Martedì 28 Giugno 2022 | 13:26

In Puglia e Basilicata

Il sequestro

Potentini sequestrati a Mali, parla la sorella del rapito: «Era felice, stava bene»

Italiani rapiti in Mali: sono tutti e 3 originari di Potenza

Il fratello Vito: «Ho paura per loro, intervenga lo Stato, sappiamo che chi li ha rapiti è molto pericoloso»

21 Maggio 2022

Redazione online

POTENZA - «Era felicissimo, si era trasferito in Mali perché lì si viveva bene e anche il clima, con il caldo asciutto, era favorevole»: così Anna Maria Langone, sorella di Rocco, rapito in Mali insieme alla moglie e al figlio, ha risposto al Giornale Radio Rai della Basilicata che l'ha raggiunta nella sua casa di Ruoti (Potenza).

La famiglia sequestrata nel Paese africano è composta da Rocco Langone, di 64 anni, la moglie, Maria Donata Caivano (conosciuta come Donatella), di 63, residenti da anni a Triuggio (Monza Brianza), e il loro figlio, Giovanni Langone, di 42, residente a Lissone (Monza Brianza).

Anna Maria Langone ha raccontato di aver sentito telefonicamente il fratello «una quindicina di giorni fa. Era felicissimo», ha aggiunto. «L'altro mio fratello lo aveva sentito per telefono la sera prima del sequestro ed era tranquillissimo, ma i rapitori era già dietro la sua porta».

«Siamo in attesa. Fino ad ora non ci hanno fatto sapere ancora niente» conferma Vito Langone, l'altro fratello, raccontando che Rocco, operaio, si è trasferito in Mali dopo essere andato in pensione.

«Abbiamo paura perché sappiamo che chi ha preso i nostri familiari è molto pericoloso - continua Vito - chiedo allo Stato italiano che li faccia tornare a casa al più presto» ha aggiunto spiegando che l’altro figlio di Rocco, Daniele, «dovrebbe essere partito stamattina per la Farnesina».

La casa di famiglia di Rocco e Donata a Triuggio, paese di circa 9mila abitanti in Brianza, non è abitata da tempo e ha finestre sbarrate, erba alta e ragnatele. 

Intanto il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha «sentito nuovamente» il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Sottolineata la necessità di «massimo riserbo» sulla vicenda. 

LE REAZIONI

«Sono giorni di grande apprensione per la vicenda della famiglia Langone, rapita in Mali. Rivolgo un pensiero ai loro cari in questo delicato momento e confido che le autorità italiane stiano già facendo il possibile per rintracciare i nostri connazionali. Pretendano massima collaborazione dalle istituzioni locali». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. 

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