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Cerignola, padre e figlio trovati morti in campagna sotto un cumulo di rifiuti: uccisi a colpi d'arma da fuoco. Ritrovata l'auto delle vittime

Cerignola, padre e figlio trovati morti in campagna sotto un cumulo di rifiuti: uccisi a colpi d'arma da fuoco

L'area del Foggiano dove sono stati trovati i corpi bruciati di padre e figlio (Foto Ansa)

I corpi di Gerardo e Pasquale Cirillo senza vita rinvenuti nelle campagne. Non avrebbero pagato un debito di 10mila euro. Sul 58enne precedenti penali per droga

31 Luglio 2022

Redazione online

CERIGNOLA - Un movente di natura privata legato a un presunto prestito di denaro potrebbe essere alla base del duplice omicidio di Gerardo e Pasquale Davide Cirillo, padre e figlio, di 58 e 27 anni i cui cadaveri, avvolti da sacchetti in plastica e nascosti sotto i tubi per l’irrigazione, sono stati ritrovati ieri mattina in una campagna a Cerignola, nel Foggiano.
La notte scorsa gli agenti di Polizia hanno ascoltato una decina di persone tra partenti e conoscenti delle vittime, tra cui anche alcune persone che potrebbero aver assistito al delitto. Non è stato effettuato alcun esame dello stub. A quanto trapela, ad uccidere padre e figlio potrebbe essere stata una sola persona che avrebbe freddato i due uomini con un colpo di pistola alla nuca.

È stata una parente dei due a denunciarne la scomparsa già dalla sera prima, non vedendoli rientrare. Gli agenti si sono subito recati nel terreno che i due avevano affittato da circa cinque mesi: lì la scoperta dei cadaveri, prima quello del figlio, poi a distanza di circa cento metri quello del padre. Quest’ultimo era in affidamento ai servizi sociali, in seguito a una condanna per un suo arresto risalente al 2014 quando in una mansarda nella sua disponibilità furono trovati 230 grammi di cocaina.

E’ stata ritrovata in mattinata dalla polizia l’auto di Gerardo e Pasquale Davide Cirillo padre e figlio rispettivamente di 58 e 27 anni i cui cadaveri sono stati trovati ieri mattina nel loro fondo agricolo nelle campagne di Cerignola (Foggia). Il mezzo era stato abbandonato nelle vicinanze del fiume Carapelle in una zona non lontana dal luogo del ritrovamento dei due corpi.
Non si esclude - ma siamo ancora nel campo di prime ipotesi investigative - che l’auto sia stata utilizzata dal killer per la fuga dopo aver ucciso i due uomini. Sul luogo del duplice omicidio, inoltre, i poliziotti hanno recuperato un bossolo di una pistola calibro 3,80. Proseguono le indagini per cercare di risalire all’individuazione del presunto responsabile.

Il movente

Uccisi per un debito, pare di un cifra leggermente superiore ai diecimila euro. Potrebbe essere questo, secondo i primi accertamenti investigativi, il movente del duplice omicidio.

La giornata di ieri

Un colpo di pistola alla nuca, giustiziati e poi chiusi in sacchi di plastica, nascosti sotto decine di tubi di gomma usati per irrigare i campi: è finita così la vita di Gerardo Cirillo, 58 anni, e di suo figlio 27enne Pasquale Davide, ammazzati nelle campagne del Foggiano. I loro corpi erano vicino a un casolare abbandonato tra Cerignola e Manfredonia, sulla terra spaccata dal sole. La stessa che da cinque mesi avevano affittato per lavorare come agricoltori. Le loro tracce si erano perse la scorsa notte quando i familiari ne hanno denunciato la scomparsa. E questa mattina le ricerche sono partite proprio dove lavoravano: è qui che gli investigatori hanno trovato prima il corpo del 27enne e poi, verso le ore 10, a un centinaio di metri di distanza, quello di suo padre. Per srotolare la matassa di vecchi tubi, e riuscire a estrarre i due cadaveri, è stato necessario l’intervento dei Vigili del fuoco. Sulla vicenda gli investigatori mantengono il massimo riserbo. «Sembra», ci tengono però a precisare, che la criminalità non c'entri nulla.

Il primo pensiero, con un duplice omicidio in questo territorio, corre presto alla cosiddetta «Società foggiana», la mafia locale nota per la sua ferocia. Chi è rimasto in città, nell’ultima domenica di luglio, è sicuro che si tratti di un regolamento di conti di qualche tipo. «Da queste parti - dicono due signore - anche se pronunci una parola di troppo rischi la vita. Per quello che abbiamo saputo sono stati colpiti alla testa, sono stati giustiziati, la mafia c'entra eccome, e noi qui abbiamo sempre più paura, soprattutto per i nostri figli. Non tutti hanno la fortuna di potersene andare da qui».

«La droga, qualche sgarro sul lavoro o qualche battuta di troppo a una donna - sottolinea una coppia di ragazzi - potrebbe avergli fatto fare questa brutta fine». Il 58enne aveva precedenti penali per droga, ma questo non avrebbe a che fare con il duplice omicidio: fu arrestato il 15 settembre del 2014 perché in una mansarda nella sua disponibilità furono trovati 230 grammi di cocaina. Incensurato suo figlio. Le indagini sono affidate alla Squadra mobile, coordinata dalla Procura di Foggia. Al momento, però, il caso sembra un giallo. Neppure alle autorità civili locali vengono fornite informazioni per evitare fughe di notizie e non correre il rischio di pregiudicare l’esito delle indagini. L’attenzione degli inquirenti si sta concentrando sulla vita privata delle vittime. Parenti e conoscenti potrebbero essere la chiave per risalire al motivo e ai responsabili della morte dei due uomini. E per questo la Polizia sta ascoltando chiunque abbia avuto rapporti con loro.

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