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Il ministro della Giustizia, visitando l’area delle ex Casermette di Bari dove dovrebbe sorgere il polo unico della Giustizia barese, non ha avvisato il primo cittadino del capoluogo pugliese. La replica: non faccio polemiche

il Guardasigilli, Alfonso Bonafede (foto ANSA)

Il Guardasigilli, Alfonso Bonafede (foto ANSA)

BARI - «I soldi ci sono, sono circa 94 milioni di euro, ho già convocato al Ministero della Giustizia gli uffici per la firma del protocollo proprio per dare avvio alla progettazione». Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, visitando l’area delle ex Casermette di Bari dove dovrebbe sorgere il polo unico della Giustizia barese.
«È stato fatto uno studio di fattibilità, in questi mesi abbiamo lavorato costantemente, - ha detto Bonafede - permettetemi di ringraziare non soltanto gli uffici del ministero che hanno lavorato con uno spirito di dedizione incredibile ma voglio ringraziare magistrati, avvocati, cancellieri, tutti coloro che portano avanti la macchina della giustizia ogni giorno e che in questi mesi, in mezzo a tanti sacrifici, hanno continuato a portare avanti la macchina della giustizia. Noi gli abbiamo dato una mano nel loro spirito di dedizione alla causa, il loro orgoglio nel servire la giustizia ci ha permesso di portare avanti anche questa fase di transizione».
«Voglio ricordare - ha aggiunto il ministro - che c'erano state tante critiche anche sulle notifiche, noi abbiamo mandato una task force e nel giro di sei mesi sono state smaltite 53.000 notifiche, parliamo di circa 300 notifiche al giorno. È un risultato importante, è un risultato che dice a tutti cittadini di Bari e non solo che è finita l’epoca in cui il ministro arrivava, faceva promesse e poi si vedeva solo alla successiva elezione cinque anni dopo. In un anno qui abbiamo raggiunto un risultato veramente importante». Sui tempi della nuova sede nelle ex Casermette il ministro dice: «Non prometto mai niente senza essere certo di quello che sto dicendo, si deve aspettare necessariamente l’esito della fase di progettazione, all’esito di questa fase potremo dare tutti i tempi».

Slitta a metà giugno la firma del nuovo protocollo d’intesa che sarà sottoscritto tra Comune di Bari e Ministero della Giustizia per la realizzazione del Polo unico giudiziario. «Era prevista il 28 maggio - ha spiegato il ministro Alfonso Bonafede che oggi è a Bari per un sopralluogo - ma abbiamo preferito» rinviare «perché qui ci sono le elezioni e non volevo che la giustizia entrasse nelle dinamiche elettorali.
«Da sempre - ha rilevato - ho cercato di proteggere la giustizia da quelle dinamiche e quindi è giusto e anche rispettoso che il nuovo sindaco, chiunque esso sia, potrà all’inizio di una nuova consiliatura fare le valutazioni che crede. Non sarebbe stato giusto far firmare in una fase così di imminente elezione». Rispondendo alla domanda sull'assenza del Comune al sopralluogo di oggi del ministro sia nel palazzo ex Telecom sia alle Casermette, Bonafede ha precisato che «il Comune oggi c'è, è presente attraverso i propri tecnici. Il sopralluogo di oggi è tecnico e come si fa sempre in questi casi si invita il Comune a far partecipare i propri tecnici perché vengono fatte valutazioni tecniche».

«In tempi record noi abbiamo tolto la giustizia dalle tende, l’abbiamo portata prima in due sedi provvisorie e poi l’abbiamo portata in una sede dignitosa dove finalmente si può lavorare». Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, oggi a Bari per un sopralluogo nelle sedi giudiziarie. «Voglio ricordare a tutti - ha detto - che un anno fa io sono venuto a Bari, è stata una delle mie prime uscite come ministro, e la giustizia era finita nelle tende. Avevo promesso che ci sarebbe stato il massimo impegno, che non sarebbe stato più come in passato, quando i governi si dimenticavano della giustizia e per me Bari era un messaggio significativo anche da dare, non solo ai baresi e alla giustizia barese, ma a tutta Italia. Ecco, a distanza di un anno, io oggi ho fatto un sopralluogo in un palazzo di 10 piani, c'è stata la consegna di ulteriori due piani dove già la giustizia lavora».
«Chiaramente, come avevo detto, neanche quella è una soluzione definitiva, ma è un passo importante, - ha aggiunto - a cui nessuno credeva perché all’inizio, forse perché erano abituati tutti ai governi passati in cui si facevano le promesse, il ministro arrivava, faceva la passerella e poi se ne andava, io non ho voluto nominare nessun commissario perché ci ho messo la mia faccia fin dal primo momento».

