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Taranto: gru Mittal in mare, continuano ricerche operaio disperso

Disperso Mimmo Massaro, di Fragagnano. Vescovo: tempo scaduto, si intervenga

Taranto,  gru Mittal finisce in mare per forte vento: un disperso

TARANTO - Un operaio 31enne della provincia di Taranto, Cosimo (Mimmo) Massari, di Fragagnano, risulta disperso dopo che una gru operante sul quarto sporgente dello stabilimento ArcelorMittal Italia di Taranto è finita in mare dopo lo scontro con un altro braccio meccanico provocato da una forte raffica di vento. Il braccio d'acciaio si è inabissato nel tratto di acqua antistante: sono stati attivati immediatamente i soccorsi, sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e forze dell'ordine. La Procura di Taranto ha aperto un fascicolo d’inchiesta. In tutto il cedimento a catena ha fatto cadere tre gru.

Intanto questa mattina sono riprese le ricerche, che sono definire 'difficili' dalla Guardia Costiera anche a causa dell'acqua torbida e dal pericolo costituito dai rottami delle gru pericolanti. «L'Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro dell’intera area e la Capitaneria di Porto ha emesso un’ordinanza di interdizione alla navigazione, in considerazione delle condizioni di pericolo in atto, nello specchio acqueo per un raggio di 250 metri dalla sommità del molo ove è avvenuto l’incidente», in cui un operaio di ArcelrMittal è disperso dopo il crollo ieri di tre gru per il forte vento. Lo sottolinea la stessa Capitaneria di Porto, che coordina le operazioni di «messa in sicurezza dell’area».

La gru dove si trovava Massaro, "di turno" nella cabina di guida, era al «IV sporgente in concessione alla società ArcelorMittal», «crollata in mare» come le altre due «a seguito delle condizioni meteo avverse che si sono abbattute in zona», prosegue la Guardia costiera. Si trattava di «una gru di scaricazione presente lungo la banchina del predetto sporgente».
La sala operativa della Capitaneria di porto - Guardia Costiera ha inviato subito una squadra di personale via terra e una motovedetta, oltre che personale e mezzi portuali; disposto anche l’impiego dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco.

LA RICOSTRUZIONE - Una raffica di vento avrebbe provocato lo scontro tra due gru in movimento, la «DM 5» e la «DM 8»: dopo l'urto, la prima è finita in mare portandosi dietro la cabina in cui c'era un gruista 30enne, mentre l'altra è precipitata sulla banchina. Sommozzatori, polizia e mezzi e personale della capitaneria di Porto sono al lavoro per trovare l'operaio, ma le operazioni di ricerca sono state sospese per il rischio di cedimento di un'altra gru. Il pm Bruschi, che coordina il caso, ha disposto il sequestro di tutta l'area.

Non è la prima volta, purtroppo, che si verificano simili incidenti proprio al quarto sporgente: nel 2012, in seguito a un tornado che si abbattè su Taranto, morì Francesco Zaccaria, un operaio di 29 anni, che si trovava nella cabina della stessa gru «DM 5» (nel frattempo ricostruita) e ripescato in mare a trenta metri di profondità. 

Cinque anni fa, un analogo incidente, sempre al quarto sporgente provocò il ferimento di due operai dopo la rottura di una gru chiamata «DM 7» che si spezzò in due tronconi.

Un anno fa, invece, la morte del 28enne Angelo Fuggiano, dipendente della Ferplast, una delle tante imprese appaltatrici del siderurgico. Sposato, due figli piccoli, Angelo era residente nel quartiere Tamburi: insieme a dei colleghi, Fuggiano stava sostituendo la fune a una gru - ferma per manutenzione da due giorni - del quarto sporgente portuale del siderurgico. Quando la carrucolo che trasportava il grosso cavo d'acciaio si staccò e colpì il giovane uccidendolo.

SCIOPERI ANNUNCIATI, POI REVOCATI - I sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm hanno sospeso dalla tarda serata di ieri lo sciopero ad oltranza nello stabilimento Arcelor Mittal proclamato dopo l'incidente mortale avvento a Taranto dopo avere ricevuto una convocazione per lunedì prossimo dal ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.
«L'incontro ministeriale - è detto in un comunicato - deve essere l’inizio di un percorso, necessario a produrre delle scelte radicali e di cambiamento sui temi importanti quali la sicurezza e la salute dei lavoratori e dei cittadini». «Fim, Fiom e Uilm - conclude la nota - si stringono al dolore della famiglia di Cosimo, che purtroppo risulta ancora disperso, e andranno in fondo per far emergere le responsabilità su quanto accaduto nella giornata di ieri

