Martedì 22 Gennaio 2019 | 11:10

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La protesta

Tap, Emiliano contestato
a Lecce al festival del cinema

Il governatore intervenuto alla presentazione del film che racconta la guerra delle popolazioni dell'Azerbajan accolto da fischi e urla "Vergogna"

Emiliano annuncia un nuovo ricorso«No a manganelli contro fasce tricolori»

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è stato contestato da parte dei No Tap al Festival del cinema europeo di Lecce, dov'è arrivato per assistere all’anteprima del documentario Mena della giornalista Maria Cristina Fraddosio, che racconta proprio la battaglia della popolazione locale al gasdotto che dall’Azerbaijan approderà in Salento, a Melendugno. Alla fine del film breve, salutato da una standing ovation della platea, ha preso la parola anche Emiliano, che ha ribadito la sua posizione, accolta da buu, fischi e urla come 'vergogna vergognà da alcune decine di abitanti delle zone interessate e attivisti del no-tap presenti in sala.

«Non posso venirvi a dire cose diverse da quelle che sono nel programma di governo della Regione Puglia. La regione quel gasdotto lo vuole, come ho detto anche oggi, a Taranto lo aspettano, serve per la decarbonizzazione dell’Ilva, ma non lo vuole a Melendugno. Si può quindi realizzare una comunità d’intenti, perché salvare Melendugno e San Foca è uno scopo primario per noi, anche per consentire alle popolazioni residenti di decidere il destino del proprio territorio».

Su questo «un’alleanza su chi pensa che il gas sia utile e chi pensa sia inutile è possibile - ha aggiunto -. Viceversa la posizione estrema fa un piacere non solo a chi quel gasdotto lo vuole fare, ma soprattutto a chi lo vuole fare su una delle più belle spiagge della nostra regione. Continuerò comunque la mia lotta, in solitudine e impopolare, sapendo che è l’unica strada per trovare una soluzione».

Emiliano ha ricordato anche il contrasto con il governo "della mia stessa parte politica» sulla Tap: «Tre giorni dopo la mia elezione, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Lotti mi chiama e mi dice 'devi rinunciare al ricorso (presentato dalla precedente amministrazione, ndr), così facciamo l’opera più in frettà. E quando io gli ho detto no, è cominciata la guerra alla Puglia, non solo sulla Tap ma anche su qualunque altra cosa».

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