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servono 94 unità

Dopo il «turbolento» passaggio di mano dell’agenzia per l’ambiente dal precedente direttore Schiassi a quello attuale, Iannicelli, è tempo di rimboccarsi le maniche

Arpa Basilicata

di GIOVANNA LAGUARDIA

POTENZA - «Progetto Arpab», ovvero tutte quelle attività che l’agenzia regionale per l’ambiente doveva svolgere e non ha svolto, oppure ha svolto solo parzialmente per mancanza di risorse umane, strumentali o finanziarie. Il nuovo direttore generale Edmondo Iannicelli le ha fotografate, messe insieme e, dopo aver focalizzato le necessità per l’espletamento di ciascuna, ha presentato il quadro ieri mattina alla presenza dei presidenti delle province di Potenza e di Matera e dei sindaci del programma operativo Val d’Agri, convocati alle 10 nella sala plenaria dell’Arpab. In totale, 94 unità lavorative, sparse nei vari settori di competenza, e circa sette milioni di euro di risorse aggiuntive per poter operare i controlli ambientali in una terra come la Basilicata, che presenta gravi criticità ambientali.
Un passaggio reso necessario dal fatto che, come aveva indicato lo stesso Iannicelli nella delibera numero 21 del 2016, «agli atti dell’agenzia non è stata rinvenuta una proposta organica riferita alle attività non espletate» e che «la situazione contabile non consente alcun rilancio dell’agenzia». Il «progetto Arpab» contiene anche «le specifiche ed ulteriori attività di monitoraggio e controllo per l’area della Val d’Agri».

Insomma, dopo il «turbolento» passaggio di mano dell’agenzia per l’ambiente dal precedente direttore Schiassi a quello attuale, Iannicelli, è tempo di rimboccarsi le maniche e provare a rilanciare l’attività dell’Arpab. L’assessore regionale all’ambiente Berlinguer, nel suo intervento iniziale, del resto, ha sottolineato che «questa regione ha bisogno di tracciare una cesura con un certo passato, ma mantenendo quel che di buono l’agenzia ha espresso, di dire all’opinione pubblica che chi ha lavorato bene non deve essere penalizzato». Berlinguer ha aggiunto che «una terra come la Basilicata che presenta straordinarie criticità ambientali come la presenza di due siti inquinati di interesse nazionale, la partita del petrolio, anche con il nuovo fronte dell’off shore, le contaminazioni derivanti da vecchi siti produttivi, ha bisogno di risorse e di attenzioni straordinarie anche da parte del Governo».

Il direttore generale dell’Arpab Iannicelli, dopo aver presentato il nuovo direttore amministrativo, Raffaele Giordano, nominato il 13 gennaio scorso con un incarico di durata triennale, ha detto che la prima fase per il rilancio dell’Arpab è stata «quella di mettere nero su bianco un progetto organico, discusso con la direzione generale del dipartimento ambiente, progetto da portare in consiglio regionale che dovrà esprimersi in maniera definitiva. La seconda fase sarà quella del cronoprogramma che dovrà riguardare i concorsi, i bandi di gara per le attrezzature, il personale da formare».

Sul fronte delle attività per il monitoraggio ambientale collegato alle estrazioni petrolifere, particolare peso rivestono quelle sul centro oli di Viggiano, con il protocollo operativo per la qualità ambientale e i progetti speciali per il controllo degli ecosistemi, il biomonitoraggio e le emissioni odorigene, e sul centro oli di Corleto Perticara (non ancora in funzione). Quest’ultimo, è stato detto, particolarmente significativo in quanto le attività di monitoraggio sono iniziate prima dell’entrata in funzione e ciò ha consentito di fotografare una situazione di «bianco», che per quanto riguarda Viggiano, invece, manca.

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