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Comune di Foggia

Dal 1 gennaio via le password, arriva lo Spid

Tutti i cittadini dovranno procurarsela per entrare in contatto con la pubblica amministrazione

Dal 1 gennaio via le password, arriva lo Spid

Si chiama Spid, è il nuovo sistema pubblico di identità digitale in vigore dal prossimo 1 gennaio 2019. Alcuni servizi, tipo il fisco online, saranno attivi solo attraverso questo attributo qualificato a partire da quella data. Poi gradualmente il servizio entrerà a regime su tutti gli indirizzi della Pubblica amministrazione. Cos’è Spid? È un’autenticazione digitale che dovrà essere in possesso di ogni cittadino. Dunque niente più password e registrazioni su ogni portale al quale ci connettiamo, la registrazione dei nostri dati la faremo una volta sola (le nostre generalità, codice fiscale, numero di carta d’identità) e quel “certificato identificativo” varrà per sempre. Qualunque servizio della Pubblica amministrazione sarà in questo modo a noi accessibile. A parte i certificati che potremo richiedere allo sportello digitale del Comune, un esempio fatto ieri in Camera di commercio è forse più illuminante: «Oggi entrare nell’informatissimo wi-fi della città di Venezia richiede una password e una registrazione; tra qualche mese con Spid saremo già connessi e non sarà necessario iscriversi a nulla», così ieri Paolo Fiorenzani di Infocamere. A Foggia la Camera di commercio ha promosso un workshop di approfondimento su Spid, presente un folto numero di imprenditori in auditorium. «La differenza - ha detto Fiorenzani - in questo caso la fa la responsabilità delle informazioni. Ad Amazon ed a qualsiasi altro provider in circolazione (è stato citato anche Facebook: ndr) oggi interessa la nostra carta di credito oppure che facciamo scorrere traffico. Per un acquisto può bastare. Ma se facciamo richieste specifiche, tipo atti giuridici a valore legale o altre informazioni sensibili, dobbiamo sapere chi abbiamo dall’altra parte dello smartphone. Spid è regolato da una legge dello Stato, dal codice dell’Amministrazione digitale: l’articolo 64 della legge definisce proprio lo Spid per accesso ai dati della Pubblica amministrazione». Il codice dell’Identity provider sarà univoco, nemmeno il gestore del servizio avrà la chiave di accesso che non avremo impostato, un po’ come facciamo ora inventandoci la password per dialogare con qualunque gestore telematico. Solo che di password oggi ne abbiamo diverse, tra qualche tempo una sarà più che sufficiente per tutto ciò che vorremo fare con la pubblica amministrazione. «Oggi le nostre tasche digitali sono piene di chiavi che tra un po’ non ci serviranno più. Lo swich-off sarà graduale, ma dal primo gennaio senza Spid sarà difficile il disbrigo di parecchie funzioni per consulenti del lavoro, commercialisti, imprenditori e altre figure che si interfacciano con la P.A». L’iscrizione è gratuita (per informazioni rivolgersi all’indirizzo www.spid.gov.it), anche le Camere di commercio offrono gratuitamente il servizio anche nei successivi due anni dopo l’iscrizione. «Ma la tendenza da parte dello Stato - precisa Fiorenzani - è di rendere gratuito lo Spid per tutti i cittadini». I numeri sui possessori di identità digitale sono però ancora pochini: «Circa 4mila amministrazioni si sono già attivate su un totale di 11mila, tra questi oltre 3700 Suap (lo sportello unico delle attività produttive: ndr), tra i cittadini 2,8 milioni di italiani ne sono già in possesso su circa 40 milioni di connazionali in età da poterlo ricevere: tra questi ci sono gli 800mila insegnanti, attraverso il quale ricevono il buono-scuola per l’aggiornamento professionale e i neodiciottenni che si iscrivono al portale “Diciotto app” per poter spendere i 500 euro rimborsati dallo Stato nella visita dei musei». In Camera di commercio comunque ieri un utile aggiornamento sull’innovazione digitale che interessa sì le imprese, ma anche tutti i cittadini. «Una dimostrazione di come le camere di commercio - ha chiosato il presidente dell’ente Fabio Porreca - sostengano le imprese nei processi di innovazione tecnologica e svolgano anche un ruolo di divulgazione a tutela dell’interesse pubblico».

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