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Il ritiro sarà affidato ai privati

Mobili in strada a Bari
Ma è solo colpa degli incivili?

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Quel mobile da cucina è ancora in via Generale Bellomo, nelle vicinanze della chiesa di Santa Fara. Eppure sono passate tre settimane da quando il proprietario ha chiamato l’Amiu, ha preso nota del codice da fornire ai vigili urbani nell’evenienza di un controllo, e ha depositato il pezzo nel giorno e all’ora concordata con gli operatori dell’Amiu. Nessuno è passato finora a ritirarlo. Il cittadino, ligio al suo dovere, ha inoltre sollecitato l’azienda di igiene urbana mandando due mail. Tutto inutile. Nel frattempo qualcun altro si è portato via il lavello. Ma lo scheletro del mobile resta per strada.
Magari in questo caso si tratta di una svista. Sta di fatto che l’intera città, dal centro alle periferie, è una discarica a cielo aperto. Accanto ai cassonetti della spazzatura, ogni giorno, ma soprattutto nel week end, vengono accatastati lavandini, sedie, tavoli, armadi smontati o divani a tre posti. «Ogni anno in questo periodo - conferma l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli - gli ingombranti vengono abbandonati vicino ai bidoni. Al cambio di stagione segue il cambio dell’arredamento. Però soltanto il 30% dei baresi ricorre al servizio di ritiro gratuito offerto dall’Amiu. Il restante 70% continua con il fai-da-te, dagli abiti che non servono più ai mobili: tutto viene lasciato per strada».
La città soffoca per l’invasione dei rifiuti ingombranti. Persino il sindaco Antonio Decaro ha postato sulla sua pagina Facebook uno scatto che lo ritrae a tarda sera seduto su un materasso buttato per terra. E ancora una volta ha apostrofato come «inzivoso» il concittadino che non ha avuto remore nell’inquinare il suolo pubblico.
L’amministrazione intende correre ai ripari. Spiega Petruzzelli: «Le zone più sensibili saranno sorvegliate dalle telecamere, per dare un volto agli sporcaccioni e per poi multarli. Abbiamo anche chiesto all’Amiu di quantificare i costi per affidare a terzi questo servizio».
Insomma, se il fenomeno sfugge al controllo, è opportuno affidarsi ai privati. Aggiunge Petruzzelli: «La traccia su cui l’Amiu sta lavorando è quella di esternalizzare il servizio. La città sarà suddivisa in lotti da assegnare a chi vincerà la gara. Le cooperative che si aggiudicheranno gli appalti dovranno impegnare mezzi e uomini propri per gestire dalle prenotazioni al recupero degli ingombranti. L’idea è quella di dare ai privati i rioni periferici, come Palese, Santo Spirito, Catino, Enziteto, Carbonara, Torre a Mare e San Giorgio. Il resto del territorio resterebbe nelle competenze dell’Amiu, che comunque dovrà riorganizzare il personale con l’avvio, entro la fine dell’anno, della raccolta porta a porta».
Infine, in merito alla denuncia che parte da via Generale Bellomo, il presidente dell’Amiu, Gianfranco Grandaliano, chiarisce: «Può capitare che in casi molto rari ci sia un ritardo. È fisiologico, non si può parlare di un disservizio. È bene che tutti i cittadini sappiano che le stesse squadre che effettuano i ritiri concordati, prelevano gli ingombranti lasciati abusivamente per strada. Viene data priorità alle situazioni più gravi. Quest’anno è stato registrato un raddoppio delle tonnellate prelevate. Siamo passati dalle 260 del mese di marzo 2015 alle 400 del mese di marzo 2016. Non possiamo, per i vincoli di spesa, assumere nuovo personale. Per questo con l’affidamento parziale del servizio a terzi, i nostri operatori potranno concentrarsi nelle zone che rimarranno di nostra competenza, non dovendo più essere costretti a rastrellare mobili e elettrodomestici dalle campagne e dalle aree meno frequentate, che ricadono comunque nel territorio di Bari, ma che purtroppo vengono trasformate pure dalle aziende in siti illeciti di stoccaggio».

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