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Il futuro di Taranto

Ilva, è ufficiale: accordo siglato al Mise. Di Maio: presto sarò a Taranto

Ilva, nuovo appello a Di Maio «A noi va bene il piano Mittal»

La firma è stata posta da sindacati, azienda e commissari alla presenza di Luigi Di Maio. Si parte da 10.700 assunti, non ci saranno esuberi.

05 Settembre 2018

Redazione online

È stato raggiunto e siglato al ministero dello Sviluppo economico l’accordo sull'Ilva da sindacati, azienda e commissari, alla presenza del vicepremier e ministro Luigi Di Maio. I sindacati poi sottoporranno il testo al referendum tra i lavoratori.

LE PAROLE DI DI MAIO - «Presto ci sarò, ci andrò, c'ho messo la faccia». Così il vicepremier e ministro, Luigi Di Maio, ha
riposto a chi gli chiedeva se dopo la conclusione dell’accordo sulla cessione dell’Ilva ad ArcelorMittal si recherà a Taranto come aveva già annunciato. «Ora l’obiettivo è rilanciare la città di Taranto. Ci metteremo al lavoro per fare una legge speciale e anche prevedendo risorse specifiche nella prossima legge di bilancio». Così il vicepremier e ministro dello sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, dopo l’accordo al Mise sull'Ilva. «Da quello che si è ottenuto al tavolo stanotte, già possiamo dire che non ci sarà il Jobs Act nell’azienda, che i lavoratori saranno assunti con l’articolo 18, che ci saranno 10.700 assunzioni come base di partenza e che non ci saranno esuberi: tutti riceveranno una proposta di lavoro da Mittal». 

ARCELOR MITTAL - «Oggi è l’inizio di un lungo percorso per fare dell'Ilva una impresa più forte e più pulita». Così l'amministratore delegato di ArcelorMittal, Matthieu Jehl, uscendo dal Mise dopo l’accordo sull'Ilva, ringraziando governo, sindacati e commissari.

IL PREMIER - «Di Maio ha fatto un lavoro veramente egregio, è stato molto sapiente il percorso che abbiamo costruito, abbiamo acquisito il parere dell’Anac e dell’Avvocatura dello Stato, sono emerse irregolarità evidenti, ma l’annullamento della gara non è così semplice. Non basta un vizio formale occorre dimostrare che attraverso quell'annullamento si realizza meglio l’interesse pubblico. I dati che sono stati» resi noti «sono di assoluta eccellenza». Così sottolinea il premier Giuseppe Conte da Ischia. 

I SINDACATI - Sull'Ilva «l'accordo è fatto e per noi per essere valido deve essere approvato dai lavoratori con il referendum». Così la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David. «Gli assunti sono tutti, si parte da 10.700 che è molto vicino al numero di lavoratori che oggi sono dentro e c'è l’impegno di assumere tutti gli altri fino al 2023 senza nessuna penalizzazione su salario e diritti, era quello che avevamo chiesto», sull'esito delle assemblee dei lavoratori «siamo fiduciosi», ha aggiunto.

La Uil giudica la vertenza Ilva «la trattativa più lunga e complessa della moderna storia sindacale" e afferma che l’accordo è positivo e «merito della lotta dei lavoratori e della determinazione e competenza della categoria al tavolo». Lo si legge in una nota del segretario generale, Carmelo Barbagallo. «Ora - prosegue - occorre dare attuazione all’accordo perché si può e si deve guardare al futuro dei lavoratori e della città di Taranto in una prospettiva di sviluppo e di salvaguardia della sicurezza e dell’ambiente. Da questa intesa, che rilancia l’Ilva, potranno trarre beneficio la stessa industria nazionale, l’occupazione e l’economia del Paese».

RENZI - «Ieri hanno cambiato idea sui vaccini. Oggi cambiano idea sull'annullamento della gara ILVA. Sono due passi in avanti importanti per l’Italia. E poco importa che siano smentite le promesse elettorali: i Cinque Stelle e Di Maio hanno fatto bene a rimangiarsi la parola sui vaccini e su Ilva. Nessuna ironia sgraziata da parte nostra, oggi. Solo un mio personale ringraziamento a chi si è speso personalmente e ci ha lavorato. A Roberto Burioni, ai medici e a tutti i parlamentari sul tema vaccini. Ad Andrea Guerra, Federica Guidi, Carlo Calenda, Teresa Bellanova sul tema ILVA». Lo scrive su Facebook Matteo Renzi prima però della nuova inversione ad U sui vaccini da parte della maggioranza.
«Quando si chiudono vicende così complicate spesso chi ha lavorato davvero resta nell’ombra. A loro il mio semplicissimo Grazie», conclude l’ex premier. 

CALENDA - «Una grande giornata per Ilva, per l'industria italiana e per Taranto. Finalmente possono partire gli investimenti ambientali e industriali. Complimenti a aziende e sindacati e complimenti non formali a Luigi Di Maio che ha saputo cambiare idea e finalmente imboccare la strada giusta». Così l’ex ministro dello Sviluppo economico, e 'padrè della gara che ha portato alla scelta di ArcelorMittal, commenta su Twitter la positiva conclusione del tavolo al Mise.
«Il merito dell’accordo sindacale - dice Calenda in un altro tweet - riguarda le parti sociali. Se lo hanno ritenuto migliore di quello proposto da noi va bene così. Ilva non chiude, la gara resta valida e l’investitore è quello che abbiamo trovato noi. Una vittoria netta per i governi del Pd e per l’Italia».

SALVINI - «Sono molto soddisfatto per la chiusura della vertenza Ilva, dopo una lunga e complessa trattativa. Tutti assunti nei prossimi tre anni e nessun esubero: complimenti al collega Di Maio. Ha fatto meglio di chi l'ha preceduto. Dalle parole ai fatti». E’ il commento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

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