DECARO: «NESSUNO DEL COMUNE INVITATO» - «Non c'era nessun tecnico del Comune» ma «non ho nessuna intenzione di fare polemica sul bon-ton istituzionale perché i sindaci hanno senso di responsabilità. Il mio senso di responsabilità oggi mi fa pensare solo alla questione dell’edilizia giudiziaria». Così il sindaco di Bari, Antonio Decaro, commenta e chiarisce il mancato invito del Comune da parte del Ministero della Giustizia al sopralluogo fatto oggi dal ministro Bonafede sull'area delle ex Casermette di Bari dove dovrebbe sorgere il nuovo Polo unico della Giustizia barese, attualmente costretta in 8 diverse sedi dopo la dichiarazione di inagibilità, circa un anno fa, del Palagiustizia di via Nazariantz a rischio crollo.
«Mi dispiace non aver partecipato al sopralluogo, avremmo potuto dare dei suggerimenti e ringrazio comunque il presidente della Corte di appello perché mi ha invitato alla riunione fatta invece qui in Tribunale» ha aggiunto Decaro, che ha poi partecipato all’incontro del ministro Bonafede con i vertici degli uffici giudiziari in Corte di Appello a Bari su invito del presidente Franco Cassano. 

«È importante che oggi il Ministro abbia visto le casermette, - ha continuato il sindaco - questa zona che abbiamo individuato a dicembre 2014 e che è stata messa a disposizione del Comune di Bari proprio per le esigenze dell’edilizia giudiziaria. Ci ha invitato a sottoscrivere un nuovo protocollo a metà giugno. Ho chiesto lo studio di pre-fattibilità, avendolo anche pagato e commissionato come città metropolitana. Lo vogliamo perché lì ci sono le questioni urbanistiche, le questioni legate alla viabilità e anche l'analisi comparativa con altre eventuali soluzioni che erano previste nel protocollo».
«Mi fa piacere - ha sottolineato - che si va avanti speditamente e che tra qualche giorno potremo sottoscrivere il nuovo protocollo che ci porterà a dotare questa città dell’edilizia giudiziaria per permettere ai magistrati, gli avvocati, alle forze dell’ordine, di poter fare il loro lavoro con dignità a favore della nostra comunità che credo sia la cosa più importante per la mia città, indipendentemente da qualsiasi sindaco e da qualsiasi ministro». «Con il nuovo protocollo «si prenderà un nuovo impegno formale alla realizzazione del Polo della giustizia - ha concluso Decaro - ma non saranno scritti con precisione fondi e scadenze».

BONAFEDE CONTESTATO DA FI CON STRISCIONE -  «No Casermette» è la scritta sullo striscione esposto all’esterno di un hotel di Bari, dove è in corso un incontro con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nell’ambito di una protesta organizzata da Forza Italia. Questa mattina il ministro ha fatto un sopralluogo sull'area delle ex Casermette di Bari dove dovrebbe sorgere il nuovo Polo unico della Giustizia barese e oggi pomeriggio Bonafede partecipa nell’albergo ad un incontro elettorale con il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, e la candidata sindaco del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Pani.
Con questa protesta FI, con una delegazione guidata dal consigliere comunale Giuseppe Carrieri, intende rappresentare al ministro Bonafede che quello delle Casermette «è un progetto assurdo, che sarà pronto fra 30 anni, mentre ci sono altre ipotesi di più rapida soluzione, come la realizzazione di un secondo Palazzo di Giustizia al quartiere Libertà e l’utilizzo di altri immobili pubblici in disuso».

SISTO (FI): PASSERELLA E SUPERCAZZOLA - "Bonafede si presenta a Bari come fosse San Nicola. In prosecuzione della festa del Santo patrono benedice tutti ma, anziché dispensare miracoli, ammannisce 'supercazzole'. Perché tale e' la promessa di un polo della giustizia entro breve in una zona, come quella delle casermette, "impossibile". Lo dichiara il deputato e coordinatore di Forza Italia per Bari e provincia Francesco Paolo Sisto, commentando la visita in città del ministro per la Giustizia Alfonso Bonafede.  "Persino il sindaco Decaro, altro venditore di fumo, sa bene che quella è una zona destinata a verde di quartiere. Per cui, anche un'eventuale, dispendiosa e complicata modifica del piano regolatore, corre il rischio di essere incapace di consentire l'insediamento degli uffici giudiziari; a parte il tema della viabilità che per essere riscritta avrà bisogno di procedure e lavori senza fine. Le scorribande in campagna elettorale offendono Bari e i baresi e il profitto che Bonafede, da un lato, e Decaro, dall'altro, vogliono trarne e' ingiusto, mirato com'è ad ingannare il consenso. Intanto la giustizia a Bari vive, o meglio muore, in otto luoghi distanti e mortificanti. Grazie a Emiliano, grazie a Decaro, grazie a Bonafede", conclude.

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