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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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L'emergenza

Truffe anziani, a Foggia in media un colpo al giorno

Furti di identità quasi quotidiani: in genere i malcapitati se ne accorgono mesi dopo, con l'estratto conto

anziani

Che colpo quanto ti arriva l’estratto conto e scopri di aver effettuato acquisti e pagamenti mai effettuati: aumentano infatti le frodi creditizie conseguenza dei furti d’identità a Foggia e provincia: nel 2017 sono stati denunciati 307 casi alle forze dell’ordine (è soprattutto la Polizia postale a indagare su questi reati), come emerge dai dati dell’«osservatorio Crif- mister credit» di Bologna che da 26 anni monitora questo fenomeno. Peraltro le classifiche nazionali (sia quella del «Sole 24 Ore» sia quella di «Italia oggi») pongono Foggia e provincia al 42° posto su 110 città in per numero di truffe informatiche in rapporto alla popolazione.
I numeri resi noti nel dossier dell’istituto bolognese quantificano in 26600 le denunce sporte in tutta Italia l’anno scorso, con un danno che mediamente si aggira sui 5700 euro per ogni persona, e «una perdita economica complessiva» nell’ordine di 153 milioni di euro. La Puglia con 2766 casi di frode registrati l’anno scorso, il che significa un incremento del 23% rispetto al 2016, si pone al 4 posto in Italia per frequenza di frodi: è preceduta da Sicilia, Campania e Lombardia.
I dati di Foggia indicano un incremento nel numero di frodi con 307 denunce, ma dicono anche che nella Capitanata questo reato (al contrario delle truffe porta a porta ad anziani di cui riferiamo a parte, ndr) è meno diffuso che nel resto della regione se si pensa alle 815 denunce nel Tarantino, 611 nel barese, 482 a Lecce e provincia, le 323 di Brindisi: meglio sta solo la «Bat» con 228 casi registrati. Scorrendo le analoghe statistiche degli anni scorsi, emerge che nel 2011 era Foggia la provincia pugliese con l’importo medio dell’entità del raggiro più elevato di quasi 8mila euro. Nel 2013 c’erano state 308 denunce, salite a 321 nel 2014, scese a 219 nel 2015 con un importo medio di 8254 euro. La maggioranza delle vittime sono uomini (57% il ato nazionale), principalmente quelli compresi in una fascia d’età tra i 41 e i 50 anni (la percentuale è del 25%); mentre aumentano del 7% gli ultrasessantenni raggirati.
«Il prestito finalizzato, come già osservato anche negli anni scorsi, risulta ancora una volta essere» scrive il Crif «la tipologia di finanziamento maggiormente esposta alle frodi, con una quota pari al 55,8% dei casi, seppur in calo rispetto all’anno precedente. Al contempo si registra un significativo incremento delle frodi perpretate sulle carte di credito, che arrivano a spiegare il 27,7% dei casi totali. Nell’ambito dei prestiti finalizzati ottenuti in modo fraudolento, il 34,6% dei casi ha avuto come oggetto l’acquisto di elettrodomestici, quote rilevanti hanno riguardato anche il comparto auto-moto (9,4% del totale) e le spese per la casa (9,9%). A seguire arredamento (6,6%); elettronica-informatica- telefonia (4,6%)».
Il problema nel contrastare questa tipologia di reato è rappresentato dai mesi che trascorrono prima che la vittima si renda conto d’essere stata truffata, quando invece la tempstività della denuncia - vale per qualsiasi reato - aumenta le possibilità di risalire ai responsabili. «Nel 57% dei casi» rivela l’osservatorio bolognese «la frode creditizia viene scoperta entro 6 mesi ma, più in generale, entro i 12 mesi il tasso di scoperta è pari a quasi al 70%. Ci sono però anche casi per i quali i tempi di scoperta avvengono anche dopo tre, quattro o addirittura cinque anni (circa il 18% del totale). In 8 casi su 10 viene usata una carta d‘identità falsa per richiedere un prestito».
«La vulnerabilità alle frodi può essere accentuata anche solo per il fatto che sul web sono pubblicati dati identificativi, recapiti telefonici o e-mail, quando non addirittura codice fiscale o altre informazioni sensibili» l’analisi di Beatrice Rubini, direttore della linea «mister credit di Crif», che aggiunge: «il furto delle credenziali di posta elettronica o dei social network è un altro obiettivo dei cybercriminali in quanto consente di diffondere su larga scala le frodi. Alla luce di questo, per i consumatori è sempre più determinante la capacità di tenere sotto controllo i propri dati, potendo usufruire delle potenzialità offerte dalla rete ma senza temere che la propria identità venga carpita o contraffatta. Se per difendersi dai ladri in casa si mettono inferriate, grate e si installano allarme, per i furti di identità bisogna attivare tutte le accortezze per proteggere qualcosa di estremamente prezioso come i nostri dati personali. Anche solo adottare un “alert” via sms collegato all’utilizzo della carta di credito o sistemi che avvisano nel caso venga richiesto un finanziamento senza saperne nulla possono evitare sgradite sorprese».

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