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La crisi delle case

Foggia, emergenza abitativa: dal 2004 nessun alloggio acquisito dal Comune

Inutili finora gli atti stipulati tra il sindaco e le imprese private: le uniche case sono state recentemente consegnate dall'Arca Capitanata, oltre a quelle Gozzini

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FOGGIA - «Di emergenza abitativa se ne parla, con atti prodotti dal Consiglio Comunale, sin dal 2004 ma nessun alloggio è stato acquisito al patrimonio comunale nonostante i numerosi “accordi di programma” stipulati tra Comune e “costruttori edili”. Le uniche case arrivate a chi vive nell’emergenza economica sono quelle della ex legge Gozzini di via Alpi e i sedici appartamenti, improbabili, di via Einaudi.» Lo ricorda il circolo Che Guevara proprio all’indomani della preoccupazione espressa dall’assessoe regionale Pisicchio per gli scarsi fondi per l’edilizia popolare.

«Quali siano i numeri su cui si è elaborata la teoria “l’emergenza abitativa” si leggono nella delibera n° 102 del 13 dicembre 2004 atto con cui fu approvato uno specifico ordine del giorno che contabilizzava il fabbisogno di case individuando in 655 i nuclei famigliari in abitazioni precarie (11 in grotte, 334 in baracche o simili, 211 in alloggi inferiori ai 50 mq.). A questi nuclei famigliari si aggiungevano altre 950 famiglie sostenute dal Comune con contributo (250 famiglie) o alloggiate presso immobili comunali o locali affittati dal comune (700 famiglie). Considerando le 2.800 domane pervenute per le graduatorie di assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (E.R.P.) il fabbisogno totale di alloggi era stimato 2500/3000. A fronte di questa stima, su cui ora vi è molto da ridire, era stimato in 954 il numero di alloggi necessari per l’azzeramento delle emergenze individuate negli anni 2008 (400 alloggi) e 2009 (554) puntualmente elencati per cui, con delibera 42/2009, il Consiglio Comunale avvia un procedimento di “variante urbanistica” conforme ai criteri normativi di “Housing Sociale” da noi più contestati e ora messi in dubbio anche da Regione Puglia», dice il portavoce Cislaghi che aggiunge: «E’ evidente che i numeri ora non sono più quelli del 2004 perché il numero di domande per alloggi E.R.P. è crollato da 2800 a 700 e, in seguito a azioni di contenimento della spesa pubblica, sono drasticamente diminuite le famiglie ospitate in alloggi locati o di proprietà del Comune. I numeri dell’emergenza sono ridotti a 144 famiglie di via De Petra, 32 del Campo degli Ulivi, 49 container di via San Severo, 7 container Arpinova, 25 ex Distretto Militare (257 il totale) su una stima totale, tenendo conto delle domande di alloggi E.R.P., di circa 800/ 900 di alloggi necessari per eliminare la fame di case popolari.

Se, e sottolineiamo se, il Comune di Foggia fosse riuscito a farsi consegnare le case promesse con i vari “accordi di programma” già approvati non si parlerebbe più di “emergenza abitativa” perché 32 alloggi dovrebbe averli avuti dal Consorzio Unitario Coop Casa, 32 alloggi dovrebbero arrivare dai PIRP, 38 alloggi più altri 76 in convenzione da accordo di programma di viale Europa, 32 alloggi da accordi di programma in località Pantano, 10 alloggi da accordi di programma a Croci Nord. Il totale ammonta a 144 alloggi di proprietà comunale e 78 alloggi in convenzione a cui si possono aggiungere i 70 alloggi costruiti da ARCA Puglia in via Lucera, un numero di alloggi più che sufficiente ad azzerare le “emergenze residue”.»
«Resta l’amara costatazione che se, e ribadiamo ancora se, fossero stati realizzate le parti destinate al Comune degli accordi di programma deliberati avremmo anche un parco urbano su viale Europa, una scuola materna e un asilo nido in località Pantano, la ricostruzione del “cavalcaferrovia di via Bari” e una struttura polifunzionale del valore di 3.800.000 euro nelle sue vicinanze, scuola, mercato rionale e impianti sportivi a Croci Nord, un’area museale e di una scuola materna nella zona dell’ex fornace di via Manfredonia, un palazzetto dello sport per 2000 spettatori con parcheggi di pertinenza, una ludoteca di 350 mq. e verde attrezzato per 7 ettari oltre a bonifiche per eliminare 15.000 mc di strutture fatiscenti e abbandonate.

E’ ora che si smetta di prendere in giro chi aspetta un alloggio a fitto calmierato proponendo piani fantascientifici per risolvere “l’emergenza abitativa”, è ora che il Comune proceda all’incasso di quanto promesso entro i termini stabiliti dai cronoprogrammi con l’acquisizione delle fideiussioni avute a garanzia. Se l’Amministrazione Comunale ritiene prioritaria la soluzione del problema “emergenza abitativa” deve smettere di compilare libri dei sogni e fare quello che hanno fatto altri Comuni e cioè chiedere semplicemente a ARCA Puglia la realizzazione di interventi per la costruzione di case pubbliche, e parliamo di almeno 300 alloggi, che non siano ricavate da spazi comuni inutilizzati come quelli incorso alle Piastre del Candelaro», conclude il circolo Che Guevara.

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