Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 07:56

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la lettera

Marò, la figlia di Latorre
fa outing: «Sono gay»

Massimiliano Latorre

«Ciao sono Giulia Latorre, 22 anni di Taranto e sono la figlia del Marò Massimiliano Latorre, la cui vicenda è ormai tristemente nota da tutti». Comincia così la lettera scritta dalla figlia di uno dei due militari italiani sotto processo in India al portale Facebook OmofobiaStop per rendere pubblica la propria omosessualità. «Ho deciso di fare questo passo non per pubblicità, anzi forse è la cosa di cui ho meno bisogno, ma perchè voglio dar e forza a quelle persone che hanno paura di mostrarsi per timore delle polemiche, degli insulti e delle conseguenze di un coming out», scrive la giovane a pochi giorni dal Family Day di sabato prossimo, indetto dal laicato cattolico contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili.
Giulia Latorre si rivolge a quanti temono di fare un passo come il suo. «La vita è questa, è solamente una, e ve ne dovete fregare del parere della gente, soprattutto di quelle schiave della loro ignoranza! Siate voi stessi sempre, al di là di chi troverete di fronte a voi», afferma. «Cosa avremmo di diverso noi omosessuali? - chiede - Siamo tutti esseri umani, abbiamo sentimenti, abbiamo un cuore, abbiamo la voglia e il diritto di essere felici! E’ chi ci giudica ad avere qualche problema».
Su Facebook la lettera ha avuto molti consensi e larga diffusione, alimentando però una certa preoccupazione nell’autrice. Giulia conferma di «aver scritto quelle cose» ma di non spiegarsi «il perchè di tutto questo clamore». "Non sto smentendo nulla - dice - però vorrei non se ne parlasse più di tanto. L’ho scritto perchè per me siamo tutti uguali, infatti ho anch’io partecipato alla manifestazione per i diritti» degli omosessuali. Ma «ormai mi sono abituata al fatto che i giornalisti ingrandiscano le cose». Alla domanda esplicita sulla sua sessualità, e se avesse scritto quel post per sostenere le posizioni dei gay o perchè sia lei stessa omosessuale, Giulia sorride e risponde: «Questo, ora....». E' preoccupata per le ripercussioni che la notizia potrebbe avere e per questo, sottolinea «non volevo uscisse sui giornali: ora sorge il problema per mio padre. Vorrei evitare molte cose».
La sua lettera comunque entra anche nel vivo delle questioni in discussione sul ddl Cirinnà. «Perchè le coppie gay, lesbiche non possono adottare un bambino? Per quale assurdo motivo? Vi dirò di più: a mio avviso ci sarebbe più amore nelle coppie gay che crescono un bambino, che in una coppia etero», dichiara.
«Io ho partecipato alle manifestazioni del 23 gennaio e ne sono orgogliosa - aggiunge -. Spero che chi di dovere capisca che le unioni civili sono indispensabili è una conquista di civiltà. E il 30 gennaio, in occasione del Family Day, io mi schiererò dalla parte giusta della storia e a favore dei diritti e delle unioni civili. Spero lo facciate anche tutti voi».
«Sono una persona abbastanza forte e determinata - sostiene la figlia del marò Latorre -, ho superato tantissimi ostacoli da quando ero piccola, sto combattendo da anni una battaglia con la mia famiglia per avere giustizia per mio padre, ma ormai ho capito una cosa: il mondo fa veramente schifo». Per questo, prosegue, «ho deciso di scrivere a voi di OmofobiaStop (campagna lanciata da Stefano Sechi, ragazzo torinese picchiato su un bus perchè omosessuale, ndr) che state lottando per i diritti delle persone. Perchè ho deciso di fregarmene del parere della gente, e vivere felice la mia vita».
«A te che ci giudichi: ti rabbrividisce una persona omosessuale? - chiede ancora la giovane - Mi spiace, ma il problema ce l’hai tu, non io. Quindi gira i tacchi. Sicuramente molta gente omofoba mi contatterà e dirà la sua ma alla fine, CHISSENEFREGA!», afferma con enfasi. «Ragazzi, non vergognatevi di essere ciò che siete - incoraggia Giulia -, soprattutto se i vostri genitori non vi accettano. Si dovrebbero vergognare loro di non accettare il proprio figlio, non voi di desiderare la vostra vita. Chi ci perde sono loro, non voi. Non demoralizzatevi, andate avanti. La vita è piena di ostacoli, ci mette alla prova... Tocca a noi superarli e pian piano diventeremo più forti...». «Vi abbraccio tutti», conclude. Firmato Giulia Latorre.

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