POTENZA - Il Parco del Pollino - dove nella scorsa estate le fiamme hanno distrutto oltre sei mila ettari di vegetazione - ha presentato al Ministero dell'Ambiente il Piano antincendio per il 2008. Lo ha annunciato l'ufficio stampa precisando che "il piano, per essere operativo, dovrà essere contemplato nei Piani antincendio regionali, di Calabria e di Basilicata".
"La brutta stagione di fuoco che ci ha visto, nostro malgrado, protagonisti, nel 2007 - ha spiegato il Presidente del Parco, Domenico Pappaterra - vorremo restasse solo un lontano e brutto ricordo. Puntiamo, attraverso i finanziamenti disponibili, sia ad attivare azioni in grado di fronteggiare, nell'eventualità, i roghi sia soprattutto a prevenirli".
Nel Piano è previsto che "d'intesa con le Regioni, siano utilizzati, in qualità di operai idraulico forestali, una parte degli ex lavoratori socialmente utili del Parco. Inoltre - è scritto nella nota - il Parco intende realizzare, con un suo finanziamento, un centro polifunzionale a Campotenese, nel comune di Morano Calabro (Cosenza), con una ede operativa del Comando territoriale per l'Ambiente del Corpo Forestale dello Stato in prossimità dello svincolo autostradale, località ritenuta una zona di grande interesse turistico".
I ROGHI IN BASILICATA LO SCORSO ANNO
Nel 2007 in Basilicata sono stati in totale 711 gli incendi (di cui il 70 per cento di origine dolosa) su 7.860 ettari di territorio regionale: 415 roghi si sono verificati su 3.640 ettari di bosco, con una superficie media di 18, 94 ettari per incendio. Durante lo scorso anno, inoltre il Corpo Forestale dello Stato ha denunciato 58 persone, con un incremento, rispetto al quinquennio precedente, del 50 per cento.
Sono questi alcuni dei dati illustrati, stamani a Potenza, dal comandante regionale della Basilicata del Corpo Forestale dello Stato, il dirigente superiore Fernando Fuschetti, nel corso di un incontro con i giornalisti.
Secondo Fuschetti, il 2007 è stato «l'anno più disastroso dell'ultimo decennio»: le variazioni climatiche, «l'uso dissennato del fuoco in attività agricole» e il dolo sono le cause principali dell'aumento dei roghi. Fuschetti però sottolinea che, nonostante l'alta percentuale di dolo, «non c'è nessuna strategia criminale, ma si tratta di eventi legati alla pastorizia, alla caccia o a liti tra confinanti».
La collaborazione e il coordinamento con la Regione Basilicata, cominciata nel luglio del 2007, «è stata proficua - ha concluso Fuschetti - ma serve un piano strategico particolare e maggiore disponibilità di uomini e mezzi, per evitare eventi come quelli dell'anno precedente»
Giovedì 14 Febbraio 2008, 00:00
28 Dicembre 2025, 19:28
















