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In Puglia e Basilicata

L'intervista

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Salvini a Brindisi

Il leader della Lega dopo l’accordo su Fitto: noi determinanti per la coesione

23 Giugno 2020

Michele De Feudis

BARI - «La Lega è stata determinante nel restituire l’unità al centrodestra in Puglia, dopo anni di divisioni, attriti e gelosie». Matteo Salvini, segretario del Carroccio e leader della coalizione - dopo l’investitura di Raffaele Fitto come candidato governatore per il centrodestra - si considera il «federatore» di una alleanza spesso troppo litigiosa in questa Regione.

La Lega sfida dal Sud il governo nazionale. Con quali proposte?
«In primis c’è il tema lavoro, che unisce il paese e in chiave pugliese significa far ripartire l’agricoltura, combattere il dramma della Xylella, che per incapacità non è stata arginata, rilanciare l’Ilva perché l’Italia non può rinunciare alla produzione strategica dell’acciaio, e investire sull’alta velocità tra Bari e Napoli. Il meridione ha bisogno di tagliare la burocrazia sul modello Genova e di puntare sulle infrastrutture: non a caso esprimere il candidato sindaco di Reggio Calabria per unire la città con la Sicilia in nome di sviluppo e lavoro».

Sud significa anche e soprattutto Puglia.
«Parliamo di una regione che è una eccellenza dal punto di vista impresa, malgovernata da quindici anni di sinistra. Siamo pronti qui anche alla sfida nei Comuni, a partire dal candidato sindaco leghista di Andria, come a Corato e Ceglie Messapica».

Il centrodestra ha i candidati governatori in tutte le regioni dopo settimane di trattative roventi. Il contributo del Carroccio per la sintesi finale?
«La Puglia vale doppio perché ho scelto di unire dove altri hanno sempre diviso. Dopo i disastri di Vendola e Emiliano ho messo da parte l’interesse di partito per il rilancio di un territorio fondamentale per l’Italia. La nostra è stata una scelta di generosità, esprimeremo un vicepresidente barese, Nuccio Altieri, per un bilanciamento tra Lecce e Bari, perché la Puglia è bella e lunga…».

L’accordo nazionale prevede anche dei paletti?
«Abbiamo chiesto e ottenuto liste pulite e garantite. Gente poco trasparente non sarà nelle liste della Lega ma nemmeno in quelle degli alleati. Poi abbiamo scelto il bene e l’unità senza puntare i piedi. Cinque anni fa il centrodestra era diviso alle regionali in Puglia, Marche, Campania, Toscana…».

Liste pulite per tutti e liste leghiste senza «riciclati»?
«Ho dato mandato di aprire le porte, ma chi ha girato già sei sigle non mi interessa. La novità in Puglia saranno le liste del Carroccio con diversi pugliesi senza tessera di partito in tasca, provenienti dal mondo delle professioni e del volontariato».

Il conservatore Fitto, in passato suo collega a Strasburgo, in ticket con il leghista Altieri: che coppia-gol le fanno venire in mente?
«Un tandem equilibrato e ben assortito come storia personale e storia territoriale nelle Puglie. Poi ho chiesto chiarezza sui programmi per un vero cambiamento».

Il centrosinistra ha perso i renziani che correranno con Ivan Scalfarotto. Michele Emiliano cerca una riconferma puntando sul collante ideologico, argine all’avanzata dei sovranisti di governo. Cosa replica?
«Sarebbe stato bello se avesse fermato la Xylella che avanza dal Salento verso il Barese e se avesse curato la sanità, visti i bilanci traballanti. Basterebbe ricordagli l’arretratezza nelle infrastrutture, come nel caso del binario unico, che significa incidenti e tragedie che i pugliesi non dimenticano. Lezioni da Emiliano - che come è evidente non ha sostenitori compatti nemmeno nel centrosinistra - i pugliesi non le accettano: si aspettano risposte sul lavoro non sul sovranismo».

Giovedì e venerdì sarà in prima linea nelle manifestazioni pugliesi. Certa sinistra ha definito le piazze identitarie piene di «gente sudata»…
«Sono reduce, tutto sudato, da un incontro con gli allevatori di cozze della provincia della Spezia, lavoratori con i calli alle mani. Sono orgoglioso del tempo trascorso con loro e li preferisco ai salotti chic dove si mangiano tartine».

Nel Sud ci sarà anche un derby interno tra Lega e Fdi?
«Tutto quello che è alternativo alla sinistra, per me va bene. Ma tutti i sondaggi in Puglia, Campania, Abruzzo e Lazio danno la Lega “serenamente” primo partito. Non è tempo di gelosie ma di sconfiggere uniti la sinistra».

Puglia terra cruciale per la Lega: nel 2015 qui si mossero i primi passi del Carroccio tricolore con riscontri inediti alle europee, e nel 2019 dal palco di Mola di Bari staccò la spina al governo Conte. Un successo nelle regionali pugliesi che riflesso nazionale potrebbe avere?
«Sarebbe una gioia per i pugliesi, ma spero che a settembre il premier Conte abbia tolto già il disturbo. Poco fa mi hanno informato che la maggioranza Pd-5s ha bocciato la proposta Lega di eliminare il limite dei 2000 euro per l’uso del denaro contante nei pagamenti. Gli italiani non ne possono più di queste restrizioni contro il turismo e il libero mercato».

Senatore in Puglia ha mosso i primi passi artistici il cantante Sergio Sylvestre, oggetto di un suo tweet dopo la sua performance all’Olimpico per la finale Juve-Napoli…
«Una premessa. Adoro tutto la musica: bianca, nera, italiana e straniera. Per una finale della Coppa Italia l’inno di Mameli lo avrei affidato ad un cantante italiano. Del resto negli Usa alla finale del Super Bowl non chiamano certo Vasco Rossi. In ogni caso a me non interessano le polemiche musicali ma dare risposte agli italiani che soffrono - e sono milioni - perché questo governo non ha erogato ancora la cassa integrazione».

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