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CORONAVIRUS

«Immuni» non decolla. Zero segnalazioni dall’app

Il direttore del dipartimento Salute della Regione, Vito Montanaro, ammette la scarsa incidenza dello strumento nella rilevazione del contagio, almeno a giudicare dal primo periodo

App Immuni

BARI - A dieci giorni dall’avvio della sperimentazione dell’App «Immuni» in Puglia, una delle quattro regioni pilota, non sono stati ancora segnalati casi di contagio. Il direttore del dipartimento Salute della Regione, Vito Montanaro, ammette la scarsa incidenza dello strumento nella rilevazione del contagio, almeno a giudicare dal primo periodo. «Non abbiamo registrato casi - sottolinea - ma la bassissima circolazione del virus rende ovviamente più difficile che ciò avvenga. Negli ultimi giorni, in Puglia non siamo mai andati oltre un caso al giorno, spesso zero». In pratica, un flop (con l’inconveniente che forse l’app andava adottata prima che il virus attenuasse i suoi effetti nelle regioni «pilota»).

L’applicazione, che da qualche giorno è ormai attiva in tutta Italia, segnala a chi l’ha installata un contatto con una persona risultata positiva al Covid-19. In quel caso, bisogna rivolgersi al proprio medico di base o pediatra. I medici contattati - secondo il protocollo nazionale - devono segnalarlo al dipartimento di Prevenzione delle Asl, indipendentemente dalla sintomatologia. Il dipartimento, trattandosi di un contatto, procederà ad eseguire il tampone e a mettere in quarantena il sospetto Covid, oltre ad avviare l’indagine epidemiologica di competenza, in attesa dell’esito.

Che il contagio ormai sia in fase di arresto è confermato anche dai dati di ieri: un decesso in provincia di Bari e nessun nuovo contagio su 2.661 tamponi processati in Puglia. Nella regione sono ormai appena 48 i pazienti ricoverati negli ospedali pugliesi, 276 quelli in isolamento domiciliare, le persone decedute complessivamente dall’inizio della pandemia sono 536. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 154.482 test, il totale dei casi positivi Covid in Puglia ammonta a 4.516. Attualmente le persone positive in Puglia sono 324. Dati che fanno ben sperare sebbene ormai ci si prepara per la possibile seconda ondata in autunno. La Regione, infatti, cerca «medici sentinella» per scovare casi di Covid-19 durante l’estate e nel prossimo autunno e, per questo, ha pubblicato un bando destinato ai medici di base compresi nella fascia tra 800 e 1.500 assistiti, che possono partecipare per la composizione della graduatoria dei «medici sentinella». «Questi - si legge nell’avviso - hanno il compito di svolgere attività di sorveglianza in potenziamento alla Rete InfluNet», il sistema per rilevare i casi di influenza stagionale. Il servizio sarà coordinato dall’Osservatorio epidemiologico regionale e non andrà a sostituire la sorveglianza epidemiologica svolta di routine dai dipartimenti di Prevenzione delle Asl.

È di ieri, intanto, il via libera alle visite dei parenti ai pazienti ricoverati negli ospedali, nelle Residenze sanitarie e centri diurni. Attraverso due circolari firmate dal presidente della Regione e dal direttore del dipartimento Salute, sono stati autorizzati i nuovi ingressi nelle Rsa a condizione che la struttura abbia a disposizione la stanza singola per ospitare l’assistito per 14 giorni.

I tamponi per i nuovi ricoveri saranno gratuiti e verranno effettuati dalle Asl; inoltre le aree Covid-19 non sono più obbligatorie ai fini dei nuovi inserimenti in struttura, ma saranno necessarie per la gestione dei pazienti sospetti. Inoltre sono state definite le misure per riavviare in sicurezza servizi sinora sospesi quali i Centri Famiglie, gli Spazi neutri e l’Educativa domiciliare.

IL RUOLO DEI MEDICI DI FAMIGLIA - A dieci giorni dall’avvio in Puglia della sperimentazione di Immuni, finalizzata al tracciamento dei contatti dei contagiati dal Covid-19, non sono stati registrati nuovi casi attraverso l’app. 

L’uso dell’app vede il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, sia ai fini dell’adesione dei pazienti, sia nei passaggi successivi di segnalazione, monitoraggio e gestione dei contatti.

“Nel momento in cui un utente è entrato in contatto con un soggetto risultato positivo al Covid-19, riceve dall’app Immuni un messaggio di allerta sulla possibile esposizione al contagio. Il messaggio invita l’utente a contattare il proprio medico di medicina generale/pediatra di libera scelta, che a sua volta provvederà a contattare il Dipartimento di prevenzione della Azienda sanitaria locale. L’obiettivo è riuscire tempestivamente a tracciare i contatti e a isolare possibili focolai di contagio” - spiega Donato Monopoli, Segretario Fimmg Puglia. 

“Noi medici di medicina generale siamo le sentinelle del territorio. Grazie a questa attività di sorveglianza sui paucisintomatici e asintomatici svolgiamo un ruolo fondamentale nel contenimento dell’epidemia. - continua Monopoli - Nella fase 3 stiamo invitando tutti i pazienti a scaricare l’app Immuni e diventiamo punto di riferimento per la sorveglianza sul territorio e per il tracciamento dei contatti”.

“I medici di famiglia avranno un ruolo strategico sul territorio anche per gli obiettivi di copertura vaccinale che quest’anno oltre a proteggere dall’influenza e dallo pneumococco permetterà di supportare la diagnosi differenziale rispetto al Covid-19. È prioritario in questo momento avviare la programmazione e l’organizzazione della prossima campagna vaccinale per la quale la medicina generale è disponibile a dare la massima collaborazione per raggiungere gli obiettivi di copertura definiti a livello nazionale. Invitiamo tutti i cittadini a scaricare l’app Immuni e a dare il proprio contributo affinché si possa convivere con il virus in attesa che venga definitivamente debellato da un vaccino.” - aggiunge Nicola Calabrese, Vice-segretario nazionale Fimmg.

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