EMILIANO: IN QUESTE CONDIZIONI SI FERMI PRODUZIONE - «Io mi auguro che il governo possa prendere una decisione definitiva perchè in queste condizioni la produzione non può proseguire, deve essere fermata». Lo ha detto il presidente della Regione, Michele Emiliano, parlando con i giornalisti a Taranto dove si è recato al porto dove sono in corso le ricerche per l’operaio precipitato in mare con la gru sulla quale stava lavorando sul molo dello stabilimento Arcelor Mittal.
«Non si può continuare a fare funzionare quello stabilimento in queste condizioni - ha concluso - tanto più che non ci lavorano neanche più tutte le persone che ci lavoravano una volta: questo ricatto occupazionale diventa ogni giorno meno forte. Bisogna intervenire con forza»

SINDACO: NO UFFICIALITA', MA SARA' LUTTO CITTADINO - «Non c'è ancora nessuna ufficialità, ma abbiamo purtroppo abbandonato ogni speranza nella serata di ieri». Così il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, nell’esprimere in una nota vicinanza alla famiglia dell’operaio di ArcelorMittal che risulta disperso dall’incidente di ieri sera, quando tre gru sono crollate in mare per il forte vento.

«L'Amministrazione comunale - scrive il sindaco - si stringe alla famiglia ed ai colleghi del giovane Cosimo Massaro. Siamo sgomenti per un incidente che ha replicato esattamente la tragedia di alcuni anni fa, segno che qualcosa su quel pontile non funziona a dovere, segno che ancora tanto si deve fare all’interno delle aree dello stabilimento siderurgico per tutelare la vita umana».

«Si rispetti oggi il dolore di una intera comunità - prosegue Melucci - nessuno violi e strumentalizzi un momento così drammatico. Taranto è stanca di soffrire e di essere usata, la terra ionica tutta merita risposte e attenzione, a cominciare proprio dai luoghi di lavoro». «L'Amministrazione comunale - conclude la nota - proclamerà il lutto cittadino». 

AZIENDA RALLENTA LA PRODUZIONE - A seguito dell'incidente, Mittal ha immediatamente avviato un rallentamento della produzione a Taranto con l’obiettivo di mettere in sicurezza lo stabilimento nel pieno rispetto delle normative ambientali. «È fondamentale che in questo momento tutti lavoriamo in modo efficace e collaborativo: serve massima condivisione tra l’azienda, i sindacati e gli stessi lavoratori per evitare la fermata di Afo1, che è l’unico Altoforno ancora in marcia e per garantire condizioni di massima sicurezza all’interno
di tutti gli impianti».

MISE INVITA A RESPONSABILITA' - «Il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministro Luigi Di Maio seguono con la massima apprensione le ricerche condotte dalla Capitaneria di Porto e dai Vigili del Fuoco, con cui il contatto è diretto e costante, a seguito dei tragici avvenimenti accaduti ieri a Taranto». Lo si legge in una nota del Mise. «In relazione al comunicato stampa di Arcelor-Mittal e con la massima comprensione della situazione, estremamente critica, che la città di Taranto sta vivendo in questo momento, il MiSE invita la proprietà e le organizzazioni sindacali alla massima responsabilità».

ARCIVESCOVO: TEMPO SCADUTO, SI INTERVENGA - «Non può più essere vano il sacrificio di tanti lavoratori; chi ha il dovere di intervenire deve farlo subito . Due fatti nelle stesse condizioni gridano che il tempo è scaduto! La natura si ribella con forza alle offese dell’uomo in tutti questi anni: non possiamo imputare a lei questa morte ingiusta! È dell’uomo la responsabilità, è del modello economico che ha scelto e che sacrifica altri uomini. Fermiamoci, riflettiamo, e prendiamo decisioni urgenti, mentre soprattutto in questo momento affido alla preghiera Mimmo e i suoi i famigliari». E’ un passaggio del messaggio dell’arcivescovo metropolita di Taranto, mons.Filippo Santoro, per l’incidente avvenuto ieri che ha provocato la scomparsa di un gruista di Arcelor Mittal.

«Manifesto grande dolore per l’incidente mortale del giovane operaio Mimmo Massaro e con l’intera nostra Città ne sono sconvolto - prosegue il messaggio - Tutti siamo tornati a quel tragico giorno di 7 anni fa quando a morire fu Francesco Zaccaria; 7 anni di custodi giudiziari, commissari e ora i nuovi proprietari per ritrovarci a piangere per un incidente avvenuto con le stesse identiche modalità: come è stato possibile! Come è stato possibile che Mimmo Massaro fosse sulla gru nonostante le condizioni meteo? Com'è stato possibile che la gru non reggesse l’impatto di un fenomeno che, in condizioni simili si era già verificato e questi eventi atmosferici sano sempre più frequenti anche da noi: tutti ciò è inaccettabile!».

«Chiedo sia fatta piena luce sulle responsabilità, c'è bisogno di giustizia - aggiunge l’arcivescovo - Mi unisco al cordoglio della città, dei colleghi, della famiglia di Mimmo: preghiamo per lui e per noi, perché il Signore ci dia la forza e ci sostenga in un momento così doloroso. Ho sentito per telefono sua sorella Primula che nel colmo del dolore chiedeva giustizia ed ha manifestato una grande fede».

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