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Agricoltori risollevati

Acqua, diga Occhitto piena
ma l'Ofanto è ancora a secco

Il paradosso dell'enorme polmone idrico-irriguo in grado di contenere almeno 280 ma che deve fermarsi a 225 per motivi di sicurezza: in caso contrario si dovrebbero aprire le paratoie

Acqua, diga Occhitto pienama l'Ofanto è ancora a secco

MASSIMO LEVANTACI

Ebbene sì, anche quest’anno l’irrigazione dei campi dovrebbe essere assicurata per gli agricoltori foggiani. Il Consorzio di bonifica della Capitanata ha sciolto la riserva: con 172 milioni di metri cubi nella diga di Occhito (e altri in arrivo, si stima almeno un altro paio di milioni mc. nel fine settimana) ci sono le condizioni per assicurare a tutti gli agricoltori del Foggiano un esercizio irriguo regolare già a partire dal prossimo mese di aprile e per la prossima stagione agricola. Parliamo di un fabbisogno idrico pari a non meno di cento milioni di metri cubi solo per l’alto e medio Tavoliere (circa 150 mila ettari) di quella che è pur sempre la seconda provincia agricola più grande del Paese.

Gli agricoltori per la verità si stanno già organizzando da tempo sulla nuova programmazione colturale estiva, incuranti dei richiami alla «prudenza» da parte del Consorzio sin da febbraio. Per migliaia di ettari coltivati a pomodoro, ortaggi, frutta la siccità dopo le ultime precipitazioni è diventata dunque solo una minaccia lontana anche se purtroppo va detto che lo spauracchio è ciclico dal momento che la scarsità di risorse idriche è un problema irrisolto da quarant’anni in qua. E la Capitanata, regione «sitibonda» (per dirla con linguaggio aulico) per eccellenza, con la riduzione delle risorse idriche avvertita in tutto il paese (il 40% in meno nel 2017) potrebbe subire gli effetti più gravi nei prossimi anni dalla ulteriore riduzione delle portate idriche nei fiumi e negli invasi se non si dovesse correre ai ripari.

Ma torniamo all’oggi. All’ente di bonifica si sono dunque ragionevolmente decisi a rimuovere i blocchi dell’attesa dopo aver verificato i benefici dell’ultima perturbazione che ha coperto di neve i monti dauni e stimato l’arrivo di nuovi “rifornimenti” nell’invaso attesi per la prossima settimana, a seguito dell’ondata di gelo prevista già nelle prossime ore. Con la diga già in lenta ma costante risalita, a queste condizioni è dunque facile supporre entro Pasqua un livello dell’invaso di Occhito che potrebbe essere prossimo ai 200 milioni di metri cubi. Anche se va detto che queste previsioni erano già considerate alla portata un mese fa, quando ci furono sulla Capitanata i primi effetti dell’ondata di Burian. Previsioni che sono però state in parte disattese: il livello di Occhito è sì cresciuto, ma a malapena di una trentina di milioni di metri cubi. E questo, spiegano i metereologi, perchè le piogge e soprattutto le nevicate sull’arco medio- appenninico (per intenderci Carlantino e aree limitrofe) non sono state significative, nel lago di Occhito sono defluite modeste quantità di acqua e la portata del fiume Fortore non ne ha risentito.

«Siamo oggi nella condizione di poter garantire un’irrigazione stabile per le campagne - precisa il presidente del Consorzio di bonifica, Giuseppe De Filippo - anche se con l’acqua attualmente in diga non siamo al momento nelle condizioni di garantire l’irrigazione anche per le seconde colture di settembre. La siccità però non ci vuol lasciare: se Occhito e il Fortore respirano - aggiunge De Filippo - l’Ofanto è ancora in sofferenza e la diga di Capacciotti è piena per poco più della metà, 30 milioni di metri cubi su 45 di capienza. Agli agricoltori del basso Tavoliere possiamo per adesso assicurare un ciclo di irrigazione tutt’al più parziale, ma confidiamo ovviamente nelle altre piogge in arrivo».

Il più grande paradosso dell’emergenza idrica foggiana è proprio la diga di Occhito, enorme polmone idrico-irriguo della Capitanata e uno dei più grandi invasi in terra battuta d’Europa in grado di contenere 330 milioni di metri cubi (il livello di collaudo) ma che potrebbe fermarsi a quota 280 milioni mc. E invece ragioni di sicurezza oggi lo impediscono, se dovesse piovere ancora il livello dell’invaso non potrebbe superare quota 225-230, come da disposizione della Protezione civile e dell’Autorità di bacino che puntano in questo modo a evitare nuove inondazioni della valle del Fortore come già accaduto nel 2003 e nel 2006 quando l’acqua invase anche la ferrovia e l’autostrada A14. Quindi al Consorzio si augurano che piova ancora un po’, ma non troppo, per non essere costretti ad aprire le paratoie e lo scarico di fondo della diga perdendo così altri milioni di metri cubi di acqua che regolarmente potremmo rimpiangere poi in altri periodi dell’anno.

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