Mercoledì 27 Maggio 2020 | 19:02

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Criminalità

Carabiniere ucciso: la dinamica e le reazioni dei familiari. Operato il militare ferito

Rimossa durante un intervento del 23enne ricoverato l'ogiva del proiettile: era vicina all'aorta

carabinieri

Il killer bloccato e la vittima

Sarà eseguita in giornata l'autopsia sul corpo di Vincenzo Di Gennaro, il maresciallo dei carabinieri ucciso a Cagnano Varano (Foggia) sabato mattina. L'ispezione eseguita subito dopo il delitto ha accertato che il maresciallo è stato raggiunto da colpi di pistola calibro 9x21 al torace e all’addome.
Il Comune di San Severo (Foggia), dove il militare viveva, dopo la restituzione della salma formalizzerà il programma per le esequie che al momento prevede la camera ardente - aprirà domattina alle 10:30 presso la sala consiliare di Palazzo di Città - e i funerali alle 16:30 nella cattedrale. Per l'occasione ci sarà il lutto cittadino a San Severo e a Cagnano Varano, dove è avvenuto l’agguato. Alle esequie parteciperà anche Elisabetta Trenta, ministro della Difesa.
Intanto, resta stazionario il quadro clinico del carabiniere Pasquale Casertano, rimasto ferito dai proiettili ad un braccio e ad un fianco e ricoverato nell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Forse mercoledì si svolgerà in carcere l’interrogatorio per la convalida del fermo di Giuseppe Papantuono, il 64enne accusato dell’omicidio e del tentato omicidio.

PM: OMICIDIO SENZA MOTIVAZIONI - L’omicidio del maresciallo Vincenzo Di Gennaro e il ferimento del suo collega Pasquale Casertano sono «totalmente privi di motivazioni». L’assassino, il pregiudicato Giuseppe Papantuono, «nei giorni scorsi aveva subito due controlli: nel primo fu trovato in possesso di alcune dosi di cocaina; alcuni giorni dopo fu fermato per possesso di un coltello. Fu condotto in caserma per il sequestro e rilasciato. In maniera generica aveva detto: 'Ve la farò pagare'». Così il procuratore di Foggia Ludovico Vaccaro. Giuseppe Papantuono «era in strada e ha chiamato i carabinieri. Non appena il militare ha abbassato il finestrino, l’uomo ha sparato. Si è fermato solo quando il caricatore era vuoto. Voleva impossessarsi anche delle pistole dei militari. Poi si è aggrappato allo sportello dell’auto dei militari ed è rimasto aggrappato fino a quando l’auto non ha svoltato a sinistra. A quel punto è caduto».

«Siamo tutti affranti da questo episodio terribile. Un gesto terribile - ha detto Vaccaro - che ferisce l’Arma, tutte le forze dell’ordine e il Paese intero».

un momento della conferenza stampa di Vaccaro (foto Maizzi)

SAREBBE DIVENTATO PRESTO COMANDANTE - Nel decreto di fermo notificato a Giuseppe Papantuono «non abbiamo contestato la premeditazione: la scelta è stata quella di attendere le sue dichiarazioni prima di procedere a questa accusa». Lo ha precisato il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro, in conferenza stampa. A Papantuono viene contestato l’omicidio aggravato del maresciallo Vincenzo Di Gennaro, il tentato omicidio del suo collega Pasquale Casertano e il porto abusivo di arma. «L'indagato durante l'interrogatorio ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere», ha aggiunto Vaccaro. 

«Era un bravissimo maresciallo che sapeva fare il carabiniere a tutto tondo: disponibile nei confronti della popolazione più debole e determinato con i criminali». Lo ha detto il comandante provinciale dei Carabinieri di Foggia, col.Marco Aquilio, in conferenza stampa. "Ha trascorso gran parte della sua carriera in Calabria. Dieci anni fa è arrivato in provincia di Foggia. Sicuramente a breve sarebbe diventato comandante di stazione». «Il carabiniere Pasquale Casertano, nonostante la giovane età, ha avuto prontezza di riflessi: benché ferito, aveva un proiettile conficcato a pochi centimetri dall’aorta, ha trovato la forza di partire con la macchina, raggiungere la guardia medica e prestare il suo soccorso al maresciallo fino a quando non sono intervenuti gli aiuti». 

