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Le sofferenze: operazione risanamento

Padoan plaude a Popolare Bari
Prima ad avvalersi della «Gacs»

Cartolarizzazione da 800 milioni di euro avallata dal Mef d'intesa con l'Ue. L'istituto verso la Spa. A giugno la ratifica dell'integrazione fra Tercas e Caripe

Popolare di Bari in marcia verso l'acquisto di Carichieti

Il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è «molto soddisfatto» per la decisione della Banca Popolare di Bari di avvalersi della nuova garanzia dello Stato sulle cartolarizzazioni delle sofferenze. Decisione che «segnala che la Gacs - commenta Padoan in una nota - è uno strumento utile per smaltire progressivamente lo stock di crediti deteriorati che limitano la capacita di sostegno del sistema bancario alla ripresa dell’economia attraverso l’erogazione di nuovo credito».

Quella varata dal cda dell'istituto bancario barese è infatti la prima operazione con la Gacs, la garanzia pubblica del Mef stabilita di concerto con la Ue. La Banca Popolare di Bari ha approvato un programma di cessione di crediti deteriorati (Npl) per un importo lordo di oltre 800 milioni di euro mediante una cartolarizzazione pubblica destinata al mercato istituzionale. La dismissione permetterà al gruppo di migliorare gli indicatori patrimoniali, di redditività, di qualità del credito e di liquidità, assorbendo in modo definitivo l’impatto dell’acquisizione di Banca Tercas e Caripe.


Le decisioni prese dal cda della Banca Popolare di Bari, spiega una nota «creano le premesse per l'attuazione del nuovo piano industriale 2016-2020». L’obiettivo è consolidare significativamente il posizionamento di mercato nei territori d’elezione per accompagnarne la crescita (Puglia, Basilicata, Abruzzo e Umbria), attraverso l’evoluzione del modello di business, il miglioramento dell’efficienza operativa e un forte presidio del credito. Il Cda ha deliberato l'integrazione di Tercas e Caripe, da realizzare entro il primo semestre 2016. La banca ha quindi raggiunto un accordo con le organizzazioni sindacali per esodi incentivati di personale attraverso il ricorso al Fondo di Solidarietà (200 risorse) per circa 48 milioni di euro, a fronte del quale è previsto un beneficio in termini di minori costi annui a regime per oltre 14 milioni. Questa manovra si aggiunge a quanto fatto già nelle controllate Tercas e Caripe con l’esodo di oltre 50 risorse.


Con l’integrazione Tercas e Caripe, spiega l’istituto di credito, «gli sforzi compiuti dalla banca e dai dipendenti delle due controllate per ripristinare una corretta operatività, nel quadro di un disegno industriale e strategico molto chiaro, potranno essere ripagati». A conferma della volontà di investire sul territorio abruzzese e facendo pieno affidamento nella responsabilità del personale locale, Banca Popolare Bari ha deciso di mantenere i due marchi storici di Banca Tercas e Banca Caripe

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Commenti all'articolo

  • gianfranco

    gianfranco

    26 Marzo 2016 - 23:11

    Sì, ma aldilà delle chiacchiere tecniche, quando potranno gli azionisti di Banca Popolare di Bari rientrare in possesso dei propri soldi? Nonostante una primaria Compagnia di Assicurazioni abbia acquistato azioni per venti milioni della BPB, attualmente azionisti che hanno messo in vendita azioni sin dal luglio scorso, ancora non hanno visto un euro rientrare nelle proprie tasche!!!!!!!!!!

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