Martedì 21 Settembre 2021 | 16:39

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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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i 14 pini abbattuti

Il Wwf: «Quei lavori
vanno fermati»

L’associazione ambientalista vuol dare la parola ai cittadini, appello all’imprenditore

Il Wwf: «Quei lavori vanno fermati»

Non si placa la protesta dei cittadini e delle associazioni ambientaliste contro i quattordici pini tagliati in viale Michelangelo, in un'area che ora dovrà essere riqualificata da un privato. Potrebbe trattarsi di una trovata pubblicitaria oppure di un gesto di servizio e di filantropia nei confronti dei cittadini foggiani. Se lo chiede il Wwf che ha diffuso ieri una nota a proposito del discusso intervento. Secondo l'associazione ambientalista in un caso o nell'altro la «Siem del gruppo la Torre (la società che ha commissionato l'intervento nell'area di viale Michelangelo: ndr) dovrebbe sospendere il cantiere e fermarsi per ascoltare i cittadini in favore dei quali l'iniziativa in teoria è rivolta.

Quegli stessi cittadini – obietta il Wwf - che nella realtà stanno esprimendo sui social, e con altre spontanee iniziative, il proprio sbigottimento per l'abbattimento repentino di tutti gli alberi e la volontà di esprimersi sulla realizzazione della nuova area prevista al posto di quella distrutta». Il Wwf punta il dito contro l'abbattimento degli alberi, in prima battuta.

Ma si domanda anche quale sia il motivo a spingere un privato a spendere 60mila euro per rifare un giardino di una zona centrale della città. «Perché un privato – incalza il Wwf - è disponibile ad offrire, senza chiedere nulla in cambio, 60 mila euro per realizzare un'opera da mettere a disposizione del Comune di Foggia? È quello che sta avvenendo per una intera area verde tra viale Michelangelo e viale Ofanto completamente distrutta per far posto ad un progetto soprannominato di “riqualificazione”.

Tale finanziamento – a parere del Wwf – potrebbe avere un fine pubblicitario o addirittura essere animato da puro spirito di servizio e filantropia nei confronti dei cittadini». Il Wwf rivolge pertanto un appello alla Siem e all'imprenditore Matteo La Torre a «sospendere i lavori nell'area per aprire un tavolo di confronto almeno con i cittadini residenti nella zona interessata e con le associazioni ambientaliste. Diversamente l'effetto del progetto per l'azienda – insiste l'associazione ambientalista - sarebbe di cattiva pubblicità per un'opera che non nasce da un processo partecipativo e democratico, che assegna perciò un rilevante valore alle proposte dei cittadini in forma libera o associata, ma che al contrario ancora una volta viene imposta dall'alto».

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