Per il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro, quello che colpisce nella vicenda dell’agguato mortale di ieri alla pattuglia dei carabinieri di Cagnano Varano è «l'atteggiamento culturale che porta a reagire a dei controlli e a sparare contro lo Stato: tutto questo esprime un livello di avversione verso lo Stato. In questa mentalità ci vedo il collegamento con la criminalità organizzata»

LE REAZIONI DEI FAMILIARI - «Era un grande lavoratore. Amava la sua divisa ed era un servitore vero dello Stato». Lo ricorda così Luigi Di Gennaro, il padre di Vincenzo il maresciallo dei carabinieri ucciso ieri a Cagnano Varano. "Questi sono tutti i ricordi di mio figlio», precisa l’uomo nella sua di San Severo, dove viveva con il figlio e dove accoglie amici e parenti che gli portano il proprio cordoglio. «Era molto cattolico e devoto a San Pio. Era un credente - aggiunge - e me lo hanno ucciso. I delinquenti me lo hanno ammazzato». Poi il ricordo del figlio, un uomo a detta di tutti di grande umanità. «Si presentava - racconta il padre - con il sorriso anche quando era serio. Era bravissimo. Amava la sua divisa, la indossava con amore. Ne era molto rispettoso. Ha avuto una decina di encomi durante la sua carriera. Me lo hanno ammazzato. Ma è la vita», dice in preda alla disperazione.

PRONTA LA CASA PER SPOSARSI - «Avevamo costruito una casa e stavamo progettando il matrimonio. Però già convivevano e ci volevamo molto bene": è commossa Stefania Gualano, la compagna del maresciallo dei carabinieri Vincenzo Di Gennaro, ucciso ieri a Cagnano Varano. «Era un bravissimo ragazzo - aggiunge - era veramente in gamba. Sorrideva sempre, anche quando aveva difficoltà». «Bisogna andare sempre avanti, diceva. C'erano i momenti in cui era giù di morale però lui andava avanti perché diceva che la vita continua. Bisogna lottare e andare avanti», conclude la donna visibilmente commossa.

OPERATO IL MILITARE FERITO - Il carabiniere Pasquale Casertano, ferito ieri nell’agguato di Cagnano Varano in cui è morto il maresciallo Vincenzo Di Gennaro, è stato sottoposto ad intervento chirurgico per l'estrazione dell’ogiva del proiettile ritenuta vicino all’aorta. L’operazione è stata eseguita da Francesca Bazzocchi, primario del reparto di Chirurgia addominale dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Le motivazioni - fanno sapere dall’Arma dei carabinieri - che hanno portato all’intervento immediato sono riconducibili ad un peggioramento del quadro radiologico. Le condizioni del militare sono stazionarie e tra qualche giorno sarà possibile sciogliere la prognosi. I medici si sono espressi positivamente sulle sue condizioni. Il militare è stato trasferito nel Reparto di terapia intensiva, dove resterà in osservazione per le prossime 48 ore.

COSA È ACCADUTO IERI - Un carabiniere in servizio presso la stazione di Cagnano Varano è rimasto ucciso questa mattina durante un conflitto a fuoco avvenuto nella piazza principale del paese. La vittima si chiamava, Vincenzo Carlo Di Gennaro, era maresciallo maggiore, aveva 46 anni che era il vicecomandante della stazione. 

Secondo la prima ricostruzione, il killer - che è stato poi arrestato - Giuseppe Papantuono,, 64 anni, stamattina era a piedi e ha avvicinato l'auto dei Carabinieri contro la quale ha sparato con una pistola calibro 9. I proiettili hanno ferito mortalmente il sottufficiale, mentre altre due pallottole hanno raggiunto all'addome e a un braccio un altro militare, il 23enne Pasquale Casertano. La pattuglia stava intervenendo, a quanto pare, per una lite in famiglia. Papantuono, che qualche giorno fa era stato sottoposto a una perquisizione per droga, è stato bloccato e arrestato da altri militari intervenuti sul posto.

Il maresciallo ucciso, come già detto, era vicecomandante della stazione carabinieri di Cagnano Varano, in sevizio dal 2013. Non era sposato e viveva a San Severo (Foggia) con il padre. L’arma del delitto sarebbe già stata recuperata. In merito al pregiudicato bloccato nell’immediatezza del fatto, Aquilio ha precisato: «È una persona censurata, a noi già nota. Stiamo facendo tutto il possibile per assicurarlo alla giustizia con tutti gli elementi più solidi che possiamo raccogliere».

Il Premier Conte, a Bari per l'inaugurazione dell'anno accademico e per altre due visite a Mola e a Ruvo, ha annunciato la visita in ospedale, a San Giovanni Rotondo, al carabiniere ferito: «assolutamente la sua vita è salva e potrà recuperare» ha detto Conte.

