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In Puglia e Basilicata

Il caso

Puglia, processo ad Emiliano: «Togliete il nome del governatore dalla fattura»

Caso Ilva, Emiliano: «L'accordo non mi soddisfa, manca la decarbonizzazione»

Michele Emiliano

Il riferimento è a una ricevuta fiscale nella campagna elettorale

23 Settembre 2022

Redazione online

TORINO - Eliminare il riferimento a Michele Emiliano da una fattura: questa fu la richiesta che da un collaboratore di Margherita srl, azienda foggiana che opera nel settore delle energie alternative, venne rivolta a Eggers, la società di Torino che nel 2017 curò la campagna elettorale del presidente della Regione Puglia alle primarie del Pd. Il particolare è stato rievocato oggi in tribunale nel capoluogo piemontese al processo in cui Emiliano è chiamato a rispondere di finanziamento illecito insieme a suo capo di gabinetto Stefanazzi e agli imprenditori Giacomo Mescia (responsabile per Margherita) e Vito Ladisa (dell’omonima azienda barese di ristorazione).

A parlarne è stato uno dei luogotenenti della guardia di finanza che svolsero l’indagine. Sostiene l’accusa che Margherita e Ladisa si accollarono due fatture emesse da Eggers, che aveva curato la campagna elettorale di Emiliano. Il sottufficiale della guardia di finanza ha fatto riferimento in particolare a una fattura da 24mila euro che la società torinese indirizzò a Margherita: «Nella prima email l’oggetto era "consulenza comunicazione Michele Emiliano". Un commercialista di Margherita rispose chiedendo se si poteva modificare. Nel messaggio successivo il nome di Emiliano non compariva più».

Le lamentele di Emiliano perché riteneva che la campagna elettorale fosse stata scopiazzata 

Dopo il voto per primarie del Pd nel 2017 Michele Emiliano «si lamentò della qualità del lavoro svolto da Eggers», la società torinese che aveva svolto una consulenza per la sua campagna elettorale. A riferire il particolare è stato oggi in tribunale nel capoluogo piemontese un sottufficiale della Guardia di Finanza che svolse le indagini: l’occasione è stata la ripresa del processo in cui il presidente della Regione Puglia è chiamato a rispondere di finanziamento illecito insieme ad altre tre persone.
Rispondendo a una domanda dell’avvocato difensore, Gaetano Sassarelli, il sottufficiale (richiamandosi al contenuto di messaggi acquisiti nel corso degli accertamenti) ha detto che "Emiliano riteneva che la campagna fosse stata scopiazzata da quella di un altro candidato in una diversa occasione elettorale». Quindi ha precisato che questo personaggio era "Debora Serracchiani».

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