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Bankitalia: oggi il Draghi-day

Primo giorno a Via Nazionale dell'ex direttore generale del Tesoro ed ex vice presidente di Goldman Sachs. Maurizio Sella: sa agire e mediare, le banche pronte a sfida europea

16 Gennaio 2006

ROMA - Ha varcato la soglia di Palazzo Koch poco prima delle 8 il nuovo governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Il nuovo titolare di via Nazionale sta incontrando i membri del direttorio, il direttore generale Vincenzo Desario e i vicedirettori generali Angelo Finocchiaro e Pierluigi Ciocca e, dopo un breve saluto ai funzionari generali, inizierà il suo lavoro nello stesso studio occupato fino al 19 dicembre dal suo predecessore, Antonio Fazio.

Draghi, secondo quanto si apprende, avrebbe fatto il proprio ingresso in Bankitalia poco prima delle otto. Ad attenderlo, all'ingresso dell'edificio, c'era un nutrito gruppo di fotografi.
Il nuovo numero uno di Via Nazionale ha poi incontrato i membri del direttorio, il direttore generale Vincenzo Desario e i vicedirettori generali Angelo Finocchiaro e Pierluigi Ciocca.
L'ex direttore generale del Tesoro occuperà, almeno per un primo periodo, lo stesso studio che fino al 19 dicembre apparteneva al suo predecessore, Antonio Fazio.

Maurizio Sella: Draghi sa agire e mediare, le banche pronte a sfida europea
«Abbiamo un buon giudizio dall'estero e lo meritiamo. La presenza di Draghi può solo rafforzarlo: ha sostenuto nel tempo l'immagine dell'Italia in maniera straordinaria». Lo afferma al 'Corriere della Serà il presidente dell'Abi Maurizio Sella, porgendo al nuovo governatore di Bankitalia Mario Draghi che si insedia oggi a palazzo Koch il «benvenuto mio -dice- e del sistema creditizio. Ho sentito i principali banchieri -aggiunge Sella- e posso dire che sono molto soddisfatti della scelta».
Quanto al rischio di un conflitto di interessi per il ruolo ricoperto da Draghi in Goldman Sachs, Sella afferma che «esistono molti strumenti per sottrarvisi. In ogni caso - aggiunge - la sintesi delle posizioni assunte da Draghi negli ultimi anni è la migliore risposta. Quando era direttore generale del Tesoro, e lo è stato per 10 anni - ricorda il presidente Abi - il peso del debito sul Pil passò dal massimo del 124% a 110%. Nel frattempo erano cambiati 9 presidenti del Consiglio e 6 ministri dell'Economia. Draghi sa restare, agire e mediare».
«La storia di Draghi - prosegue Sella - ben si adatta allo scenario di un'Europa che viene avanti sempre più come mercato unico e dove il numero delle fusioni cross-border aumenterà, non solo in Italia», dice poi il presidente Abi, assicurando che «le banche sono pronte» e non temono l'aumento di queste fusioni.
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