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FOGGIA - Ha patteggiato una condanna a 2 anni di reclusione e ottenuto gli arresti domiciliari il foggiano Giuseppe Caggiano, 48 anni, arrestato in flagranza dai «Falchi» della squadra mobile lo scorso 26 giugno per detenzione ai fini di spaccio di 9 chili e mezzo di hashish e marijuana, sequestrati in una cantinola dello stabile al quartiere Cep dove l’imputato vive. Le analisi sulla qualità delle sostanze stupefacenti rinvenute - il secondo più ingente sequestro di droga in città nel 2018 - stabilirono che se ne potevano ricavare oltre 20mila dosi. Caggiano, che si presentò in Questura dopo aver saputo della perquisizione a casa e nei box ritenuti nella sua pertinenza col sequestro dell’ingente quantitativo di droga venendo arrestato in falgranza, si avvalse il giorno dopo della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di convalida dell’arresto davanti al gip che dispose la prosecuzione della detenzione in carcere. Nei giorni scorsi il difensore, l’avvocato Carlo Alberto Mari e il pm hanno patteggiato una condanna a 2 anni (si tratta di droghe leggere) e sulla scorta di questa proposta il gip ha concesso al presunto spacciatore gli arresti domiciliari.

Gli agenti del gruppo «Falchi» nel primo pomeriggio del 26 giugno perquisirono l’abitazione di via Parini al rione Cep di Giuseppe Caggiano già noto alla Polizia per storie di droga: il sospettato non era in casa, i poliziotti nell’appartamento trovarono un «panetto» di 100 grammi di hashish; 1380 euro in contanti; un quaderno con annotati numerosi nomi e accanto cifre; un mazzo di chiavi che immette in una cantinola in uso all’imputato, secondo l’accusa, situata nello stesso stabile e cui si accede attraverso tre porte chiuse con lucchetti. Fu in questo locale che la squadra mobile trovò e sequestrò 5 chili e 480 grammi di hashish suddivisi in vari panetti e 4 chili e 20 grammi di marijuana imbustata sotto vuoto. Caggiano venuto a conoscenza di perquisizione e sequestro di droga, si presentò spontaneamente subito dopo negli uffici della squadra mobile e fu dichiarato in arresto.

Il foggiano si avvalse della facoltà di non rispondere al gip all’indomani dell’arresto.

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