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bella esperienza a bari

Gli studenti dell'alberghiero
cucinano per i poveri

Lucia Loseto, la docente referente degli alunni spiega. «L’idea della mensa è nata a novembre, con un patto di solidarietà con le parrocchie del quartiere, la Caritas e le associazioni di volontariato»

studenti alberghiero cucinano per i poveri di Bari

di ENRICA D'ACCIO'


BARI - La solidarietà si impara sui banchi di scuola al quartiere San Paolo dove alcuni studenti dell’istituto alberghiero «Ettore Majorana» distribuiscono pasti gratis alle famiglie seguite dalla Caritas parrocchiale. «Sono pasti che gli studenti preparano per le esercitazioni didattiche», spiega il dirigente scolastico Paola Petruzzelli «utilizzando le materie prime e le cucine in dotazione alla scuola. In tutti gli altri istituti alberghieri, questi pranzi vengono degustati dagli studenti. Abbiamo pensato di preparare qualcosa in più e distribuirla a chi ne ha bisogno». Ecco dunque, proprio all’ingresso della scuola, uno spazio mensa con tavoli, gazebo e qualche sedia. Maurizio Rubino, il docente di sala e vendita, coordina i ragazzi nella distribuzione dei pasti, preparati insieme al docente di cucina, Antonio Corriero.

Il menù del giorno prevede pasta e fagioli e scaloppine con le patate. In fila, una decina di residenti del quartiere. Pietro, disabile e chiacchierone, parla a nome di tutti i commensali. «Qua ognuno ha un problema, una malattia, i figli a carico, l’affitto. E nessuno ha un lavoro». Le voci e le storie alle sue spalle si sovrappongono in un istante. Maria racconta: «Siamo undici a casa, più le mie figlie piccole, tutti con la pensione di mio padre». Flora incalza. «Noi siamo otto casa, ci cresciamo i nipoti». La richiesta è una sola. «Ci serve il lavoro, un lavoro stabile, ma anche trovare un impiego per le pulizie è diventato difficile». La vita al quartiere è dura «e noi ci viviamo da 35 anni», ma, riprende Pietro, «Quando veniamo qui, a scuola, almeno vediamo tanti bei ragazzi e belle ragazze che ci sorridono. Magari il Comune ci dava anche una sala, uno spazio al coperto, una tavola come si deve, non in mezzo alla strada. E anche un bagno, per le esigenze delle signore».

Lucia Loseto, la docente referente degli alunni spiega. «L’idea della mensa è nata a novembre, con un patto di solidarietà con le parrocchie del quartiere, la Caritas e le associazioni di volontariato. Abbiamo cominciato con 15 famiglie, adesso distribuiamo, due volte a settimana, il mercoledì e il venerdì, circa 70 pasti per le famiglie del San Paolo e di Modugno». Non è forse un impegno troppo gravoso per una scuola, soprattutto in un quartiere difficile come il San Paolo? «Quando abbiamo cominciato – ammette la preside Petruzzelli – in tanti ci hanno messo in allerta. Ci dicevano che saremmo stati “assediati”, che sarebbe stato impossibile gestire queste famiglie. Non è stato così. Al contrario, abbiamo incontrato gente educata e, soprattutto, infinitamente riconoscente. In questi mesi, da novembre fino ad oggi, l’utenza è aumentata. Fino a quando potremo, distribuiremo pasti per tutti. Certo, se il numero delle famiglie dovesse aumentare, saremo costretti a razionare».

L’istituto «Majorana» è uno dei colossi dell’istruzione superiore di Bari, con tre plessi a Palese, Casamassima e San Paolo e sette diversi indirizzi,dall’alberghiero all’elettronico, passando per l’ottico e il chimico. La vulcanica preside ha lanciato, negli ultimi anni, diverse iniziative d’impresa, dal birrificio all’albergo didattico «per aprire la scuola al territorio», sostiene.

Ma come vivono i ragazzi questo incontro con la povertà della loro città? Michele, che ha 18 anni e studia per diventare un barman «acrobata», spiega. «Io non vedo la differenza rispetto ai clienti “normali”, dei ristoranti o delle sale ricevimenti. Io sono qui per servire a tavola, è questo il mio lavoro. Non mi sento in imbarazzo davanti a loro. Mi sentirei in imbarazzo se non facessi nulla per loro, questo sì».

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