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Polonia - Benedetto XVI sulle orme di Giovanni Paolo II

Polonia - Benedetto XVI sulle orme di Giovanni Paolo II

Polonia - Benedetto XVI sulle orme di Giovanni Paolo II

 

Venerdì 26 Maggio 2006, 20:09

01 Marzo 2026, 19:03

dall'inviato Salvatore Izzo (Agi)
CZESTOCHOWA (Polonia) - Il 1° aprile 2005, il giorno prima della sua morte, Giovanni Paolo II aveva benedetto dal suo letto in Vaticano le nuove corone d'oro che ornano l'icona di Jasna Gora. Era stato l'ultimo gesto di un uomo che alla Vergine aveva voluto consacrare tutto se stesso, rinnovando tale consacrazione anche nel momento più drammatico, quando nell'ultimo ricovero all'ospedale "Gemelli", dopo l'intervento chirurgico che gli aveva tolto la possibilità di parlare, aveva scritto sulla lavagnetta il motto del suo ministero episcopale.
Oggi, seguendo i passi del Pontefice polacco, anche papa Ratzinger ha voluto dire il suo «Totus tuus» alla Vergine. Lo ha fatto pregando davanti all'icona della Madonna Nera, nel santuario mariano di Jasna Gora, il cui nome significa «montagna luminosa», come ricordò Wojtyla nella sua visita del 1991, definendolo «un luogo dove forte è l'invito alla fede e alla conversione del cuore, e dove Maria ci accoglie con materna premura; la Madonna "dal dolce volto" distende da questo antico santuario il suo sguardo vigile e provvidente su tutti i popoli del mondo, desideroso di pace».

Motivo di quel viaggio era la giornata mondiale della gioventù, la prima dopo la caduta dei regimi comunisti dell'Est. In quell'occasione, il Papa polacco potè rivolgersi per la prima volta anche a migliaia di giovani dalle ex repubbliche sovietiche, esortando tutti i ragazzi ad «offrire al mondo pubblica attestazione dell'appartenenza a Cristo e della comunione con la Chiesa». «Su voi, giovani dell'Est e dell'Ovest europeo, il vecchio continente - aveva detto - conta per costruire quella casa comune da cui si attende un futuro di solidarietà e di pace».

A distanza di 15 anni, è il suo successore, Benedetto XVI a ripetere a Czestochowa quell'appello, ancora attuale. E ad ascoltarlo ci sono di nuovo i giovani, in particolare quelli a lui più cari, i militanti dei nuovi movimenti ecclesiali.
Il Papa, che ha lasciato Varsavia in elicottero, è arrivato a Czestochowa alle 17,30 e ha poi raggiunto il santuario a bordo di una Bmw nera, acclamato dai circa 200 mila fedeli radunati nella spianata antistante. Il Pontefice ha quindi fatto il suo ingresso nella cappella dove c'erano circa 700 persone: i monaci, i membri della consulta degli ordini religiosi maschili e femminili, i rappresentanti dei seminaristi, dei movimenti cattolici e della vita consacrata.
Qui, dopo il saluto del padre generale dei monaci paolini, Benedetto XVI si è inginocchiato davanti all'icona della Madonna Nera.
Proprio quest'immagine, che secondo la tradizione è stata dipinta da San Luca su un legno che formava il tavolo adoperato per la preghiera e per il cibo dalla Sacra Famiglia, è il cuore del santuario di Jasna Gora ed è anche quella forza, misteriosa e profonda, che attira ogni anno grandi folle di pellegrini, dalla Polonia e dal mondo intero.
Il quadro misura 122 x 282 centimetri e raffigura il busto della Vergine con Gesù in braccio: chi lo guarda si trova immerso nello sguardo di Maria.
Il nuovo ornamento dell'icona, realizzato in occasione del 350° anniversario della miracolosa difesa di Jasna Gora, è espressione di gratitudine per la vita di Giovanni Paolo II da parte del sindacato "Solidarnosc" che, sostenuto dalla sua azione, fu determinante per restituire libertà e dignità al popolo polacco.

«Maria - ha detto nel suo discorso Benedetto XVI - ha sostenuto la fede di Pietro e degli Apostoli nel Cenacolo, e oggi sostiene la mia e la vostra fede. Jasna Gora è anche per noi, in quest'ora, il piano superiore del Cenacolo, dove Maria, la Madre del Signore, è in mezzo a noi. Oggi è Lei a guidare la nostra meditazione; Lei ci insegna a pregare. È Lei ad indicarci come aprire le nostre menti e i nostri cuori alla potenza dello Spirito Santo, che viene a noi per essere da noi portato al mondo intero». Secondo il Pontefice, gli uomini di oggi hanno bisogno di «un attimo di silenzio e di raccoglimento per sottomettersi alla sua scuola».
Ed è la Vergine che «insegna come vivere di fede, come crescere in essa, come rimanere in contatto con il mistero di Dio negli eventi ordinari, quotidiani della nostra vita. Con delicatezza femminile e con la capacità di coniugare l'intuizione penetrante con la parola di sostegno e di incoraggiamento».
«Nel Cenacolo - ha ricordato il Papa - gli Apostoli non sapevano che cosa li attendeva. Intimoriti, erano preoccupati per il proprio futuro. Continuavano ancora a sperimentare lo stupore provocato dalla morte e risurrezione di Gesù ed erano angosciati per essere restati soli dopo la sua ascensione al cielo. Maria, colei che aveva creduto nell'adempimento delle parole del Signore. Assidua insieme agli Apostoli nella preghiera, insegnava la perseveranza nella fede.
Con tutto il suo atteggiamento li convinceva che lo Spirito Santo, nella sua sapienza, ben conosceva il cammino su cui li stava conducendo, che si poteva quindi porre la propria fiducia in Dio, donando senza riserve a Lui se stessi, i propri talenti, i propri limiti e il proprio futuro». «Molti di voi qui presenti - ha continuato - hanno riconosciuto questa segreta chiamata dello Spirito Santo ed hanno risposto con tutto lo slancio del cuore».
Il Pontefice si è poi rivolto ai «carissimi candidati al sacerdozio» per incoraggiarli: «non temete - li ha esortati - per i doveri e le incognite del futuro! Non temete che vi manchino le parole o che vi imbattiate nel rifiuto. Il mondo e la Chiesa hanno bisogno di sacerdoti, di santi sacerdoti».

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