozi, palazzine, autoveicolo anche blindati» il mezzo chilo di triplo sequestrato dalla Squadra Mobile in casa del pregiudicato di Gioia del Colle Amilcare Monti Condesnitt, il cui fermo su disposizione della Dda è stato eseguito ieri congiuntamente ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari. L’indagine della Polizia, avviata dopo due agguati commessi nel quartiere San Pio di Bari a febbraio, ha portato anche altri quattro fermi e ad un arresto in flagranza, tutti eseguiti da Squadra Mobile con la collaborazione del reparto Prevenzione Crimine della Questura, Polizia Scientifica e Unità Cinofile.

Stando agli accertamenti dei poliziotti, coordinati dal pm Antimafia Roberto Rossi, quel quantitativo di tritolo costituirebbe un «detonante micidiale con una velocità di combustione di 6.800 metri al secondo», in grado, cioè, di polverizzare qualunque cosa nel raggio di decine di metri con una potenza paragonabile a quella di quasi 15 bombe a mano. La destinazione dell’esplosivo non è nota ma è probabile che Monti Condesnitt, giostraio ritenuto trafficante di armi e droga e già condannato a 17 anni di reclusione per reati simili, dovesse rivendere il tritolo ad altre organizzazioni criminali.

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