Giovedì 26 Marzo 2026 | 12:52

Pasquale Bruno, l'ex colonna del Lecce tra cuore e ragione

Pasquale Bruno, l'ex colonna del Lecce tra cuore e ragione

Pasquale Bruno, l'ex colonna del Lecce tra cuore e ragione

 
Antonio Calò

Reporter:

Antonio Calò

Bruno,  tra cuore e ragione

«Vorrei tanto rivedere i giallorossi in campo, ma la salute non è un dettaglio»

Sabato 16 Maggio 2020, 16:28

16:29

LECCE - «Il cuore di tutti gli appassionati di calcio vorrebbe la ripartenza del campionato, ma la ragione spingerebbe per lo stop definitivo». È combattuto, come quasi tutti in Italia, Pasquale Bruno, ex colonna del Lecce (111 presenze dal 1979 al 1983 e 17 nel 1995), del Torino e della Juventus, che ha indossato anche le maglie di Como, Fiorentina ed Hearts, cresciuto nel vivaio del club salentino. «Vorremmo rivedere tutti ed al più presto il Lecce in campo, ma è doveroso chiedersi se tutto ciò sia possibile a rischio zero. Ad ascoltare i dibattiti tra gli esperti, però, parrebbe di capire di no e, stanti così le cose, allora non penso che sia il caso di mettere a repentaglio la salute».

In caso di nuovo contagio a torneo eventualmente ripartito, l’obbligo di quarantena per tutta la squadra imporrebbe, di fatto, un nuovo stop.
«Purtroppo, le problematiche sono diverse e questa è quella che genera più dubbi. Come si può escludere che, all’interno di una formazione, un calciatore, un tecnico, un medico o uno degli altri addetti, sia colpito dal virus? Ripartendo il 13 giugno e dovendo concludere la stagione entro il 2 agosto, tra l’altro, non ci sarebbe certo il tempo per recuperare le gare che dovessero eventualmente saltare per la quarantena. Pertanto, cosa accadrebbe? Le questioni irrisolte mi pare che siano diverse ma, ripeto, il tema centrale resta quello della salute e mi pare che non possano esserci dubbi circa il fatto che vada salvaguardata».

Da più parti si fa notare che a settembre la situazione potrebbe essere la medesima. Il calcio non andrebbe più avanti?
«Sono tutti quesiti drammaticamente attuali ed ai quali è complicatissimo dare delle risposte perché si naviga a vista, nel senso che non ci sono certezze in una situazione che nessuno di noi avrebbe immaginato di vivere. Mi rendo conto che chi è deputato a prendere le decisioni si trovi in una posizione delicatissima anche perché non portare a termine i vari tornei porterebbe alla necessità di stabilire con quale metodo decretare i verdetti e qualunque sarà scelto finirà con lo scontentare qualcuno».

Il calcio rischierà una crisi senza precedenti?
«Come tutti i settori, nessuno escluso. Ma i più colpiti non saranno i sodalizi di serie A, almeno non quelli che hanno operato bene, ma quelli dalla B e soprattutto dalla C in giù».

Come valuta il cammino del Lecce sino alla sospensione?
«Tutti avrebbero firmato per la classifica attuale».

Insomma, Fabio Liverani ha svolto un buon lavoro?
«Ottimo direi. Il Lecce è il complesso che ha incassato più reti di tutta la A ma, nonostante ciò, ha saputo mantenere immutate le proprie chance di permanenza, cosa inusuale nel calcio italiano. Ebbene, significa che il gioco e l’identità che il tecnico romano ha dato alla propria formazione hanno garantito comunque risultati apprezzabili ed è doveroso dargliene atto. Liverani prima o poi finirà nel mirino di qualche grande club, ma intanto mi auguro che possa restare ancora alla guida della compagine salentina. Del resto, a meritare i complimenti non è solo lui, ma anche la proprietà, che ha le idee chiare e le sviluppa bene».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)