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Tentarono di uccidere medico: due arresti, il mandante era il fratello

Il 27 marzo il cardiologo uscì da casa con il figlio e fu affrontato da due uomini che gli spararono

polizia

BARI - Gli agenti di polizia della Questura di Foggia hanno arrestato i presunti responsabili del tentativo di omicidio del cardiologo della Asl di Foggia, Massimo Correra, avvenuto il 27 marzo scorso. Al momento non si conoscono altri particolari sull'operazione. Il medico quel giorno stava uscendo dalla propria abitazione insieme con il figlio minorenne quando venne affrontato da due persone, una delle quali sparò due colpi di arma da fuoco, senza ferire nessuno.

L’uomo che affrontò il cardiologo e il suo complice avevano entrambi i volti scoperti. Dopo aver sparato un colpo di pistola che non raggiunse il bersaglio, l’uomo e il complice fuggirono, sparando un altro colpo di pistola indirizzato ad un piede del professionista, senza peraltro raggiungerlo.

Dalle indagini è emersa una forte conflittualità tra il medico e il fratello Maurizio, con forti dissapori per motivi economici ed ereditari, il tutto anche confermato dalla vittima in sede di denuncia, e si è scoperto che era lui il mandante che aveva armato la mano di due albanesi: Rizvani Shpetim e la madre Tusha Haxhire. 
Il fratello avrebbe commissionato l'omicidio per diverbi economici e riguardanti una eredità e avrebbe pagato la somma di cinquemila euro, fornendo anche la pistola, alla donna, Haxhire Tusha, 60 anni e al figlio Shpetim Rivzani, di 24, per uccidere il proprio congiunto.

Maurizio Correra è stato sottoposta a fermo. Fu la donna a sparare alle 8 del mattino del 27 marzo scorso, nell’androne del portone di casa, mentre Massimo Correra usciva insieme al figlio minorenne. I due colpi sparati, per un caso fortuito, non raggiunsero nessuno.

«Foggia necessita di un aumento poderoso delle telecamere di videosorveglianza»: lo ha sottolineato il procuratore della Repubblica di Foggia, Ludovico Vaccaro, nel corso dell’incontro con i giornalisti tenuto in questura per illustrare i dettagli dell’operazione che ha portato al fermo, da parte della polizia, di tre persone, ritenute essere il mandante (il fratello della vittima) e i due esecutori materiali del tentato omicidio avvenuto il 27 marzo scorso nei confronti del cardiologo della Asl Massimo Correra.

«Dobbiamo riprenderci il territorio. Ci aspettiamo che questo nostro impegno - ha detto Vaccaro - si trasformi in una maggiore collaborazione da parte dei cittadini con forze dell’ordine e Procura. Noi non guardiamo solo alla sicurezza, ma anche alla percezione della sicurezza dei cittadini. Oggi il controllo del territorio lo si fa soprattutto con le telecamere e a Foggia e in gran parte della provincia siamo ancora troppo scoperti. La giustizia è un bene di tutti ed è giusto che tutti collaborino con noi». «Abbiamo stipulato - ha proseguito il procuratore - una serrata collaborazione, con la stipula di un protocollo, con la Dda di Bari su tantissimi fronti investigativi in un clima di cordialità e voglia di lavorare insieme. Noi ci siamo e siamo una squadra dello Stato e questa percezione deve arrivare a chi del crimine ne fa una professione. Ora - ha concluso Vaccaro - queste persone devono sapere che hanno di fronte una squadra compatta».

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