Martedì 20 Gennaio 2026 | 14:53

Vico del Gargano, bimbo di due mesi morto dopo la caduta dal passeggino: il pm chiede l’archiviazione

Vico del Gargano, bimbo di due mesi morto dopo la caduta dal passeggino: il pm chiede l’archiviazione

 
Foggia, bimbo di due mesi morto dopo la caduta dal passeggino: il pm chiede l’archiviazione

Per assenza di testimoni oculari e perché l’autopsia non ha potuto fornire certezze. La mamma era accusata di omicidio colposo

Martedì 20 Gennaio 2026, 12:51

Di certo era una mamma amorevole e non maltrattava il figlioletto. Ma resta il dubbio su come sia morto il bimbo di due mesi: se caduto dal passeggino durante una passeggiata, oppure se involontariamente scosso dalla madre per lo spavento provato vedendo la carrozzina rotolare per la strada in discesa. Di fronte all’assenza di testimoni oculari e tenuto conto che l’autopsia non ha potuto fornire certezze, il pm Roberta Bray chiede al gip di archiviare le indagini a carico di una donna di Foggia indagata inizialmente per maltrattamenti (ipotesi subito caduta); e successivamente per omicidio colposo per la morte del piccolo Claudio di 2 mesi, caduto il 17 giugno 2023 a Vico del Gargano dove la donna era in vacanza, deceduto 3 giorni dopo all’ospedale Gemelli di Roma dove era stato arrivato in condizioni disperate trasportato dall’elisoccorso.

“Quando le ho comunicato la notizia della richiesta di archiviazione delle accuse, la signora è scoppiata in lacrime per l'emozione” commenta il difensore, avv. Michele Sodrio: “mi ha ripetuto ancora una volta che si è trattato di un tragico incidente. Devo dare atto alla Procura d’avere valutato con obiettività i fatti; ora mi aspetto un provvedimento di archiviazione definitivo da parte del gip in tempi ragionevoli. Resta il dolore indescrivibile e inestinguibile di una giovane madre”.

“A causa delle divergenze tra alcune versioni dei fatti, inizialmente” scrive il pm nella richiesta di archiviazione “fu ipotizzato il reato di maltrattamenti. Le indagini lo hanno escluso; è emerso come l’indagata fosse una madre amorevole che aveva molto desiderato la maternità”. Venuta meno l’ipotesi di reato più grave, il pm ha percorso la strada dell’omicidio colposo (i presupposti sono negligenza, imperizia o imprudenza) senza arrivare a certezze che giustifichino un’incriminazione e un processo. “Il compendio probatorio è incapace di spiegare secondo i canoni dell’oltre ogni ragionevole dubbio, cosa sia accaduto: non è quindi possibile pronosticare una sentenza di condanna, non essendoci chiarezza sulla dinamica dei fatti”.

Due le ipotesi vagliate. Il piccolo morì per la caduta dalla carrozzina; oppure a causa di una stretta impetuosa o comunque un’azione violenta involontaria, come se l’indagata avesse stretto a sé il neonato. Quando la mamma fu interrogata dal pm “provata per quanto accaduto, non seppe fornire una versione chiara dicendo di non ricordare con precisione; e d’essersi poi persuasa della versione della caduta del bambino dal passeggino. Del resto la versione relativa al suo stato confusionale tale da indurla a rimuovere il ricordo dell’accaduto, è confermata dalle sue conversazioni” con familiari e amici. “La dinamica dei fatti non può essere confermata da nessuno, perché era presente la sola indagata”. Una testimone riferì che quando si affacciò dalla finestra di casa il passeggino era già riverso a terra, spiegando quindi di non aver assistito agli attimi cruciali precedenti.

Quanto all’autopsia, i consulenti incaricati dal pm propendono per la cosiddetta “shaken baby syndrome”, la sindrome del bambino scosso, “valorizzando in tal senso l’assenza di lesioni esterne che confortino la tesi della caduta. Tuttavia nel giungere a queste conclusioni” annota il pm Roberta Bray “si esprimono in termini possibilistici. Di fronte alle lesioni riscontrate dicono che è ardua una diagnosi differenziale, idonea cioè a spiegare se siano state determinate dalla caduta, o da una stretta impetuosa, oppure dallo scuotimento”. Impossibile quindi “affermare cosa sia accaduto: se il bimbo sia caduto; o sia stato involontariamente scosso dalla madre per lo spavento determinato dalla vista del carrozzino che cadeva giù per il pendio della strada”. Da qui la richiesta di archiviare l’accusa di omicidio colposo.

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