Domenica 25 Settembre 2022 | 00:20

In Puglia e Basilicata

CRISI energetica

Foggia, trema l’Ico: «Costi impossibili»

ico foggia

L’azienda che produce cartone ondulato

09 Settembre 2022

Massimo Levantaci

FOGGIA - Costi di produzione insostenibili, alla Ico di Foggia, fabbrica di ultratrentennale tradizione in Capitanata, i 40 dipendenti vivono giorni di ansia e preoccupazione. La fabbrica produce cartone ondulato e non si ricordano prolungati periodi di crisi. Una delle poche isole felici al Sud, il business non manca e anche l’occupazione in questa azienda alle porte di Foggia, nell’agglomerato del Villaggio artigiani, non ha mai conosciuto significative battute d’arresto. Poi è arrivato il caro-bollette per gli esorbitanti costi del gas e dell’energia elettrica e qualcosa sembra aver mutato l’orizzonte. La scossa è arrivata dalla sede centrale di Alanno (Pescara) chiusa la settimana scorsa, procedure di mobilità avviate per tutti i 35 dipendenti. A Foggia invece per il momento tutto tace, ma si temono ripercussioni anche perché non mancano i segnali.

I sindacati hanno chiesto un incontro ai vertici aziendali, se ne sta occupando la segreteria nazionale della Fistel Cisl. «Vogliamo capire qual è l’andamento degli stabilimenti (la Ico ha altri due impianti a San Giovanni Teatino ed a Pianella sempre in Abruzzo: ndr) - rispondono dalla Fistel di Foggia - valutare se la crisi riguarda solo l’impianto di Alanno, oppure c’è un problema sull’intero complesso aziendale. I costi aziendali, è vero, sono saliti alle stelle. Ma ci chiediamo come possa un’azienda in salute alzare bandiera bianca dall’oggi al domani». I primi contraccolpi vengono evidenziati dallo stesso sindacato: «Non è stato rinnovato il contratto di somministrazione a un lavoratore alla scadenza dei due mesi, è stata inoltre posticipata o forse revocata del tutto un’altra assunzione già annunciata per i primi di settembre».

Non c’è dubbio che l’aumento del costo energetico e delle materie prima stia ponendo qualche interrogativo in molte aziende. Le bollette sono raddoppiate rispetto allo stesso periodo di un anno fa, il tessuto produttivo in provincia di Foggia ancora regge ma ci sono settori come l’agroalimentare e il turismo che si sono imbattuti nel pieno della congiuntura economica sfavorevole. Anche al poligrafico dello Stato di Foggia c’è cautela sulle mosse che prenderà il nuovo management in ordine proprio al nuovo ingresso di personale già annunciato. Dei 39 lavoratori con contratto di somministrazione, scadenza il 31 dicembre, resteranno in fabbrica solo nove addetti dopo il voto del 25 settembre (trenta erano legati alla produzione della carta elettorale). L’azienda dovrebbe assumere per l’anno nuovo 20 nuovi addetti, ma i sindacati sono i primi a riconoscere come sia una «fase delicata per parlare di nuove assunzioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725