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Foggia, i volontari del 118 in rivolta: «Ora assumete anche noi»

L’Usb proclama una serie di manifestazioni dei lavoratori

FOGGIA - Le associazioni di volontariato si vedono scappare la gallina dalle uova d’oro, dopo la pubblicazione delle norme regionali per la riforma delle postazioni del 118. Per il sindacato Usb, che ha annunciato a partire da domani una serie di manifestazioni dei lavoratori per chiedere «l’internalizzazione delle postazioni» (sul modello delle stabilizzazioni di medici e infermieri all’Asl e agli Ospedali riuniti).

Si tratta di un momento importante per mettere finalmente sotto i riflettori il problema delle associazioni di volontariato e dei lavoratori che hanno gestito per anni un sistema di soccorso del 118 ormai «saltato», come dichiarato il mese scorso anche dal direttore generale dell’Asl, Vito Piazzolla. «In oltre quindici anni - denuncia l’Unione sindacale di base - le associazioni di volontariato si sono arricchite a scapito dei lavoratori-volontari e dei cittadini». Una situazione che rischia ora il corto circuito come denuncia ancora l’Unione sindacale di base: «I lavoratori e volontari del 118 hanno accolto favorevolmente quanto previsto dalla giunta regionale per la gestione del servizio attraverso la creazione dell’Agenzia unica, ma oggi questa previsione appare lontana». Un ritardo che potrebbe scatenare una reazione a catena tra i lavoratori e le associazioni di volontariato, con queste ultime che «stanno scaricando sui lavoratori - denuncia il sindacato - le loro frustrazioni per la possibile perdita di una fonte tanto ricca».

L’Usb parla infatti di «ricatto occupazionale»quello esercitato dalle associazioni di volontariato nei confronti dei loro stessi volontari-dipendenti: «Non è più accettabile - puntualizza il segretario dell’esecutivo Usb di Foggia, Santino Mangia - che i lavoratori subiscano questi ricatti dal loro datore di lavoro soltanto se “osano” chiedere i motivi del mancato pagamento degli stipendi, e questo sebbene l’Asl paghi regolarmente e con tempi molto stretti tutte le fatture. Non è più accettabile - aggiunge il sindacalista - che i lavoratori si indebitino per poter raggiungere il proprio posto di lavoro». L’Usb elenca tutta un’altra serie di «abusi» di cui sarebbero vittime i lavoratori ancora soggetti al controllo delle associazioni di volontariato, nell’espletamento dei servizi di soccorso sulle ambulanze del 118. «Sono i lavoratori - ricorda l’Usb - ad accollarsi le spese di aggiornamento, ma si tratta di corsi pagati regolarmente dall’Asl. I lavoratori chiedono il rispetto del loro lavoro e il riconoscimento del proprio ruolo così come avvenuto nel 2008 per tanti loro colleghi - ricorda ancora Mangia - del Gargano Nord che furono internalizzati con la creazione di una società in house». Stesso risultato al quale i lavoratori e la stessa Usb ora sperano di raggiungere in vista della riforma del servizio 118 con il varo della neonata agenzia regionale. «I lavoratori del 118 delle postazioni gestite dalle associazioni hanno deciso di uscire allo scoperto e di metterci la faccia - riferisce una nota del sindacato - per chiedere l’internalizzazione in una società in house dell’Asl di tutte le postazioni del 118 in attesa della nascita dell’agenzia unica». L’Usb minaccia anche «azioni di lotta estreme che saranno comunicate nei tempi dovuti».

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