Lunedì 17 Febbraio 2020 | 02:19

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Stalking e violenza sessuale

Acquaviva, perseguitò dottoressa ma lei denunciò tardi: prosciolto

La vittima è una dottoressa in servizio nella provincia di Bari

guardia medica

BARI - l gup del Tribunale di Bari Antonella Cafagna ha prosciolto il 52enne di Acquaviva delle Fonti Maurizio Zecca dal reato di violenza sessuale nei confronti di una dottoressa in servizio presso un ambulatorio di guardia medica della provincia di Bari «per difetto di tempestiva querela». La presunta vittima, infatti, aveva denunciato l’uomo oltre il termine di 6 mesi previsto per legge all’epoca, nel 2017, ora prolungato a un anno con la nuova norma del «codice rosso».

Già in sede cautelare il Tribunale del Riesame di Bari aveva dichiarato il reato improcedibile per querela tardiva della persona offesa e aveva scarcerato Zecca concedendogli gli arresti domiciliari per il solo reato di stalking. La Procura di Bari aveva poi impugnato il provvedimento, tornando a chiedere il carcere, ritenendo che il reato di violenza sessuale fosse procedibile d’ufficio perché ricompreso nelle contestate condotte di stalking e quindi aggravato.

La Cassazione aveva accolto il ricorso della Procura annullando con rinvio la decisione sulla scarcerazione ma il Riesame aveva poi nuovamente confermato l’obbligo di dimora e il divieto di avvicinamento per il solo reato di stalking, annullando il provvedimento per la presunta violenza sessuale.

Per lo stalking Zecca, difeso dall’avvocato Filippo Castellaneta, è stato condannato nei mesi scorsi alla pena di 6 mesi di reclusione e il processo pende attualmente in appello. L'uomo è accusato di aver perseguitato per più di un anno con telefonate anche notturne e minacce di morte la dottoressa che, a causa di quegli episodi, fu anche costretta a cambiare tre diverse sedi di lavoro in pochi mesi.

La Procura aveva invece stralciato la posizione dell’imputato per la violenza sessuale e ne aveva chiesto il rinvio a giudizio in un separato procedimento. Al termine dell’udienza preliminare il gup ha dichiarato ora il «non doversi procedere».

FNOMCEO: ORA PROCEDIBILITÀ D'UFFICIO - La Federazione nazionale dei medici chirurgi e odontoiatri (Fnomceo) chiede l’esplicita previsione, nel Disegno di Legge attualmente all’esame delle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali della Camera, della procedibilità d’ufficio per chi aggredisce un operatore sanitario nell’esercizio delle sue funzioni.

«Quella di oggi è una brutta e penosa storia, che non rende giustizia alla vittima, ma le infligge ulteriore dolore, dimostra ancora una volta, che i medici e gli operatori sanitari oggetto di violenza hanno spesso remore a denunciare il loro aggressore». Lo ha detto il presidente di Fnomceo Filippo Anelli dopo il proscioglimento a Bari di Maurizio Zecca dal reato di violenza sessuale nei confronti di una dottoressa in servizio presso un ambulatorio di guardia medica della provincia di Bari.

Decisione presa «per difetto di tempestiva querela": la denuncia era infatti giunta oltre i termini, che ai tempi del fatto, nel 2017, erano di sei mesi.

«Porteremo questa nostra istanza venerdì mattina al Tavolo permanente di lavoro sulla sicurezza, prontamente riattivato dal Ministro Speranza», ha aggiunto Anelli. E conclude: «Abbiamo fortemente apprezzato le parole pronunciate questa mattina, al Congresso della Fimmg, dal Ministro Speranza, che ha definito inaccettabili le aggressioni, ribadendo la necessità che lo Stato si prenda cura di chi ci cura e sollecitando l'approvazione del Ddl. È a lui dunque che ci appelliamo per avere presto una legge giusta ed efficace, che preveda la procedibilità d’ufficio, l’aumento delle pene, la messa in sicurezza delle strutture e l’istituzione di presidi di polizia nei pronto soccorso». 

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