Giovedì 02 Aprile 2026 | 21:57

Maltempo, nel Foggiano le baracche di centinaia di braccianti sotto il fango e l'acqua: «Sono isolati»

Maltempo, nel Foggiano le baracche di centinaia di braccianti sotto il fango e l'acqua: «Sono isolati»

Maltempo, nel Foggiano le baracche di centinaia di braccianti sotto il fango e l'acqua: «Sono isolati»

 
Redazione online

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Maltempo, nel Foggiano le baracche di centinaia di braccianti sotto il fango e l'acqua: «Sono isolati»

Succede a Torretta Antonacci, nelle campagne di San Severo: è «di fatto irraggiungibile, senza qualsiasi forma di soccorso e aiuto»

Giovedì 02 Aprile 2026, 19:58

Le abitazioni di centinaia di lavoratrici e lavoratori agricoli, braccianti impegnati nei campi del Foggiano, si trovano nell’acqua e nel fango a Torretta Antonacci nelle campagne di San Severo in provincia di Foggia. Lo denuncia in una nota l’unione sindacale di base (Usb) in riferimento alla situazione dell’insediamento occupato da migranti dopo la pioggia che da 48 ore sta interessando tutto il Foggiano.

«Le baracche dell’insediamento informale e i container della limitrofa foresteria regionale per i lavoratori agricoli sono sommersi - afferma in una nota l’Usb - l’unica strada di collegamento con il sito è completamente impraticabile, trasformata in un fiume di fango: Torretta Antonacci è di fatto isolata, irraggiungibile, senza qualsiasi forma di soccorso e aiuto. Non si tratta di una calamità naturale imprevedibile. Si tratta di una catastrofe politica annunciata, voluta, perpetuata». Usb ricorda che «per il superamento dei ghetti della Capitanata, Torretta Antonacci compresa, erano stati stanziati oltre 100 milioni di euro. Quei soldi sono stati lasciati inutilizzati e torneranno indietro all’Unione Europea».

«Le persone - aggiunge - sono ancora lì, abbandonate dentro strutture che non proteggono da nulla, né dal sole d’estate, né dall’acqua d’inverno, né dalla violenza di un sistema che le vuole invisibili». Il sindacato chiede che «vengano immediatamente attivati i soccorsi e garantita la sicurezza di tutte le persone presenti nel sito. Se oggi qualcuno muore nel fango di Torretta Antonacci, quel sangue è sulle mani di chi aveva i mezzi per intervenire e ha scelto di non farlo».

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