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nel foggiano

Manfredonia, 38enne ucciso a coltellate in campagna: coinvolto bimbo in età scolare

112 carabinieri pronto intervento

foto Maizzi

L'uomo è stato accompagnato in ospedale dal padre. L'omicidio potrebbe essere maturato in ambito familiare

01 Dicembre 2020

Redazione online

Un bambino in età scolare è coinvolto - non viene specificato ancora a quale titolo - nelle indagini sull'omicidio del 38enne pregiudicato di Manfredonia ucciso ieri sera a coltellate in circostanze poco chiare nelle campagne nel Foggiano. Attualmente il minore, non imputabile, è ricoverato all’ospedale di Foggia per lesioni ai denti. Il bambino è il figlio della compagna della vittima e sarà ascoltato nelle prossime ore. La donna è stata interrogata dai carabinieri per tutta la notte.
La vittima venne coinvolta nell’operazione 'Romanzo Criminale' del 2013 con cui la polizia arrestò una banda che nel
2012 mise a segno diversi omicidi.

L'uomo è stato ucciso ieri sera dopo essere stato ferito con una coltellata al capo in un podere in località Macchia Rotondo nelle campagne del foggiano. Il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro ha solo confermato che «si tratta di un caso molto delicato che vede coinvolta, oltre alla procura ordinaria, anche la procura minorile». La vittima dopo essere stata ferita ha chiamato il padre che lo ha accompagnato all’ospedale di Foggia dove è deceduta poco dopo a causa della profonda ferita. I militari hanno ascoltato il parente del 38enne e altri congiunti per cercare di capire cosa sia accaduto all’interno del podere. 

LE PAROLE DELLA MAMMA ALL'AVVOCATO - «È tornato a casa ubriaco ed ha iniziato a inferire prima sulla compagna. Il piccolo sarebbe intervenuto nella discussione in difesa della mamma. Per sfuggire al patrigno, si è prima rifugiato in cameretta, poi, inseguito dall’uomo, è corso in cucina. Lì ha preso un coltello e, dopo essere stato raggiunto dal 38enne, lo ha colpito all’addome». È quanto riferisce Angelo Salvemini legale della famiglia del bambino coinvolto nell’omicidio del 38enne pregiudicato di Manfredonia, la fonte è dell'Agenzia Ansa. È questa la versione fornita al legale dalla mamma del piccolo e che la stessa avrebbe riferito ai carabinieri.

AGGREDITO GIORNALISTA RAI - «Accerchiato, strattonato e costretto a cancellare le immagini che aveva appena girato da un gruppetto di persone tra le quali anche un uomo qualificatosi come il padre della vittima. È quanto accaduto questa mattina al collega della Tgr Puglia inviato nel Foggiano, per realizzare un servizio sull'omicidio consumatosi ieri in Capitanata. L’ennesima minaccia ai danni di un collega nel tentativo di impedirgli di svolgere il suo lavoro». È quanto comunica in una nota il coordinamento dei Cdr della Tgr Rai. «Un episodio grave - prosegue il coordinamento - l’ennesimo attacco alla libertà di informazione che stigamtizziamo e condanniamo con forza». «Come coordinamento - conclude - esprimiamo piena solidarietà al collega vittima dell’aggressione e chiediamo al Prefetto di Foggia ed alle forze dell’ordine un intervento immediato a tutela dei giornalisti del servizio pubblico e più in generale di tutti gli operatori dell’informazione».

«L'azienda condanna con forza l'aggressione subita oggi dal collega della Tgr Puglia inviato nel Foggiano, accerchiato, strattonato e costretto a cancellare le immagini che aveva girato per la realizzazione di un servizio sull'omicidio avvenuto ieri tra Manfredonia e Foggia. Nell’esprimere piena solidarietà e vicinanza al collega, l’Azienda considera l’aggressione subita un atto gravissimo, inaccettabile e intollerabile». E’ quanto si legge in una nota della Rai.

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