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Rapina Grandapulia, Sarni: «Le immagini non dovevano girare»

L'imprenditore è convinto che le immagini circolate sui social lancino un cattivo messaggio all'opinione pubblica

Rapina Grandapulia, Sarni: «Le immagini non dovevano girare»

Rabbia e impotenza nelle parole di Antonio Sarni, l’imprenditore del GrandApulia che ha fatto i conti tre giorni fa con la brutalità della violenza e della sopraffazione di tre rapinatori: «Tutte quelle immagini della rapina rimbalzate sui social non mi sono piaciute affatto, hanno trasmesso un cattivo messaggio all’opinione pubblica», osserva dispiaciuto. Sarni se l’è ritrovate sul proprio smartphone «a pochi minuti dall’accaduto», sottolinea amareggiato. Vedere il proprio negozio svaligiato è stata probabilmente un’esperienza nuova anche per chi ha aperto attività commerciali in tutto il paese: «Di rapine così - osserva - ne abbiamo avute anche a Chieti, Sulmona. È però l’immediatezza di quelle immagini, il fatto che siano circolate così liberamente sui telefoni ad aver scatenato in me una rabbia indescrivibile». L’imprenditore non teme una recrudescenza del fenomeno, però avverte: «Quelle immagini svelano con quanta semplicità questi signori si siano introdotti nel centro commerciale per fare la loro razzìa.

È il messaggio che passa a preoccupare di più, il rischio è che osservando la dinamica di quanto per filo e per segno accaduto a qualcuno non venga in mente di emulare un gesto così. Immagini fin troppo eloquenti - aggiunge Sarni - quando era necessario preservarle solo per determinati scopi. Mi auguro che le forze dell’ordine arrivino presto all’individuazione dei responsabili, per noi il colpo è durissimo (150mila euro il bottino: ndr)». L’irruzione è stata fulminea, a un vigilantes all’ingresso sarebbe stata puntata una pistola alla tempia. L’intero furto è durato tre minuti, le immagini rivelano come i tre abbiano potuto muoversi piuttosto liberamente nella galleria tra i (fortunatamente pochi a quell’ora, 17.30) consumatori presenti, alcuni dei quali scappati appena hanno realizzato cosa stesse accadendo. «Sono sconcertato - lo sfogo di Sarni - capisco che siamo nell’era dei social network, ma credo che stiamo perdendo il senso della misura se anche le immagini di una rapina vengono passate da un telefonico all’altro».

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