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In Puglia e Basilicata

Il caso

Foggia, dirigenti e servizi pubblici: i sindacati contro i commissari

Il Comune di Foggia

«È arrivato il momento che il ministero degli Interni si occupi del Comune»

02 Luglio 2022

Raffaele Fiorella

FOGGIA - Non c’è accordo fra le organizzazioni sindacali e il Comune di Foggia sul contratto decentrato della dirigenza che presta servizio a Palazzo di città. Mancanza di confronto e dialogo, accusano i sindacati. Ragione per cui il negoziato è stato sospeso.

«Una scelta obbligata, constatata la chiusura al dialogo perseguita da un Ente che privilegia agire in piena solitudine, ignorando le più elementari logiche di confronto, dettando tempi e modalità di una trattativa che è disciplinata dalla legge come in ogni ente pubblico – hanno spiegato i sindacati -. Il diniego di un supplemento di riflessione, comunicato con una scolastica nota dai toni perentori, è il chiaro segnale della ricerca di un conflitto e non di un’intesa, posizione contrastante con le linee di indirizzo dettate in sede Aran. Una scelta dolorosa ma doverosa, da parte nostra, quella di abbandonare il tavolo negoziale per la necessità ineludibile di ristabilire la peculiarità delle rispettive funzioni, oggi non garantite né riscontrabili e non contemperate nelle procedure poste in essere, sempre più distanti e lontane, quel che è più sconcertante, dalla missione del servizio pubblico».

È scontro, dunque, tra le organizzazioni sindacali e la commissione straordinaria che amministra il Comune di Foggia. «Abbiamo scritto lettere e pec, non abbiamo ricevuto mai risposta se non quando ci è stato detto dal segretario Maria D’Ambrosio che la piattaforma da noi presentata per il contratto è lontana da quella della parte pubblica, senza ulteriori spiegazioni e possibilità di interlocuzione – ha aggiunto Micky De Finis, segretario regionale della Direl Puglia -. Le avvisaglie di questa chiusura le avevamo già avute all’indomani dell’insediamento della commissione. Adesso, dopo gli esposti già presentati, faremo ulteriori passi: Ministero dell’Interno, Dipartimento della Funzione Pubblica, Anci e Anac».

«A Palazzo di città abbiamo una commissione composta da 3 commissari e ben 9 sovraordinati, provenienti in buona parte dalla Campania che controllano il lavoro dei dirigenti ma non firmano atti, non si prendono responsabilità - ha continuato De Finis -. Dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, andando contro la legge non sono stati rimossi due dirigenti che erano stati nominati dall’ex sindaco Landella: Silvana Salvemini e Maria Valentino. Eppure una commissione straordinaria dovrebbe agire per il ripristino della legge. Abbiamo scritto al ministro Brunetta chiedendogli di intervenire. Alla Salvemini, dopo la mattanza ai Servizi sociali e il caso della chiusura delle scuole comunali dell’infanzia, è stato affidato l’Anagrafe, un settore che cammina da solo dato che è per intero digitalizzato. Forse qualcuno è protetto da altri Palazzi? L’amministrazione comunale deve tutelare i diritti dei lavoratori e procedere verso l’ottimizzazione dei servizi, a Foggia non mi sembra si stia andando in questa direzione. Pare che il trittico delle Tre Fiammelle sia stato sostituito, a Palazzo di città, da quello delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo», ha concluso il segretario regionale della Direl Puglia.

Alla conferenza sono intervenuti anche i segretari generali Mario Lavecchia (Cgil), Marcello Perulli (Cisl) e Luigi Giorgione (Uil), che si occupano di funzione pubblica.

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