LE MINACCE DEL KILLER AI CARABINIERI - «Ve la farò pagare»: è quanto avrebbe affermato dopo un controllo dei carabinieri avvenuto qualche giorno fa Giuseppe Papantuono, il pregiudicato di 64 anni che questa mattina ha ucciso il maresciallo Vincenzo Di Gennaro e ferito il militare Pasquale Casertano. Minacce che il pregiudicato avrebbe fatto dopo aver saputo della denuncia che sarebbe scattata perché era stato trovato in possesso di quattro dosi di cocaina. «Queste affermazioni fanno parte del fascicolo che è ancora coperto da segreto istruttorio», sottolineano i Carabinieri.
Intanto si apprende che dopo essere stato bloccato, Papantuono è stato condotto immediatamente in caserma. Lì è stato sedato perché era particolarmente agitato. Tra non molto sarà ascoltato da magistrati e carabinieri.

L'ABBRACCIO DI CONTE ALLA FAMIGLIA DEL MARESCIALLO - «A Foggia per stringere in un abbraccio i familiari del maresciallo Vincenzo Di Gennaro, ucciso questa mattina a Cagnano Varano. Un servitore dello Stato colto di sorpresa e caduto in servizio, nel pieno esercizio delle sue funzioni. Il Governo, l’Arma dei Carabinieri e il Paese intero gli sono debitori e sono al fianco della famiglia che vive la sofferenza di questa perdita». Lo scrive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla sua pagina Fb.

IL RICORDO: ERA BUONO, STAVA PER SPOSARSI - Aveva una compagna e stava organizzando tutto per le nozze, Vincenzo Di Gennaro il maresciallo dei carabinieri ucciso oggi a Cagnano Varano. A raccontarlo alcuni colleghi dell’Arma. Il maresciallo aveva già da qualche tempo una relazione sentimentale con una donna di San Severo, con la quale stava decidendo la data delle nozze. I colleghi lo ricordano come «la bontà fatta persona». Era impegnato anche nel mondo del volontariato, e, raccontano, era molto devoto a San Pio da Pietrelcina.

La vittima, celibe, era molto conosciuta e apprezzata in paese. «Lo conoscevo bene perché veniva spesso ad acquistare nella mia ferramenta materiale elettrico per la caserma» - racconta il signor Giuseppe che ha un’attività commerciale a poche decine di metri dal luogo della tragedia. «Conosciamo bene anche il fermato - incalza il commerciante - in paese è chiamato "Chiacchiared» perché lui e la sua famiglia - dice l’uomo - avevano la chiacchiera facile».

IL CORDOGLIO DI MATTARELLA - «Ho appreso con profondo dolore la notizia del tragico episodio di Cagnano Varano nel quale è rimasto ucciso il Maresciallo maggiore Vincenzo Carlo Di Gennaro e ferito il carabiniere Pasquale Casertano. In questa dolorosa circostanza desidero esprimere a lei, signor Comandante Generale, e all’Arma dei Carabinieri la mia solidale vicinanza. La prego di far pervenire ai familiari del Maresciallo Maggiore di Gennaro le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio e al militare ferito un augurio di pronto ristabilimento». Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri.

EMILIANO: UN FATTO INSOPPORTABILE - Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo alla inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Bari, ha ricordato in apertura il "grave episodio che ha riguardato il maresciallo dei carabinieri Di Gennaro», ucciso nel Foggiano, «che rende questo intervento pesante». Emiliano, magistrato in aspettativa, ha sottolineato che «avendo lavorato per anni accanto a queste persone, per me un fatto del genere è insopportabile». «E ci ricorda - ha concluso - delle tante persone, alle quali dedico questo intervento, senza le quali questo paese non starebbe in piedi, ma di cui si sente parlare solo in queste tragiche circostanze».

ANM: EMERGENZA LEGALITÀ A FOGGIA - «Il sanguinoso episodio richiama, ancora una volta, l’attenzione sulla grave emergenza della legalità che da tempo ormai affligge il territorio della provincia di Foggia impedendone lo sviluppo coerentemente con le proprie potenzialità». Lo dichiara in una nota la Giunta distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati di Bari, che comprende anche il territorio di Foggia, esprimendo «sgomento» per «la notizia della morte del maresciallo dei carabinieri Vincenzo Di Gennaro, ucciso mentre svolgeva un compito del suo ufficio».
L’Anm, manifestando «il proprio cordoglio ai parenti della vittima del dovere e la vicinanza alle forze dell’ordine impegnate nel contrasto alle attività criminose nel difficile territorio della Capitanata», «evidenzia la imprescindibilità - conclude la nota - di un potenziamento degli organici delle forze dell’ordine e della magistratura impegnati a fronteggiare la critica situazione».

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