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ospedali riuniti di foggia

La visita è stata rinviata?
Lo comunica il telegramma

C'è la chirurgia robotizzata e alcuni servizi per il pubblico sono on line, ma le comunicazioni agli assistiti vengono affidate ai... telegrammi. Incredibile ma vero, nell'era dominata da internet e smartphone

La visita è stata rinviata? Lo comunica il telegramma

di Anna Langone

FOGGIA - Agli Ospedali Riuniti c'è la chirurgia robotizzata e alcuni servizi per il pubblico sono on line, ma le comunicazioni agli assistiti vengono affidate ai... telegrammi. Incredibile ma vero, nell'era dominata da internet e smartphone, l'azienda ospedale-università si affida a un mezzo ormai inconsueto e insolito come il telegramma, quello cartaceo consegnato dal postino per intenderci, per comunicare lo slittamento di una visita regolarmente prenotata. Quando i pazienti ritirano la posta e si vedono consegnare il foglietto scolorito stropicciano gli occhi, ma ciò che sta accadendo è vero, non sono finiti in una macchina del tempo.

«Per causa imprevista - l'incipit della comunicazione - la visita da lei prenotata per il giorno... è spostata» E lo slittamento, in media, è di uno-due mesi, stessa ora però della prenotazione precedente. Quale sia la «causa imprevista» non è dato sapere, di certo conta poco la natura della prestazione richiesta, idem per la necessità dell'assistito, al quale non rimane che rivolgersi ad uno specialista a pagamento. Una macchina che si muove in affanno, quella delle prenotazioni (a quanto pare per problemi al software), come mostra l'affollamento senza soluzione di continuità del Cup, che da settimane provoca proteste che poi i cittadini riversano sui social e sui media.

Ogni mattina, chi deve prenotare una prestazione, ha una coda di almeno 100-120 persone davanti a sé. Di fronte ai quattro sportelli aperti al Cup di viale Pinto, i posti a sedere sono tutti occupati e moltissime sono le persone costrette ad attendere ore in piedi: qualcuno si appoggia al muro, altri stazionano nervosamente nel corridoio e fuori, sulle scale. Alle tantissime persone fisiche si sommano quelle...virtuali, decine che hanno ritirato il bigliettino con il numero e poi, esasperate, sono andate via e il loro numero viene chiamato a vuoto. Magra consolazione per chi resta, perché l'attesa è comunque snervante. E non mancano le discussioni: c'è chi ha aspettato a lungo il proprio turno e poi viene inviato dall'addetto allo sportello in reparto per chiedere chiarimenti o fissare lì l'appuntamento. Capita che qualcuno di questi sfortunati debba poi tornare al Cup e non viene certo agevolato nella nuova coda. C'è anche qualche furbetto del numerino, qualcuno che ci prova a saltare la fila con la scusa di domandare soltanto un'informazione, ma se non ci fossero le parole, basterebbero gli sguardi a gelarlo.

Un cartello avverte che i numeri vengono emessi fino alle 17 (l'orario di sportello del Cup è fino alle 19,30), ma lo stesso cartello informa che il servizio proseguirà per gli utenti in possesso del numero (da prendere quindi ore prima) fino alla chiusura. Anche al Cup degli OORR c'è il semifestivo: il sabato i numeri vengono staccati solo fino alle 11,30.

Chi si avvale della prenotazione telefonica (al numero 800 466 222) il giorno stabilito per la visita è tenuto soltanto a passare l'impegnativa nel dispositivo fax box, una sorta di self service che alla presentazione della ricetta del medico emette uno scontrino con cui il paziente ha il via libera per recarsi in ambulatorio.

Il dispositivo fax box è in funzione anche in piazza della Libertà, dove c’è la sede dell'Asl. Qui l'afflusso degli utenti è decisamente inferiore a quello registrato al Cup degli Ospedali. L'attesa per prenotare visite ed esami, a fronte di tre sportelli aperti, è sempre di poche persone.

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