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In Puglia e Basilicata

il caso

Agguato fallito a imprenditore di Foggia, si indaga sugli intrecci torbidi

questura di foggia

Ingenti quantità di denaro consegnato alla vittima ma non restituiti. Una vendetta?

31 Luglio 2022

Redazione Foggia

FOGGIA - Le indagini proseguono sul mancato attentato all’imprenditore edile finito nel mirino dei clan che avevano progettato di ammazzarlo lo scorso 26 giugno, se non fossero tempestivamente intervenuti gli agenti della squadra mobile della Questura di Foggia che hanno sventato l’agguato. Ma il lavoro d’indagine rivelatosi finora così prezioso per svelare il disegno criminale punta adesso ad accertare il movente del fallito attentato all’imprenditore. La vittima designata, monitorata attraverso un segnale Gps montato sulla sua auto, secondo quanto starebbe venendo fuori dalle indagini avrebbe ricevuto dal capo-clan Emiliano Francavilla ingenti somme di denaro, provento di attività illecite, al fine di investirle ma senza poi ricevere le somme ai clan da qui la presunta vendetta decisa dal commando appostato all’ingresso del casello autostradale.

All’interno della Fiat 500 rossa (il mezzo usato da due componenti del commando per compiere l’agguato) sono stati rinvenuti una bottiglia di benzina e bengala: secondo gli investigatori sarebbero serviti per incendiare l’autovettura dopo l’omicidio e cancellare ogni tipo di prova. Le indagini hanno ancora permesso di accertare come il commando, determinato ad uccidere la vittima designata, fosse nella disponibilità di un ingente quantitativo di armi.

Gli approfondimenti investigativi - chiarisce una nota della Questura di Foggia - sono finalizzati ad individuare il movente del fallito agguato e a ricostruire i pregressi rapporti tra l’imprenditore e gli esponenti della batteria “Sinesi-Francavilla”: uno degli esponenti del clan malavitoso, Emiliano Francavilla, scarcerato nel marzo scorso dopo 12 anni di reclusione figura tra gli arrestati. I fermati sono Michele Ragno, Mario Lanza e il figlio Antonio, Giovanni Consalvo, Giuseppe Sonnino e Domenico Solazzo. Il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia, competente per la procedura di convalida del fermo, ha convalidato il fermo e ha emesso, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti degli indagati. Il gip del tribunale di Foggia Marialuisa Bencivenga dopo aver convalidato i fermi per tutti e sette gli indagati, si è dichiarata incompetente perché i reati sono aggravati dal metodo mafioso e ha trasmesso gli atti per competenza al gip tribunale di Bari.

«Le indagini espletate hanno - riferisce la Questura - hanno inoltre permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti di due degli autori del tentato omicidio, tra cui l’esponente di primissimo piano della batteria “Sinesi-Francavilla”, in ordine ad una tentata estorsione aggravata dal metodo e dalla finalità mafiosa, commessa nei confronti di un locale spacciatore, al fine di imporre la fornitura della sostanza stupefacente del tipo cocaina dal canale del precitato consorzio criminale». Nel provvedimento di fermo viene inoltre contestata la cessione di sostanza stupefacente (cocaina) del valore di 3.000 euro a soggetti foggiani e sanseveresi.

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