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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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L'inchiesta

Bari, in 29 «omissis» le verità dell’ex gip De Benedictis

Le rivelazioni di De Benedictis: ha parlato di persone estranee all’indagine per mazzette

«Scarcerate De Benedictis e Chiariello»

BARI - La parola più ricorrente nei verbali dell’ex gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis non è «corruzione», piuttosto che «tangenti» come ci si aspetterebbe per una brutta storia di soldi in cambio di scarcerazioni facili. Il vocabolo che rimbalza di più è infatti «omissis», formula latina utilizzata negli atti giudiziari per non fare emergere circostanze che al momento, per esigenze investigative, devono rimanere segrete. Se si aggiunge che dagli interrogatori emerge come il magistrato molfettese abbia anche depositato un suo memoriale, facile intuire che la vicenda nel suo complesso non è affatto conclusa.
Ma procediamo con ordine. Ben 25 pagine sono interamente barrate con la parola «omisiss» che rimbalza spesso negli interrogatori, complessivamente per 29 volte. Una evidente conferma sul fatto che, oltre l’inchiesta formalmente chiusa per corruzione in atti giudiziari, che vede tra gli indagati una dozzina di persone tra cui De Benedictis e l’avvocato barese Giancarlo Chiariello, la Procura di Lecce è al lavoro su altro. Quanto al filone concluso, ricordiamo, nel mirino dei carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Bari che hanno condotto le indagini, sono finiti quattro episodi di corruzione in atti giudiziari, presunte tangenti che sarebbero state versate dall’avvocato Chiariello al giudice De Benedictis, per la scarcerazione di Ippedico, Dello Russo, Gianquitto e Della Malva.
De Benedictis il 9 aprile fu sorpreso in flagranza dopo aver ricevuto dei soldi da Chiariello. Nella abitazione del giudice furono trovati circa 60mila euro in contanti, in casa di Alberto Chiariello, figlio di Giancarlo e anche lui indagato, furono trovati invece 1,2 milioni in due zaini.
Negli interrogatori fiume il magistrato molfettese ha fornito una serie di spunti investigativi adesso al vaglio dei pm che hanno preferito chiudere la vicenda sui clamorosi arresti dello scorso aprile per andare avanti su altro.
In un passaggio, per fare un esempio, il pm salentino Alessandro Prontera, si rivolge all’indagato De Benedictis dicendo: «Le chiedo espressamente, reati che ha commesso eventualmente da confessare? Oltre a questi?» Segue un omissis. Una scena che si ripete anche oltre. «Ora su altri fatti le vuole aggiungere adesso? O vuole che poi ci rivediamo, faccia mente locale», chiede il magistrato inquirente. Anche qui spunta un altro omissis: evidentemente copre dichiarazioni in cui si parla di questioni (e persone) estranee al motivo dell’arresto.
Prendiamo anche il passaggio in cui il magistrato molfettese indagato per corruzione in atti giudiziari chiarisce alcuni passaggi sulla vicenda Soriano, il carabiniere accusato di divulgazione di atti coperti da segreto. Il militare in servizio nella Procura di Bari si sarebbe attivato illecitamente per sapere il più possibile sull’indagine in corso su Chiariello e che nei mesi successivi si sarebbe abbattuta come un ciclone anche su De Benedicitis che aveva chiesto al Csm di dimettersi dalla magistratura. «Consegnò a Chiariello il verbale di Oreste (un pentito, ndr); non credo che Soriano gli consegnò anche il verbale di Milella (un altro pentito, ndr) anche se lo informò delle sue dichiarazioni», dice De Benedictis. Nel rigo successivo, c’è un nuovo omissis.
L’ex gip di Bari, poi, nega di avere avuto mazzette da due avvocati, uno deceduto, l’altro che a suo dire «in realtà per quello mi risulta millantava in giro rapporti corruttivi con i giudici per ottenere più soldi dai clienti». Anche qui, via con l’omissis che precede un passaggio molto significativo. L’interrogatorio tenuto il 10 giugno scorso nel carcere di Lecce volge al termine, ma prima di chiudere il verbale si dà atto del deposito di un memoriale scritto da De Benedictis. Le sue verità vengono riposte all’interno di una busta chiusa, controfirmata a penna dallo stesso indagato. Il fascicolo bis riparte anche da qui: una valanga di omissis e il memoriale.

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