Domenica 20 Gennaio 2019 | 19:48

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Inaugurata la struttura

Lucera, tornano visitabili dopo dieci anni i mosaici di San Giusto

Dopo un’odissea durata oltre un decennio infatti i mosaici tornano ad essere visitabili in un’apposita struttura creata a fianco all’ex convento di San Pasquale che ospita la biblioteca comunale “Bonghi”

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LUCERA - I mosaici di San Giusto sono di nuovo visibili. Dopo un’odissea durata oltre un decennio infatti i mosaici tornano ad essere visitabili in un’apposita struttura creata a fianco all’ex convento di San Pasquale che ospita la biblioteca comunale “Bonghi”. Il complesso dove sono, sotto una struttura coperta, i 500 metri quadri di mosaici rinvenuti in località San Giusto a metà anni ‘90, è stato inaugurato domenica sera dinanzi a centinaia di presenti e curiosi. Alla cerimonia sono intervenuti Giuliano Volpe – l’archeologo che scoprì i mosaici di San Giusto, già presidente del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici dal 2014 al 2018 e già rettore dell’Università di Foggia dal 2008 al 2013 – il sindaco Antonio Tutolo, Italo Muntoni sovrintendente ai Beni Archelogici, l’architetto Stefano Serpenti, che ha ideato e curato la collocazione attuale dei mosaici di San Giusto. «Quello di questa sera è un evento straordinario data l’eccezionalità dei mosaici per le loro caratteristiche uniche», ha specificato Volpe.

I mosaici di San Giusto furono rinvenuti in modo occasionale durante i lavori di costruzione della diga di San Giusto a metà anni ‘90. Gli scavi di San Giusto, al centro del volume e della mostra “San Giusta la villa e le ecclesiae”, rilevarono una sito archeologico di età paleocristiana, V secolo d.C., di notevolissimo interesse. Salvati da un oblìo durato 1.500 anni e dalla distruzione e dall’immersione sotto l’acqua della diga di San Giusto, i mosaici per un ventennio non hanno trovato una collocazione ottimale per essere resi finalmente fruibili a visitatori appassionati e curiosi.
L’idea di collocare i mosaici al San Pasquale è nata nel 2007 dopo il mancato successo di un progetto che li avrebbe potuti collocare all’interno della fortezza Svevo Angioina. La struttura del San Pasquale ha consentito di non vanificare l’impegno di chi si è adoperato per la conservazione e la valorizzazione di uno dei più straordinari esempi di mosaici paleocristiani della Puglia e per la sua restituzione alla collettività. I lavori - finanziati dalla Regione Puglia nell’ambito dell’Accordo Programma

Quadro, Sistema delle aree archeologiche, per un importo iniziale di 750.000 euro diventato con ulteriori finanziamenti alla fine 1.252.527 euro – hanno consentito di arricchire il patrimonio artistico della città.
I mosaici, restaurati da anni e montati su pannelli idonei per la successiva ricomposizione, sono stati conservati per un decennio sino alla loro definitiva collocazione inaugurata domenica scorsa. «Ora speriamo che si avviino lavori anche alla Fortezza Svevo Angioina, la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico della città – ha sottolineato Tutolo - è una delle nostre priorità».

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