Martedì 18 Giugno 2019 | 15:25

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Podisti e ciclisti in pericolo sul percorso “San Marco”, al quartiere Fornaci, ormai preso quotidianamente d’assalto - da anni - da centinaia di atleti che, a bordo di una bici o a piedi, affollano il tracciato lungo circa 7 chilometri. Un percorso fitness che nasconde però numerose e pericolose insidie. Il 28 febbraio scorso, per cause ancora in corso di accertamento, uno sportivo di 71 anni si è ritrovato al centro di un incidente: probabilmente per colpa di un pirata della strada, o forse per paura di essere investito, l’uomo ha perso il controllo della bici ed è caduto a terra riportando gravi conseguenze. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Andria, dove si trova tutt’ora, fortunatamente è fuori pericolo. La dinamica non è ancora chiara, motivo per cui anche i familiari, attraverso i social network, hanno diffuso un appello: «Tra le 8 e le 9 del 28 febbraio, mio fratello ha avuto un incidente con la sua bicicletta. È stato soccorso da qualcuno che ha assistito all’accaduto e che prontamente ha chiamato il 118. Non è chiara la dinamica dei fatti. Se qualcuno sa qualcosa, ha assistito o ha soccorso mio fratello, chiedo di essere contattata per ringraziarlo e per avere maggiori notizie sull’accaduto», ha scritto Tina Imbrice, sorella dello sportivo coinvolto nell’incidente. Sulla dinamica dei fatti sono in corso delle verifiche, ma il tema della sicurezza sul percorso San Marco rimane vivo per gli oltre 200 atleti che quotidianamente calpestano quella via di campagna.


«Negli anni passati – dice alla Gazzetta Luigi Mansi, presidente dell’associazione podistica Santo Stefano – abbiamo fatto una lunga battaglia per la chiusura dell’innesto sulla ex provinciale 98 e da allora, con molta soddisfazione, abbiamo notato un incremento di persone che corrono o camminano in quella zona». Durante l’amministrazione Valentino, difatti, via san Marco serviva a mettere in comunicazione Cerignola con la ex strada provinciale che conduceva a Canosa e quel tratto di strada di campagna era dunque ulteriormente affollato da mezzi (anche pesanti), mettendo così ulteriormente a rischio l’incolumità degli sportivi. Con apposita ordinanza fu sbarrato l’accesso alla ex Sp98, limitando l’accesso ai soli agricoltori e a chi possiede terre in zona San Marco. I problemi, però, non sarebbero affatto cessati. Anzi.


«Purtroppo non ci sentiamo sicuri. Sfrecciano in continuazione motorini, automobili, curiosi che con le auto passano su quel tratto di strada. In più riprese abbiamo chiesto interventi a tutte le amministrazioni che si sono succedute, ma senza alcun riscontro. Abbiamo perfino chiesto l’installazione di videocamere, ma non se n’è mai fatto nulla», prosegue Luigi Mansi. «Purtroppo, a non essere sicura è anche la bretella che collega via Gentile e via Tiro a Segno, visto che i massi vengono spostati e più volte ci passano anche mezzi pesanti», conclude il presidente dell’associazione sportiva Santo Stefano.

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