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In Puglia e Basilicata

Il caso

Foggia, passa la paura: sbloccata la raccolta dei rifiuti nei comuni

Foggia, file camion rifiuti

Le file dei camion dei rifiuti davanti a Passo Breccioso

Il direttore dell'Ager Grandaliano (Ager): «Semplice guasto a un impianto»

18 Giugno 2022

Massimo Levantaci

FOGGIA - Scongiurata, almeno così pare, un’altra emergenza rifiuti a Foggia come nel tenebroso inverno del 2012. Ieri mattina sono ripresi infatti i conferimenti da parte dei comuni foggiani nell’impianto Tmb (trattamenti meccanici biologici) di passo Breccioso per quanto riguarda la frazione umida e nel termovalorizzatore di contrada Paglia (borgo Tressanti) per quanto riguarda la frazione secca. I camion in fila davanti agli impianti, in attesa di poter scaricare tutti i rifiuti raccolti nelle città, hanno potuto finalmente liberarsi dell'ingombrante carico nella mattinata: un’immagine che per un paio di giorni aveva angustiato la popolazione foggiana, considerate le già forti criticità di un settore perennemente ancorato all’emergenza.

Le difficoltà di conferimento sono state dovute a un guasto nell’impianto di produzione del cosiddetto «CSS» il combustibile solido secondario che alimenta il ciclo chiuso del termovalorizzatore. La società Progetto Ambiente, concessionario pubblico della Provincia, aveva informato l’Ager dell'improvviso intoppo occorso che per quarantott’ore ha mandato in tilt il regolare funzionamento di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani in tutta la provincia.

«Abbiamo dovuto fare i conti con una linea di selezione saltata dell'impianto di Manfredonia, da qui l’accumulo dei rifiuti - spiega alla Gazzetta il direttore dell’Agenzia regionale per i rifiuti Gianfranco Grandaliano -. Una situazione dovuta all’impossibilità, per fortuna momentanea, di garantire un regolare smaltimento dei rifiuti a causa appunto di un banale guasto. Ci siamo così prontamente attivati con Progetto Ambiente, nostro unico interlocutore, per rimettere in sesto l’impianto di produzione del combustibile».

L’impianto di «CSS» si trova in contrada Paglia (territorio di Manfredonia), a due passi dal termovalorizzatore del gruppo Marcegaglia. Il disguido conferma lo stato di precarietà del ciclo dei rifiuti in Capitanata, interrottosi bruscamente per due giorni a causa di un semplice guasto. In città non abbiamo visto per fortuna cassonetti stracolmi di rifiuti (per quanto sia questa una scena abituale in condizioni normali e in vari punti della città soprattutto nelle ore notturne). Ma le complicazioni del sistema balzano all’attenzione guardando i camion in fila davanti Passo Breccioso: l’impianto, di proprietà del comune di Foggia, chiuso a mezzanotte di mercoledì poichè non c’era più spazio per uno spillo ove stoccare i rifiuti rimasti sui camion. Il livello di saturazione del Tmb foggiano (che dovrà chiudere nel 2025) è già al limite in condizioni normali, figuriamoci quando c’è qualcosa che non va lungo tutta la filiera.

L’alta capacità di conferimento, ma soprattutto un’organizzazione approssimativa protrattasi negli anni, sono in grado di amplificare anche gli intoppi veniali che possono verificarsi in qualsiasi impianto sottoposto a usura quotidiana. I lavoratori dell’Amiu ricordano i tentativi falliti per ripristinare migliori condizioni di operatività all’interno di Passo Breccioso. Come le due vasche di servizio di soccorso, progettate qualche anno fa, che avrebbero permesso all’impianto di avere oggi maggiore autonomia gestionale. Delle due vasche ne fu costruita una soltanto, ma si allagò quasi subito rendendo impraticabile quel tipo di struttura. I lavoratori al telefono con la Gazzetta hanno anche denunciato negli ultimi giorni la presenza di «diciotto celle piene e frazioni di rifiuti stoccate a terra, cosa non prevista dalla legge», tanto da temere rischi per la propria salute.

Comunque Grandaliano non teme un’altra emergenza rifiuti nel Foggiano: «L’impianto di Foggia è autorizzato per smaltire 135mila tonnellate l’anno, ma l’anno scorso si è fermato a 103mila. Progetto Ambiente si lamenta anzi con noi che l’impianto di Foggia è persino sottostimato. In queste condizioni non rischiamo un’altra emergenza, ma se non chiudiamo il ciclo dei rifiuti aumentando la quota di differenziata, non potremo mai venire a capo del problema».

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