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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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La denuncia

Foggia, caos 118: i volontari senza stipendio e minacciati

Il sindacato: «Le associazioni impediscono loro di partecipare ai concorsi pubblici»

FOGGIA - Ormai non sanno più distinguere se devono combattere l’Asl o il datore di lavoro, nella fattispecie le famigerate associazioni di volontariato, che continuerebbero a fare il bello e il cattivo tempo sullo scenario della sanità foggiana e del delicato sistema dell’emergenza-urgenza. Venerdì nuova protesta dei “volontari”, in gran parte autisti e soccorritori che lavorano sulle ambulanze, «molto spesso senza stipendio», denuncia il sindacato Usb e anche «sotto ricatto» - afferma ancora il sindacato in una nota - delle stesse associazioni tornate in auge per necessità, dovendo l’Asl assicurare il servizio in ben diciotto postazioni della provincia ma non potendo ancora contare sulla nuova Areu. Così in attesa che subentri nella gestione dell’emergenza-urgenza la nuova agenzia regionale, obtorto collo l’Asl ha dovuto rimettere in pista le associazioni già ritenute fuorigioco dall’Asl.

Tutto questo in attesa che l’Areu, una volta operativa, tiri una linea di demarcazione dal passato, ovvero dalla totale deregulation del servizio che negli ultimi dieci anni ha caratterizzato il sistema delle chiamate di soccorso in Capitanata tra personale non pagato, finti volontari, infermieri con la partita Iva e via dicendo. L’unione sindacale di base durante la protesta di venerdì davanti alla sede Asl in viale Fortore è tornata a chiedere al direttore generale, Vito Piazzolla, «l’annullamento della gara» alle associazioni di volontariato: il sindacato autonomo sostiene infatti da tempo le ragioni della internazionalizzazione del servizio, ma chiede anche provvedimenti «immediati» sul conto delle associazioni che, tornate in gioco per necessità, avrebbero ripreso ad agire «indisturbate». «Tranne rare eccezioni - denuncia in una nota l’Usb - ad oggi i lavoratori non percepiscono ancora lo stipendio del mese di dicembre 2018. Inoltre alcune associazioni forti del rinnovo, secondo noi illegittimo, della proroga per la gestione delle postazioni fino al 30 giugno 2019 - rileva ancora il sindacato - hanno cominciato a vessare i lavoratori: in alcuni casi si è impedito ad alcuni di essi di partecipare ad un concorso. Quando questi atteggiamenti si trasformeranno in minacce di licenziamento, saremo costretti a prendere delle decisioni drastiche».

L’organizzazione invita inoltre l’Asl a chiarire la posizione dei cosiddetti volontari che montano sulle ambulanze: «Non si tiene conto - denuncia l’Usb - che nella stragrande maggioranza dei casi i volontari non erano e non sono veramente tali, ma con la miseria dei rimborsi che riescono a intascare cercano di tenere in piedi il bilancio (misero) delle loro famiglie e devono fare anche i conti con i rimborsi versati in ritardo dal datore di lavoro». Il ruolo dei volontari, secondo l’Usb, è cruciale anche in vista della costituzione della nuova Areu tenuto conto che le nuove norme prevedono per loro un «rimborso massimo di 150 ore mensili». «Adeguarsi alle nuove regole non sarà facile - osserva l’Usb - i volontari, nonostante siano abituati a ricevere i rimborsi in ritardo, fanno però affidamento su altre somme. Siamo convinti - obietta l’Usb - che con il nuovo regime in vigore dell’Areu il servizio subirà seri problemi nelle postazioni, problemi che si ripercuoteranno sul servizio da rendere ai cittadini. Siamo molto preoccupati - conclude l’Usb - ci riserviamo sin da ora di programmare una giornata di protesta davanti la sede della giunta regionale».

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