Mercoledì 28 Settembre 2022 | 20:56

In Puglia e Basilicata

L'intervista

Sisto (FI): «Il Mes? Nessun inchino alla Lega»

Francesco Paolo Sisto

Francesco Paolo Sisto

Il deputato azzurro: nessuna intesa tra noi e il Movimento 5 stelle. I pentastellati sono ormai arrivati alla fine come dimostra il caso Puglia. La posizione di Berlusconi è figlia di una scelta autonoma e consapevole

02 Dicembre 2020

Leonardo Petrocelli

Francesco Paolo Sisto (Forza Italia) il vostro partito ha recuperato centralità sulla scena italiana. Merito del voto favorevole sullo scostamento di Bilancio su cui poi si è allineato tutto il centrodestra?
«Quel voto non era una semplice mossa sulla scacchiera del Parlamento. Non abbiamo spostato un alfiere per mangiare un pedone. Abbiamo piuttosto esercitato il ruolo di opposizione responsabile, con la giusta muscolarità».

In altre parole?
«Ci siamo fatti carico di specifiche richieste del mondo delle partite Iva e di altri attori economici in difficoltà, ignorati dal Governo. Le istanze sono state condivise dagli alleati e accolte dalla maggioranza e, da qui, il via libera al voto. Un’altra operazione portata avanti brillantemente da Silvio Berlusconi, vero top player del centrodestra».

Si è evitata così una spaccatura del centrodestra. Qualcuno lavora per dividervi?
«La nostra coalizione è data da 4 a 6 punti al di sopra della maggioranza. È ovvio che tentino di separarci».

Dove non è riuscito lo scostamento potrebbe riuscire il Mes?
«Alt. Qui è indispensabile distinguere. Da una parte c’è il “Mes della sanità” e lì la nostra posizione è inamovibile : siamo favorevoli, rinunciare a quei fondi sarebbe irrazionale . Poi c’è il “Mes salva stati” , modificato recentemente dall’eurogruppo, che si occupa del sostegno alle banche , sulle cui modulazioni Berlusconi ha espresso le proprie forti perplessità sempre nello stretto interesse del Paese. Nessun inchino alla Lega ma una scelta mirata, consapevole e autonoma come abitudine del nostro presidente».

Su quello sanitario però il solco è già tracciato: voi favorevoli, Lega e FdI contrari. Si rischia di inciampare?
«Penso di no. Anzi mi sembra ci sia qualche apertura. Ho imparato che i migliori politici sono quelli che fanno della pazienza un punto di forza. ».

Quindi nessuna paura?
«In generale, l’importante è agire con competenza e maturità: con il Governo sulle iniziative sensate, e solo nell’interesse degli italiani , ma rimanendo sempre pronti a prendere il posto di questo esecutivo scellerato».

Il giudizio sui giallorossi non cambia dunque...
«Certo che no. Il più grande difetto di questo Governo “di occasione” è la mancanza di programmazione, i suoi timonieri navigano a vista. E i danni non si contano. Se pensiamo ai miliardi sprecati tra reddito di cittadinanza, monopattini e banchi a rotelle c’è da ridere di terrore, come nei film horror di quart’ordine . Sono incommentabili».

Eppure qualche avvicinamento sembrava essere nell’aria. Brunetta si è sperticato in lodi per Di Maio.
«I giudizi personali dei colleghi restano tali. Siamo ontologicamente diversi dal M5S. E non ci sarà nessun appoggio formale al Governo».

Cosa sono diventati i 5S?
«Non amo parlare di cosa accade in casa altrui ma, essendo partito di governo, mi è almeno consentito di prendere atto della metamorfosi imbarazzante del M5S»

Si riferisce al caso Puglia?
«Quello è da manuale: dopo aver sbraitato contro Emiliano, entrano...casualmente nell’area di potere e si alleano con lui. D’altronde sono proprio quelli che volevano scardinare Montecitorio e il risultato, deludentissimo, è sotto gli occhi di tutti. È un nuovo-vecchio partito di comuni traditori delle proprie origini e che va dritto dritto verso la scritta “the end”. Bene per l’Italia. Basti riflettere sulla loro proposta di riforma del conflitto di interessi: un pericolosissimo tentativo di purgare la politica da ogni competenza in favore di una purezza/ignoranza controllabile da pochi maggiorenti».

M5S a parte, qual è la sua fotografia della situazione pugliese?
«Sono molto preoccupato. Invito, da suo fermo oppositore , il presidente Emiliano a rendersi finalmente conto del disastro della Sanità e a prendere seri e calibrati provvedimenti. Non bastano le affabulazioni rassicuranti per una regione bollata da tempo fra le peggiori per qualità dell’assistenza e terrificante rapporto ricoverati-deceduti. A questo poi si è aggiunta la esilarante commedia dell’arte sul tema “scuola sì, poi no, anzi se”. Una figuraccia nazionale da Italia-Corea. Noi di FI, anche in Puglia, saremo protagonisti di una opposizione seria e responsabile . I nostri consiglieri che, speriamo, possano presto ritornare ad essere quattro, promettono scintille».

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