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A San Giovanni Rotondo

Conte sul Gargano per celebrare San Pio: «Lui sempre con me»

Domani la cerimonia per il centenario delle stimmate, il 23 previste le celebrazioni con il premier

Il presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte

Il presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte

FOGGIA - Sono due giorni importanti quelli che tra domani e sabato 23 settembre saranno celebrati a San Giovanni Rotondo dalla comunità di fedeli che venera San Pio.

Domani ricorre infatti il centenario della comparsa delle stimmate del frate di Pietrelcina, mentre il 23 settembre cade il 50esimo anniversario della morte del santo. Per entrambi gli avvenimenti i frati cappuccini di San Giovanni Rotondo hanno organizzato iniziative di preghiera e di festa partite già da qualche giorno. Domani, per il centenario, la giornata si aprirà alle 9.30 nella chiesa di Santa Maria delle Grazie con la commemorazione delle stimmate presieduta da fr. Maurizio Placentino, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della provincia religiosa di sant'Angelo e Padre Pio. Nel pomeriggio, nella chiesa inferiore di san Pio ci sarà una messa presieduta da mons.Antonio Mennini, arcivescovo titolare di Ferento e officiale della segreteria di Stato della Santa Sede.

Domenica 23 settembre oltre alle celebrazioni eucaristiche, presiedute dal Ministro Generale dell’ordine dei frati Minori Cappuccini e dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, è prevista una cerimonia per la presentazione del francobollo commemorativo del Santo. Sarà presente anche il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, cui sarà consegnato il primo francobollo con l’annullo. 

LE PAROLE DEL PREMIER - «Io vivo una mia personale esperienza religiosa, quindi prego e penso anche a Padre Pio». Lo ha rivelato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a 'Porta a Porta', dove ha mostrato anche l’immagine del santo che, ha assicurato mostrandola in tv, «porto sempre con me». «Di lui - racconta il premier - mi ha sempre colpito il fatto che fosse un uomo di preghiera e sofferenza, una persona umile - dice in occasione del suo debutto a 'Porta a Portà in occasione della puntata che celebra i cento anni dalle stimmate di Padre Pio - sempre vicina alle persone e molto disponibile».

Nato a Volturara Appula, il premier racconta di essersi trasferito con la famiglia a San Giovanni Rotondo: «tutta la mia famiglia gli era molto devota» tanto che il suo ricordo del santo risale a quando aveva solo quattro anni: «avevo quell'età quando mio padre mi disse che era morto. Ricordo che mi colpì tantissimo».

In cima agli insegnamenti che ancora si porta con se resta quello «dell’umiltà». «I miei genitori mi hanno parlato di lui parlandomi della sua capacità di colpire l’animo delle persone: riusciva sempre a scuotere chi lo andava a trovare, a colpire nel segno spesso anche utilizzando modi brutti che riuscivano a squarciare l’animo delle persone».

Per Conte, infine, «il rapporto corretto di uno stato laico con la chiesa è che ciascuno nelle rispettive prerogative si rapporti con il fenomeno religioso assicurando la libertà religiosa anche a chi professa altre religioni. Dobbiamo essere molto laici in questo».

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